Croazia · Diari di viaggio

Advent u Zagrebu

Quattro giorni nella capitale croata. Il clima gelido che abbraccia le calde luci di Natale e i nostri bicchieri fumanti di vino rosso speziato. L’atmosfera natalizia che mi scalda ancor di più il cuore, quest’anno.

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La Croazia è un Paese in ripresa e Zagabria è una piccola capitale che cerca di attirare almeno qualcuno dei tanti turisti che amano le sue coste durante l’estate. Nell’architettura si vede la storia, chiara davanti agli occhi: il passato asburgico della città vecchia barocca, il potere della chiesa nel Kaptol e la forza del socialismo nei palazzi che circondano la Trg bana Jelačića.

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Le casette dei mercatini di natale sono in legno bianco, decorate con rami di pino verdi e lucine colorate. Con il buio ancor più belle! Le persone camminano, mangiano, chiacchierano, mentre i tram sferragliano sulle rotaie.

Nella seconda metà dell’800, Milan Lenuci progettò una serie di piazze e parchi disposte a ferro di cavallo, una di seguito all’altra: gli spazi pubblici erano delimitati da musei, gallerie, accademie e teatri. Voleva dare una nuova identità distintiva alla città. La sua idea non fu portata a compimento per intero, ma quelle che è riuscito a realizzare fanno sì che i mercatini di Natale si possano seguire proprio come un percorso che attraversa piazze e parchi. Le luci fungono da guida: appena queste si diradano se ne vedono subito altre in lontananza e si sa che direzione prendere.

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Da Trg bana Jelačića a Park J. J. Strossmayera, con un bersò che assomiglia incredibilmente a quello della serie televisiva “Gilmore Girls”, una delle mie preferite, fino a Trg kralja Tomislava. Qui si raggiunge la pista di pattinaggio più suggestiva che io abbia mai visto (e provato!). Una passeggiata sul ghiaccio per il parco, tra alberi illuminati a festa, panchine, una grande fontana intorno a cui volteggiare, fino al Padiglione dell’Arte, illuminato a giorno in maniera sublime. La musica natalizia in sottofondo, le persone che ridono e mangiano nelle casette circostanti. Un ice-park a dir poco perfetto!

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Se si arriva in treno il percorso inizia proprio da qui, perché al capo opposto del parco rispetto al Padiglione, dalla facciata color crema, c’è la stazione ferroviaria. La maggior parte degli stand vendono cibo cucinato al momento. Salsicce di tutti i generi da mettere nel panino insieme a tanti condimenti diversi, dolci fritule da ricoprire di cioccolato o caramello e l’immancabile vino kuhano, il nostro vin brûle.

La prima sera capitiamo per caso nella ulica che porta alla funicolare per salire alla città alta, la parte più antica di Zagreb. Qui cominciano i mercatini, con un grazioso concentrato di calorie che non possiamo esimerci dall’assaggiare: dopo tutte queste ore di viaggio, ce lo meritiamo!

In Trg bana Jelačića e Trg Europe la musica dal vivo non manca mai. Nelle strutture a forma di igloo ci sono cantanti e musicisti che producono continuamente nuvolette di fumo bianco, senza lasciarsi intimorire dalla temperatura che scende sotto gli 0°C.

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Siamo venuti per i mercatini, ma non solo, quindi visitiamo la città alta. La vista sulla cattedrale da Katarinin Trg è molto bella e gli organizzatori dell’evento ne sono così ben consapevoli che hanno costruito una vera e propria cornice che faccia da set per le foto ricordo dei visitatori! C’è anche una immensa sfera, di quelle con la neve che si muove all’interno quando le scuoti. Be’, qui viene soffiata in alto da un meccanismo automatico, ma il concetto è lo stesso. C’è la riproduzione della cattedrale di Zagabria all’interno e sullo sfondo quella vera.

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Anche tra le piazze della città vecchia, insieme ad improbabili musei come quello “Dei cuori infranti” e le più classiche collezioni di arte e storia naturale, ci sono degli stand che vendono cibo e regali di Natale.

La chiesa di San Marco, in Markov Trg, ha un bellissimo tetto colorato: leggendo la storia dei due stemmi rappresentati, quello della Croazia e quello di Zagreb, scopro che la kuna significa faina ed è raffigurata su tutte le monete!

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La Kamenita vrata è abbastanza inquietante, il vecchio ingresso orientale della città. Oggi è un santuario buio nel bel mezzo della strada dove qualcuno ha anche l’ammirevole coraggio di fermarsi a pregare!

La cattedrale del Kaptol, il quartiere sede delle istituzioni cattoliche della capitale, è imponente e austera. Il Dolac, il mercato che si tiene tutti i giorni, è bellissimo: frutta e verdura di mille colori sui banchi allineati uno a fianco all’altro a riempire l’intera piazza. Per gli appassionati di antiquariato, Britaniski Trg la domenica mattina è il luogo ideale. Tutti gli altri giorni, se come me amate i libri vecchi e dal fascino intramontabile, qui se ne trova un’amplissima scelta, anche in inglese e francese, per 5 kune o poco più!

In Trg maršala Tita c’è il bel Teatro nazionale, inaugurato nel 1890 dall’imperatore Francesco Giuseppe.

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L’opera di Meštrović, famoso scultore croato, La fontana della vita, è un intreccio di corpi in movimento perfetto.

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Nei sobborghi di Zagabria, il cimitero di Mirogoj ospita tutti gli abitanti della città, indipendentemente dalla loro fede. Ci sono tombe cattoliche, ortodosse, islamiche e anche socialiste. Il monumento al primo presidente della Croazia indipendente è luogo di pellegrinaggio, ornato da candele e fiori freschi. L’ingresso del cimitero sembra più quello di un castello.

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Progettato da H. Bollé nel 1876, dovrebbe essere ricoperto d’edera, che in questo periodo dell’anno è ormai secca. Ma è comunque molto scenografico: alti cancelli, mura e una grande cupola centrale. È rilassante, passeggiare nel silenzio, tra la foschia del mattino.

Con così poco tempo a disposizione non si può pensare di costruirsi un’idea precisa di una città o un Paese, anche leggendone tanto prima e dopo e vagabondando per le vie. Ancor di più non conoscendone la lingua, non potendo parlare con i propri vicini che fanno discorsi infiniti senza che tu capisca una parola di ciò che stanno dicendo. Parlare una lingua è già entrare in una mentalità diversa, una cultura. La lingua ne è parte, si plasmano a vicenda, sono intrise l’una dell’altra. Per quanto non posso aver capito molto di questo mondo a poca distanza da casa, mi è piaciuto. Molto. Mi ha fatta stare bene. E questa è la cosa più importante!

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Per informazioni utili riguardo i mercatini di Natale a Zagabria:
www.adventzagreb.com

Per quanto riguarda il cibo, noi ci siamo trovati molto bene. Praticamente tutti i piatti contengono carne o pesce, ma sono gustosi e ben cucinati. Oltre ai mercatini di Natale, si trovano tantissimi locali in Bogovićeva e Ulica Nicole Tesla.

Bistroteka (ristorante)
Ulica Nicole Tesla, 14
10000 Zagreb
+385 1 4837 711

Baltazar (ristorante)
Nova Ves, 4
10000 Zagreb
+385 1 4666 824

Caffè bar Atrij
Ulica Nicole Tesla, 7
10000 Zagreb
+385 1 4163 417

Kavatava (caffè)
Britaniski Trg, 1
10000 Zagreb
+385 99 224 4000

Le nostre colazioni al Kavatava sono state sublimi, tra pancakes, English breakfast e tè alla menta. Il locale è molto bello, vintage: vespe color oro come sgabelli, barili ridipinti come tavolini, una sala che pare l’interno di un aereo. È sempre affollato e la domenica mattina ci sono anche tavoli prenotati per la colazione. Gli scontrini li portano al tavolo dentro a vecchie guide turistiche! Vale la pena vederlo, almeno una volta.

Italia · Roma

Arrivederci Roma!

DAY 5

Il nostro ultimo giorno.

Passeggiamo di nuovo per Trastevere, andando verso il colle del Gianicolo. Entriamo nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, da cui siamo passate ormai innumerevoli volte a qualsiasi ora del giorno. Secondo la tradizione fu fondata da papa Callisto I nel III secolo d.C. L’edificio che vediamo però fu costruito nella prima metà del 1100 utilizzando materiale proveniente anche dalle spettacolari Terme di Caracalla, poco lontane dal Colosseo.

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Basilica di Santa Maria in Trastevere

Famosa per i suoi immensi mosaici color oro, non riusciamo a goderceli per il buio in cui siamo immerse. Risalgono al XII e XIII secolo e sono presenti anche sulla facciata esterna.

Saliamo al Colle del Gianicolo. La vista da qui è davvero bella, anche se gli alberi la limitano un po’. Il Tempietto del Bramante è un altro luogo di Roma in cui non ero mai stata. Posto in uno dei cortili del Convento di San Pietro in Montorio, è grazioso e originale, davvero un classico tempio circolare in miniatura!

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Tempietto del Bramante

Tipico esempio di architettura rinascimentale, lo si può vedere anche dall’esterno, qualora si capitasse da queste parti proprio nei giorni di chiusura (come è successo a noi…). Una parte degli edifici e il tempietto stesso oggi sono gestiti dall’Accademia di Spagna: fu proprio il re di Spagna che all’inizio del ‘500 ne commissionò la costruzione.

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Trastevere

Passiamo di fianco al monumento ai caduti e raggiungiamo l’antica porta romana, ricostruita e trasformata in una fontana. Prima di recuperare i bagagli, facciamo una capatina all’Isola Tiberina. Pranziamo con carciofi alla romana dalla zia e, indecise se andare a visitare il Parco della Musica o fare shopping, optiamo per gli acquisti lungo via Nazionale.

Prima di entrare alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, mangiamo un gelato sublime al gusto Persiano – cardamomo, rosa e granella di pistacchio – che è davvero perfetto!

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Anche questa basilica è troppo buia per godersela, ma la sua storia è interessante. Costruita sulle terme di Diocleziano, il progetto iniziale fu di Michelangelo. Oggi non lo conosciamo con esattezza, dati i diversi rimaneggiamenti che ha subito nel corso della storia. Se ne può tracciare un profilo leggendo documenti dell’epoca: pare che le terme, lontane dal centro della Roma medievale, fossero ben conservate al tempo di Michelangelo, che suggerì così di riutilizzarle.

Nel ‘600 venne aggiunta la doppia meridiana: uno gnomone segna il mezzogiorno, la data e l’inclinazione dei raggi solari in quel giorno, l’altro i moti della stella polare. La luce entra attraverso dei fori posti sul soffitto. È davvero immensa!

Torniamo a prendere i bagagli, beviamo un tè e corriamo alla stazione. È il momento degli abbracci e dei “Ci vediamo presto, ok?”.

Ciao Roma!

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Gelateria Verde Pistacchio
Via Nazionale, 239
Roma
www.verdepistacchiolab.it
ask@verdepistacchiolab.it

Italia

Ostia antica e il mare

DAY 4

Ostia. Andiamo a vedere il mare!

Per raggiungere Ostia, si deve prendere il treno alla fermata della MB di Piramide. Passeggiamo da Piazza Venezia al Circo Massimo, dove prendiamo la metropolitana per arrivarci. Vediamo il Campidoglio, il Teatro di Marcello, il Foro Boario e i Templi di Portuno e di Ercole Vincitore.

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Teatro di Marcello

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Tempio di Ercole Vincitore

Ci avviciniamo alla Bocca della Verità, poi attraversiamo il Circo Massimo come gli antichi, ma in compagnia dei passeggiatori della domenica mattina.

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Circo Massimo

Per la prima volta, anche se solo dall’esterno, vedo la famosa Piramide di Caio Cestio, costruita nel 12 a.C.

Il treno è in ritardo, ma in 20-25 minuti arriviamo ad Ostia Antica. Il sito archeologico è perfettamente conservato, con mosaici bellissimi e affreschi. La tradizione ne attribuisce la fondazione ad Anco Marzio, nel VII secolo a.C., come avamposto di difesa per la foce del Tevere, l’ostium in latino.

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Terme, botteghe, insulae e numerosi templi. Il castrum fu fondato nel IV secolo a.C. Fiorente durante l’impero, vi fu costruita la prima Sinagoga occidentale conservata e la cristianizzazione vi si diffuse relativamente tardi. Dato l’avanzamento della linea di costa e il cambiamento del corso del fiume, causati da una piena del Tevere nel ‘500, oggi non si immagina facilmente la sua posizione strategica a ridosso del mare.

All’ingresso si passa a fianco della necropoli e si percorre la strada che la collegava a Roma.

Il sito è immenso e non c’è quasi nessuno in giro! C’è da perdersi…
Mi ricorda Pompei, anche se avendola visitata con una guida, l’abbiamo fatto troppo velocemente per i miei gusti.

Il teatro è spettacolare!

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Ostia Antica

Vorrei tornare, sia qui che a Pompei, per rivederle con ancor più calma. E magari con un vento meno gelido di quello che abbiamo trovato noi!

Riprendiamo il treno per Ostia Lido, fatta di ville e case di vacanza. Camminiamo verso il lungomare e lo seguiamo fino al porto turistico. Il cielo è scuro, le nuvole hanno mille gradazioni di blu e di grigio. È perfetto per scattare fotografie!

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Ostia Lido

Ibernate a causa del vento gelido, torniamo a Roma e ceniamo da “Tonnarello”, a Trastevere. La mia pasta all’arrabbiata è poco saporita, ma mi dicono che quella di Nonna Nadia, alle verdure, è molto buona. Andiamo a dormire presto, perché la giornata ci ha distrutte!

 

Tonnarello
Via della Paglia, 1-2-3
Trastevere, Roma
Tel. 06 5806404

Per raggiungere sia Ostia Antica che il Lido bisogna prendere il treno alla stazione di Piramide. Parte ogni 15 minuti ed è valido il biglietto urbano.

Italia

Vacanze Romane

Non sono la donna dei colpi di fulmine, non lo sono mai stata. Le persone che mi conoscono bene possono confermarlo. Io pondero, pure troppo a volte. Che si parli di amore per un uomo, un paese o un libro, poco cambia.

E Roma ci ha messo anni a convincermi che il nostro fosse amore.

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Trastevere

Lei ha fatto la sua parte: eterna, sempre pronta ad accogliermi.
Io ho fatto la mia: ci ho provato e riprovato, fino a che quest’anno posso dire che il cuore mi si riempie di gioia a nominarla, che i miei occhi brillano quando ne parlo o semplicemente la penso, che vorrei passare almeno una parte della mia vita in sua compagnia, senza doverla lasciare dopo qualche giorno di vacanza.

È amore. Puro amore. E le persone che le altre volte sono riuscite ad non farmela piacere così tanto, questa volta non si sono fatte vedere (quasi completamente). Solo dolci giovani, dalla barba nera e il sorriso amabile. Una zia bionda con l’accento romano. Qualche venditore ambulante che ai miei “No, grazie” ha risposto con un bel “Grazie a te, buona giornata”.

Un sogno italiano alla Liz Gilbert che mi ha colta di sorpresa. E forse ancora più prezioso, per rendermi conto di quanto sia cambiata io, i miei occhi e il modo in cui guardo il mondo. Ma soprattutto quanto una buona dose di fastidio possa trasformarsi in amore.

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Trastevere

Nonostante i turisti, i romani cafoni e il caos invivibile… That’s Amore.

DAY 1

Dopo due lunghe ore di aria condizionata sul Freccia Rossa, arrivo alla stazione di Termini. Sbaglio bus, ma alla fine raggiungo Trastevere. La mia amica ha già trovato il ristorante perfetto per la cena: Buff.

Mangiamo un risotto da far trasecolare e tonnarelli cacio e pepe buonissimi, accompagnati da due calici di vino. Come dessert, ricottine dolci con visciole e mandorle tostate. Fantastico!

Passeggiamo per Trastevere, ci fermiamo in un bar e torniamo a casa a riposare abbastanza presto.

BUFF
Via San Francesco a Ripa, 141/B
Trastevere, Roma
Tel. 06 5819667
info@ilbuff.com
ilbuff.com

DAY 2

Città del Vaticano.

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Decidiamo che è meglio visitare il Vaticano oggi, di venerdì. Durante il weekend Piazza San Pietro sarà ancor più affollata…

Passeggiamo attraverso tutta Trastevere, fino a raggiungere il famoso Cupolone. I vicoli sono bellissimi, romantici. Soprattutto quelli attraversati dai rampicanti. Vediamo la bella Villa Farnesina dall’esterno, con il suo giardino e le piante di limone, la facciata bianca e luminosa.

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Villa Farnesina

Arriviamo a Piazza San Pietro, che pullula di pellegrini arrivati qui per il Giubileo.

Sinceramente, reputo un grande spreco di risorse tutti questi volontari che hanno il compito di indicare quale sia la strada giusta per raggiungere la Porta Santa… Con tutte le persone che hanno bisogno di aiuto, anche a pochi passi da qui, è davvero follia!

Dopo quasi due ore di coda, entriamo ai Musei Vaticani. È la terza volta che li visito: si sa, non c’è due senza tre! Ma per un po’, per quanto mi possano piacere, eviterei di tornarci per qualche anno.

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Lo Scalone, a doppia spirale elicoidale di G. Momo

La Cappella Sistina è sovraffollata, come sempre. Non riesco a distogliere lo sguardo dal Giudizio Universale. La volta affrescata è spettacolare, ma così lontana che lo sguardo vola di continuo in altre direzioni. Amo il blu dei lapislazzuli e quando lo osservo è come se tutto diventasse silenzioso e gli affreschi mi avvolgessero. I colori sono vivi, stupendi! Camminando con il naso all’insù, sento il pavimento irregolare sotto le suole delle scarpe. Sugli affreschi delle pareti il color oro brilla. Sono stupendi, ma è come fossero oscurati dal Giudizio Universale e dai dipinti della volta.

Le sculture del Cortile Ottagono sono le mie preferite e il corridoio del Museo Chiaramonti mi fa tornare indietro di dieci anni, al liceo e ai busti antichi, i ritratti dei filosofi e degli imperatori.

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Arno

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Laocoonte

La galleria delle Carte Geografiche venne allestita nel Cinquecento e, vista la mia passione per il viaggio, è uno dei miei luoghi preferiti all’interno dell’immenso complesso museale. 40 carte poco più grandi di 3 x 4 m, dipinte sulle pareti destra e sinistra divise come se il corridoio fosse solcato dagli Appennini. Ci sono l’Italia Romana, quella Nova e i possedimenti papali. Queste carte rappresentano un geografia all’avanguardia, aderente agli ideali cristiani, in cui il territorio è concepito come abitato da popolazioni, ognuna con le proprie peculiarità.

Dopo un trancio di pizza mangiato camminando, ci siamo messe in coda per la Basilica di San Pietro. Superati i controlli di sicurezza, come per incanto, siamo solo noi due ad attraversare il portone d’ingresso principale. Tutti scelgono la Porta Santa (e credo involontariamente, per lo più). All’interno si sente recitare il rosario e per questo non possiamo avvicinarci all’abside.

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Basilica di San Pietro

La cupola non è illuminata – una delusione inimmaginabile! Ma la pietà di Michelangelo e l’immensità della Basilica rimangono sempre spettacolari. Lascia senza fiato.

Piazza San Pietro illuminata, nel buio del tardo pomeriggio, è bellissima!

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Per la visita ai Musei Vaticani, se si ha poco tempo a disposizione, vale la pena prenotare i biglietti sul sito internet. Con un leggero aumento del costo del biglietto, si salta la coda e in pochi minuti ci si ritrova a vagare per le infinite sale dei palazzi che li costituiscono.

http://www.museivaticani.va/

Italia · Liguria

E se andassimo a Genova?

In una giornata di pioggia e musei gratuiti, abbiamo cercato il sole a Genova. E l’abbiamo trovato!

Passeggiare per i carruggi è sempre bello, un po’ come perdersi per le calle veneziane. Mangiamo la focaccia e andiamo fino al porto antico. È una passeggiata molto piacevole quella sul lungomare, nonostante la folla. Anche solo guardare l’acqua, che sia salata o dolce, ha sempre un forte potere rilassante sulla mia mente.

Vicino all’acquario entriamo nel vascello che fu costruito negli anni ’80 come set del film “I Pirati” di Roman Polanski. Mi ha fatta sentire così tanto una pirata in cerca di avventure che mi è venuta subito voglia di fare una maratona de “I pirati dei Caraibi“, non potendomi imbarcare!

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Quasi perfettamente funzionante, il Neptune è stato progettato e costruito in Tunisia. Venne poi portato a Cannes per promuovere il film durante il festival e alla fine ormeggiato qui, al Ponte Calvi, dove può essere visitato.

Poco lontano dal mare, ha sede il bellissimo Palazzo Reale della città. Costruito nel XVII secolo dalla dinastia Balbi, fu ampliato dai Durazzo nel corso del secolo successivo, prima di essere acquistato dai Savoia.

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Le volte dei salotti e delle gallerie sono affrescate e decorate con stucchi in stile barocco e rococò. Le pareti pullulano di dipinti, alcuni dei quali prodotti da artisti del calibro di Anton Van Dyck.

Il Re Sole, che possedeva Versailles, aveva un rivale anche qui per la sua stupenda galleria degli specchi. Più piccola rispetto a quella parigina, è però altrettanto magnifica.

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La visita al palazzo porta immediatamente alla famosa galleria, la sala più spettacolare dell’intero complesso. Poi, attraverso le camere da letto di re e regina, la sala del trono e quella delle udienze, si arriva fino al gigantesco balcone che si affaccia al mare. Tempo fa il palazzo era collegato direttamente alla Darsena, poi è stata costruita la sopraelevata che si insinua tra lo sguardo del visitatore e il Mediterraneo.

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La facciata del palazzo non è bellissima e dalla strada che si percorre per raggiungerlo non si nota neppure, essendo parte del continuo susseguirsi di edifici. Ma gli ambienti interni, scenografici come quelli di qualsiasi palazzo reale, meritano una visita. Passeggiare tra il lusso dei vecchi sovrani è sempre piacevole!

http://www.palazzorealegenova.beniculturali.it/

Eventi

Soddisfazioni da travel blogger

Questa mattina aprire il nuovo articolo di Travel365 e scoprire che nella top 5 c’è anche il mio ultimo articolo riguardante il nostro viaggio nei Paesi Baschi è stato un’emozione!

Il sito web raccoglie i migliori travel blogger italiani che, ogni mese, possono leggere e votare i post altrui.
I miei preferiti sono quelli che si sono classificati in prima e seconda posizione. Non perdeteveli!
Uno vi porterà dall’altra parte del mondo 🌏, in Cambogia, e l’altro più vicino a casa, in Emilia Romagna, facendovi venire ancora più voglia di partire, anche solo per un weekend!

Questo quarto posto è stato davvero una grande soddisfazione! E spero che il mio post sia piaciuto anche a voi, che mi leggete qui!
Grazie, grazie, grazie!

La classifica e i link agli articoli più belli di settembre li trovate a questo indirizzo:
http://www.travel365.it/best-travel-post-5-articoli-piu-belli-del-mese-settembre.htm

Approfittatene per leggere anche altri post del sito: lasciatevi ispirare per i vostri prossimi viaggi!

Diari di viaggio · Spagna

Euskadi: Ongi Etorri!

Euskadi. I Paesi Baschi spagnoli. Dove l’identità basca e così forte che tutto è scritto sia in basco che in spagnolo (e spesso solo in basco)… Le famose tapas sono i pintxos, superbi, e l’unica bandiera che sventola sui pennoni è quella basca.

La costa è aspra e verdissima, l’interno caldo e bruciato dal sole. Le città sono costruite in mattoni color miele, ci sono fiori colorati e vigne a perdita d’occhio. I borghi sul versante spagnolo dei Pirenei, i castelli, un parco naturale con cascate e laghetti che sono più azzurri di una piscina nuova di zecca.

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Ochagavía

Il Cammino di Santiago (che abbiamo incrociato molto spesso) e l’eremo sull’isolotto di San Juan de Gaztelugatxe da raggiungere con una camminata devastante, ma stupenda.

Pamplona è famosa per la corsa dei tori (abominevole, per quanto mi riguarda), ma durante il resto dell’anno è una bella e tranquilla cittadina di provincia. Logroño è rilassante e il vero paradiso dei bar che vendono pinchos e vino tinto.

Bilbao (meglio, Bilbo) è una grande città che espone il proprio passato industriale con orgoglio e la sua nuova vita, di città dell’arte contemporanea e all’avanguardia, è frizzante. San Sebastián è la Rimini basca, con le spiagge sovraffollate e speciale per le strette vie del casco viejo e gli onnipresenti pinchos bar, oltre ai ristoranti stellati per cui è conosciuta.

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San Sebastián

10 giorni, 3698 km on the road e 126 km a piedi. La mia auto che si vede che ha fatto così tanta strada, la mia Nikon ancor più vissuta, ma sempre perfetta.

Ce la siamo presa con calma, abbiamo mangiato (forse un po’ troppo) con gusto e curiosità. Ci siamo adattati agli alberghi senza aria condizionata e siamo stati sfacciatamente fortunati, sotto ogni punto di vista. Direi che questo viaggio è stato pressoché perfetto!

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Navarra

Mente vagabonda

Vai Mente! Vai!

Eccoci qua con un nuovo articolo, nonostante qualche settimana di inattività.

Purtroppo i viaggi in questo periodo sono stati assenti, dato che ci sono stati molti impegni a cui “stare dietro”, però ho un segreto per voi. Leggete!
Non intendo solo di leggere questo articolo, ma soprattutto di leggere libri, riviste, pagine internet, qualsiasi cosa vi capiti tra le mani.

Spesso si sente dire che si sta perdendo la tradizione della lettura e l’abitudine di sfogliare un buon libro, favorendo gli “intrattenimenti tecnologici”, ma non credo sia veramente così. A moltissime persone, me compreso, piace leggere libri su libri, e confido che anche voi siate tra queste. I libri sono sempre stati una fonte di svago, di piacere, di cultura, di arricchimento personale ed è più che mai vero che ogni libro racchiude la persona che lo ha scritto e le emozioni che questa persona ha provato. Vivere un libro significa conoscere il suo autore, il tempo in cui è vissuto, il mondo in cui è cresciuto, la sua parte più intima.
Soprattutto, un buon libro può permettervi di viaggiare: un viaggio che non è possibile fare fisicamente, un viaggio nel tempo oltre che nello spazio. Allora perchè non approfittarne? Ci sono molti libri diversi, tutti bellissimi. Ci sono i libri che leggi tutto di un fiato appena hai un po’ di tempo libero. Ci sono i libri che invece impieghi settimane a finire, perchè vuoi gustarteli piano piano, perchè in essi vi sono così tante cose racchiuse da richiedere molto tempo. Ci sono i libri che ti fanno vivere avventure. I libri che ti fanno dire: “Vorrei essere lì anche io”. I libri che ti permettono di viaggiare verso mondi nuovi, con l’immaginazione e la fantasia. Ci sono anche quei libri che non ti fanno sentire solo, che ti fanno compagnia e ti migliorano le giornate. Altre centinaia di diverse caratteristiche sarebbe possibile elencare, tutte in grado di rendere affascinante questo mondo di carta e di lettere, scritte da uomini per altri uomini, come una tradizione da tramandare. Anche in questo è racchiusa la bellezza della lettura: segreti di vita trasmessi da generazione in generazione, squarci di storia, istantanee di momenti unici. Come se diventasse una memoria collettiva, al pari dei grandi sistemi di archiviazione dei dati della nostra tecnologia: solo più intimo, più autentico, più vivo.

Semplicemente i libri ti donano tanto, e soprattutto ti ascoltano in silenzio. Leggendo permetti alle tue emozioni di rivivere nelle pagine che stai sfogliando, di correre libere senza sentire il peso che molte giornate possono portare con sè. Non leggete solo quello che vi piace, fatevi stupire, esplorate, meravigliatevi e permettete anche ad un buon libro di plasmare una parte di voi stessi.
Vai Mente! Vai! Viaggia tra le lettere e le pagine, esplora i desideri di qualcun altro, nutriti di emozioni, amori e delusioni, ma non fermarti mai. “Solo chi sogna può volare”. E a questa famosa frase aggiungerei anche: solo chi legge può sognare.

Ah dimenticavo la domanda più importante: quali sono i vostri libri preferiti?
Buona lettura!