Mente vagabonda

Vai Mente! Vai!

Eccoci qua con un nuovo articolo, nonostante qualche settimana di inattività.

Purtroppo i viaggi in questo periodo sono stati assenti, dato che ci sono stati molti impegni a cui “stare dietro”, però ho un segreto per voi. Leggete!
Non intendo solo di leggere questo articolo, ma soprattutto di leggere libri, riviste, pagine internet, qualsiasi cosa vi capiti tra le mani.

Spesso si sente dire che si sta perdendo la tradizione della lettura e l’abitudine di sfogliare un buon libro, favorendo gli “intrattenimenti tecnologici”, ma non credo sia veramente così. A moltissime persone, me compreso, piace leggere libri su libri, e confido che anche voi siate tra queste. I libri sono sempre stati una fonte di svago, di piacere, di cultura, di arricchimento personale ed è più che mai vero che ogni libro racchiude la persona che lo ha scritto e le emozioni che questa persona ha provato. Vivere un libro significa conoscere il suo autore, il tempo in cui è vissuto, il mondo in cui è cresciuto, la sua parte più intima.
Soprattutto, un buon libro può permettervi di viaggiare: un viaggio che non è possibile fare fisicamente, un viaggio nel tempo oltre che nello spazio. Allora perchè non approfittarne? Ci sono molti libri diversi, tutti bellissimi. Ci sono i libri che leggi tutto di un fiato appena hai un po’ di tempo libero. Ci sono i libri che invece impieghi settimane a finire, perchè vuoi gustarteli piano piano, perchè in essi vi sono così tante cose racchiuse da richiedere molto tempo. Ci sono i libri che ti fanno vivere avventure. I libri che ti fanno dire: “Vorrei essere lì anche io”. I libri che ti permettono di viaggiare verso mondi nuovi, con l’immaginazione e la fantasia. Ci sono anche quei libri che non ti fanno sentire solo, che ti fanno compagnia e ti migliorano le giornate. Altre centinaia di diverse caratteristiche sarebbe possibile elencare, tutte in grado di rendere affascinante questo mondo di carta e di lettere, scritte da uomini per altri uomini, come una tradizione da tramandare. Anche in questo è racchiusa la bellezza della lettura: segreti di vita trasmessi da generazione in generazione, squarci di storia, istantanee di momenti unici. Come se diventasse una memoria collettiva, al pari dei grandi sistemi di archiviazione dei dati della nostra tecnologia: solo più intimo, più autentico, più vivo.

Semplicemente i libri ti donano tanto, e soprattutto ti ascoltano in silenzio. Leggendo permetti alle tue emozioni di rivivere nelle pagine che stai sfogliando, di correre libere senza sentire il peso che molte giornate possono portare con sè. Non leggete solo quello che vi piace, fatevi stupire, esplorate, meravigliatevi e permettete anche ad un buon libro di plasmare una parte di voi stessi.
Vai Mente! Vai! Viaggia tra le lettere e le pagine, esplora i desideri di qualcun altro, nutriti di emozioni, amori e delusioni, ma non fermarti mai. “Solo chi sogna può volare”. E a questa famosa frase aggiungerei anche: solo chi legge può sognare.

Ah dimenticavo la domanda più importante: quali sono i vostri libri preferiti?
Buona lettura!

Mente vagabonda

Partire = Cambiare

La grandezza di un viaggio si nasconde dietro piccoli segni che ci liberano la mente e ci fanno vivere.

Spesso abbiamo bisogno di trovare solo un momento per noi stessi, un momento che le mura di casa o i quartieri della nostra città non possono darci. Quanti spazi di solitudine cerchiamo per fare chiarezza dentro di noi, ma il risultato è esattamente l’opposto? Si crea più confusione, più caos. La colpa non è da attribuire alla propria incapacità di cambiare, ma più verosimilmente la causa è il luogo in cui ci si trova. Attenzione però: viaggiare da soli non è sempre la soluzione migliore. Per quanto mi riguarda la serenità e la forza di resettare il timer e ripartire, la ritrovo viaggiando in compagnia, perchè in questo modo riesco a stabilire veramente gli spazi di cui ho nuovamente bisogno. Credo, infatti, che solo il confronto con un buon compagno di viaggio potrebbe permettermi di fare il salto necessario per cambiare me stesso.

Spesso ognuno di noi prova a cambiare per qualcun altro, poi ci prova per se stesso, ma ormai il passaggio tra questi due stadi è così sottile da risultare indistinguibile. Alla fine di una lunga strada si cambia davvero, ma manca sempre l’ultimo passo. A questo punto ci sono persone che devono farlo da sole questo step finale, per orgoglio o per carattere, e ci sono invece quelle che vogliono farlo con qualcun altro. Io credo di appartenere al secondo gruppo, perchè mi piace intrecciare la mia vita con quella di un’altra persona e raggiungere un obiettivo insieme mi trasmette un maggior senso di completezza.
Fondamentale rimane l’ambiente esterno. Una città completamente da scoprire è sicuramente uno stimolo al cambiamento, soprattutto se fatto con le persone giuste.

Leggere guide, prendersi il proprio tempo, studiare le cartine per trovare una nuova meta: sono tutte azioni che ti riempiono la giornata, ma contemporaneamente creano spazio nella tua mente. Ti danno respiro per procedere verso una svolta. Ti danno anche la forza necessaria per cambiare, poichè ti inserisci in un meccanismo che ti trascina con un senso di positività.

Se dovete fare un cambiamento importante, da soli o con qualcun altro, non aspettate che il tempo vi sormonti, ma prendete e viaggiate. Non importa se lontano o vicino, se per tanto o poco tempo: partite.

Mente vagabonda

Travelling is my therapy

Dopo ben un anno di blog, mostre, viaggi fatti e solo organizzati, la mia voglia di partire è sempre maggiore. Nei momenti di crisi, quando ci si sente tristi, in un certo modo, o comunque incompleti, se si è amanti del viaggio si desidera lasciare tutto e andare in capo al mondo. La destinazione non è importante. Dopotutto, è il viaggio in sé ciò che conta! Raggiungere i luoghi che si amano di più, dove ci si sente a casa. In fondo “casa” non è dove si è nati. E’ dove si percepisce di essere parte del luogo in cui ci si trova, parte integrante. Ci si sente abbracciati dall’atmosfera magica della città, della campagna, del mare. Non è necessario andarci in un periodo speciale dell’anno, come può essere Natale. Basta andarci. Si respira a pieni polmoni, finalmente.

E questo è ciò che anche io vorrei avere il coraggio di fare ora: lasciare tutto per un po’, prendermi una vera e propria vacanza “dalla mia vita”. Sono convinta che per essere FELICI si debba fare tutto ciò che ci piace, ciò che amiamo. E che se amiamo qualcosa sia assolutamente possibile raggiungerlo. Chi dice che è impossibile realizzare un sogno, per quanto pazzo sia, a mio parere non ha un vero sogno. La voglia di cambiamento è ciò che spesso ci prende. Ed è quella che spinge molti a scoprire il viaggio. Anche se capire (o meglio, ammettere) che cosa si vuole cambiare e soprattutto come lo si vuole modificare non è sempre semplice. La forza d’animo e il coraggio stanno soprattutto in questo: riconoscere un problema e prendere in mano la situazione.

Non sono le conseguenze che dovrebbero spaventarci, e questo lo dico soprattutto a me stessa. Non sono le opinioni degli altri a doverci far paura. A me terrorizzano i miei pensieri, i miei sogni anche. E il viaggio è la terapia: non mi sento italiana, non mi sento comasca, mi sento a casa a casa mia, vicino al mio caminetto, seduta sul mio divano, di fianco al mio gatto o in compagnia dei miei genitori. Per il resto mi sento una cittadina del mondo, se vogliamo dirla in maniera elegante. In modo più brutale, senza una dimora fissa in cui voler ad ogni costo ritornare. A “casa”, in fondo, sono sempre tornata per le persone a cui voglio bene. Se loro venissero con me o mi raggiungessero per salutarmi, ogni tanto, non avrei bisogno di tornare da queste parti.

Vorrei girare il mondo senza pensare, vorrei vivere il mondo da vicino, raccontarlo con le parole e le immagini. Vorrei lasciarmi accarezzare del mondo nel profondo del cuore, come hanno sempre fatto tutti i luoghi che ho visitato e in cui ho vissuto in questi anni. E’ un coinvolgimento forte quello che il viaggio ci consente di raggiungere, profondo, dolce. E’ come se non ci fossero limiti quando si decide di partire, quando si prende il coraggio a quattro mani e si va. Perché di limiti non ce ne sono, in realtà, se non quelli che imponiamo a noi stessi: volendo, tutto, ogni luogo, si può raggiungere.

Dunque, come recita una massima del Dalai Lama:

“Once a year, go some place you’ve never been before.”

Ne vale sempre la pena!

Mente vagabonda

Vacanze in arrivo?

Le vacanze di Natale si avvicinano, tutti avremo un po’ di tempo libero da dedicare alle nostre passioni e alle persone a noi care, o semplicemente a noi stessi. Allora viene naturale chiedersi “Dove potrei andare a fare un viaggio?”.

La mia intenzione non è di scrivere una guida sui luoghi più belli e magici da visitare in occasione di questa festività (ce ne sono già tantissime in internet che potranno soddisfare le vostre richieste), ma piuttosto di raccontarvi i miei progetti, che a dire il vero non sono ancora ben definiti.

In verità un progetto l’avevo messo a punto e avevo preparato tutto il necessario per partire, effettuato le prenotazioni del caso, comprato guide e cartine, ma purtroppo una serie di imprevisti mi ha costretto a rivalutare la mia destinazione. Il piano iniziale era, infatti, quello di recarmi alcune settimane a Tokyo, Giappone. Considero questa città come un mio sogno personale, da raggiungere (tra le altre infinite mete) insieme a tutto il Giappone. Un luogo magico dove modernità e tradizioni si mescolano come i colori su di una tela. Una grande metropoli dove il tempo scorre veloce, ma sembra anche fermarsi per farti respirare e analizzare quello che sta succedendo intorno a te: la frenesia delle persone che percorrono le strade, le luci abbaglianti delle insegne al neon, la tranquillità dei parchi, la sacralità e l’immobilità dei templi, il caos metropolitano e l’impressione che la vita non si fermi davvero mai. Come non rimanere affascinati solamente dall’idea di tutto questo?
Ho sognato molto questo viaggio ed essere ad un passo dal partire è stato elettrizzante. La rinuncia sarà solo temporanea, il Giappone è lì che mi attende e presto o tardi riuscirò a raggiungere il mio obiettivo.

Ora però mi trovo con una voglia pazzesca di andare via, quasi come una necessità, e nessuna idea in testa sulla mia possibile meta. Sicuramente dovrò decidere di andare più vicino a casa e per un tempo più breve, ma non voglio svalutare questa idea. L’Europa è altrettanto bella ed affascinante, con un carattere decisamente opposto e con un’atmosfera diversa, ma assolutamente magica, soprattutto durante questo periodo. Le strade iniziano ad affollarsi di persone alla ricerca dei regali di Natale: chi decide di portarsi avanti e organizzare in anticipo le proprie giornate per comprare ciò che desidera e chi invece si concederà lo shopping natalizio dell’ultimo minuto. Le piazze saranno invase dai mercatini di Natale, illuminate a festa, magari imbiancate da una spruzzata di neve candida. Il chiacchiericcio delle persone nelle strade farà da sottofondo musicale al lento passeggiare nelle vie della città. Il tempo non si fermerà nemmeno qui, solo trascorrerà più lentamente, come se fosse tutto ovattato e circondato da luci colorate.

Alla fine dipende tutto da come decidete di vedere le cose. E’ sempre questa la differenza: il punto di vista. Per molti, forse, non ci sarà questa atmosfera e vedranno semplicemente delle persone che fanno avanti e indietro per una strada, cercando di fare felice qualcuno con un regalo a cui forse non hanno pensato neanche troppo; le luci sembreranno pallide e la neve soltanto una seccatura.
Ma l’importante non è il Natale, non è il semplice regalo o la neve o le luci. La bellezza risiede nella decisione di dedicare un po’ di tempo a noi stessi o a qualcuno che amiamo, anche solo il fugace attimo di un pensiero, di un regalo. Quante volte durante l’anno prendete un momento per voi stessi e per gli altri? Intendo un momento che non sia durante la pausa pranzo o il viaggio di ritorno a casa dopo una giornata impegnativa o prima di addormentarvi. Intendo un momento che scegliete di prendere solo per il piacere di farlo e non per qualche “dovere” sociale o affettivo. Donate a voi stessi e agli altri il vostro tempo, perché è sicuramente il dono più grande di tutti, e soprattutto è qualcosa che non torna più indietro.

Mi sono sicuramente un po’ dilungato e non ho ancora deciso la meta del mio viaggio. Per ora faccio volare la mia mente, immaginando di essere con chi vorrei in un luogo che farò scegliere alla mia immaginazione. Deciderò sicuramente nei prossimi giorni, dato che non posso tenere troppo a freno questa voglia matta di partire.
Se state programmando i vostri viaggi fatecelo sapere assolutamente, condividete le vostre destinazioni e magari darete uno spunto anche a noi. Vi auguro di trovare molto tempo per essere felici e ovviamente per viaggiare, nei prossimi giorni.

Mente vagabonda

Primi pensieri

Non so se avete presente la sensazione che si prova quando hai preparato tutto per partire, quando per una volta sei deciso a fare il passo più lungo della gamba e invece succede qualcosa che ti costringe a cambiare i tuoi piani.
E’ un momento molto difficile, in cui metti in discussione te stesso e in cui ti poni a confronto con quello che hai costruito fino ad ora. In quel momento inizi a porti delle domande.

1) Perché viaggiare?

Spesso si sente semplicemente la necessità di partire, di lasciare tutto, di dare una svolta, di allontanarsi dal quotidiano. E’ difficile rendere ogni giorno unico e diverso, ma è umano non riuscirci sempre, arrivare ad un punto in cui la vita di tutti i giorni ci stanca e per questo abbiamo bisogno di staccare e di vivere in modo diverso. Si possono fare mille cose per movimentare la propria vita, ma giunge sempre quel momento in cui l’unica soluzione è mettersi uno zaino in spalla e partire. Bisogna provare per credere, ma tutte le volte che sono partito mi ha aiutato a tornare con uno spirito nuovo e con dei cambiamenti. Alla fine è questo che conta: tornare a casa per poter ripartire, per poter condividere con le persone le proprie esperienze, per confrontarsi anche nel quotidiano, per crescere.

2) Con chi partire?

Capita a volte di voler partire da soli, perché si sta affrontando un momento difficile, perché la propria testa si sente stretta in una morsa, perché si sente il bisogno di respirare aria nuova. Partire da soli per conoscere se stessi. Per sentire fino a quale punto può tendere la vostra insicurezza, per capire quali sono i vostri limiti e se siete capaci di superarli. Cos’è il viaggio se non una sfida? Come tale ha un certo numero di rischi, di sorprese, di imprevisti, di paure, di gioie. Non si è mai pronti per affrontarli, ma questo non sarà certamente un ostacolo.
Dall’altra parte si può partire in compagnia: scegliete sempre le persone che condividono il modo di viaggiare che vi contraddistingue, che sono pronte a rischiare e a mettere tutta la loro energia in una nuova avventura. Non sempre è facile trovare i compagni giusti: ci vuole un po’ di fortuna e una buona capacità di adattamento alle esigenze del gruppo.
Potete viaggiare con un amico, con un parente, con la persona amata o in solitaria. Ognuna di queste esperienze sarà diversa e capirete quale si addice maggiormente a voi.
Per quanto mi riguarda adoro viaggiare in compagnia delle “mie” persone giuste: ci capiamo a vicenda, ci confrontiamo, ci avventuriamo con lo stesso spirito e con aspettative diverse in un mondo che non conosciamo. In qualche modo, sebbene differenti, riusciamo a completarci e a sostenerci a vicenda, ognuno mettendo a disposizione le proprie capacità: c’è la persona abile con la macchina fotografica, imbattibile nell’orientamento anche in un Paese straniero, sempre pronta a dare informazioni e a fare un programma dettagliato (anche se non sempre rispettato); c’è la persona che ha molte capacità tecniche, dovute anche all’esperienza passata, che dopo numerosi viaggi ha ancora lo stesso livello di entusiasmo, che è disponibile ai cambiamenti di rotta e che in parte tiene il gruppo tra le righe; c’è la persona che che si occupa della telecamera, che cerca di imparare il massimo delle cose che le vengono spiegate, che contribuisce a definire un programma dettagliato, che incita (come tutti) ai cambiamenti di rotta e che nei suoi limiti mette a disposizione le proprie capacità. Non vi dirò quale sono tra questi elementi del gruppo. L’importante è essere consapevoli che tutti siamo diversi, che ognuno ha i propri difetti, ma che proprio queste caratteristiche costituiscono la bellezza e la pienezza di un vero viaggio.

Le domande che mi sono posto sono molte, ma queste due sono le prime che ho voluto trattare. Ne seguiranno altre e se qualcuno lo desidera può scriverci le proprie domande, quelle che si è posto prima di un viaggio o al suo ritorno, quelle che più lo preoccupano e quelle che considera importanti per lui.
Tutte le esperienze hanno un proprio valore e se sono fatte con le persone giuste possono donare davvero molto.

Nel frattempo… Buon Viaggio!

Italia · Lago di Como

Pigra: il Lago dall’alto

Pigra     Pigra

Se volete godervi lo spettacolo di una vista mozzafiato del lago di Como dall’alto non dovete fare altro che andare a Pigra.

Questo minuscolo paesino può essere raggiunto in tre modi diversi: in macchina, a piedi o – e secondo noi è la scelta migliore – con la funivia. Siamo partiti una domenica mattina e abbiamo raggiunto Pigra per le 11 circa, armati di panini e acqua per il pranzo. Abbiamo passeggiato per il borgo per quasi un’ora e mezza, praticamente da soli, e ci siamo rilassati tantissimo!

Ci vogliono circa 5 minuti in funivia per raggiungere Pigra da Argegno. Dopo pochi secondi dalla partenza, si vedono subito il lago e le montagne che lo circondano. Mano a mano che ci si avvicina alla cima, poi, lo spettacolo diventa sempre più bello: nelle giornate più soleggiate lo sguardo spazia da Bellagio a Como alle colline verdi che circondano il Lario. E, dopo il viaggio in funivia, noi ci siamo fermati ad assaporare ancora un po’ il paesaggio seduti su una panchina rivolta proprio verso il lago. Come prima, eravamo circondati dalle colline verdi e vedevamo da un lato le Alpi, dall’altro il lago di Como.

Seguendo i cartelli di legno con le indicazioni, abbiamo visitato il paesino. Prima di tutto ci siamo concessi una passeggiata nel bosco fino al “belvedere”, con l’idea che avremmo potuto dominare il lago a qui sopra. Ma, sfortunatamente, quella che doveva essere la nostra terrazza panoramica sul lago è più simile ad una groviglio di fili: i cavi dell’alta tensione offuscano la vista, perciò non vale la pena venire fino a qui per il paesaggio. La camminata è piacevole, ma non merita una visita secondo noi. In ogni caso, non disperate: rimane tutto il villaggio da visitare!
Qui, tra le vie acciottolate e le case in pietra, prendete tempo e godetevi l’atmosfera che aleggia sul villaggio. Cercate le storiche chiese di Santa Margherita e San Rocco. Raggiungete Piazza Fontana – la piazzetta antistante San Rocco –, Vicolo Erto e via XXV Aprile, alcune delle più pittoresche vie del paese. Non abbiate fretta! A noi è sembrato proprio di tornare indietro nel tempo, passeggiando per queste vie!
Alla fine, siamo tornati ad Argegno a piedi, seguendo la vecchia mulattiera che costeggia la collina. Ci vuole più di un’ora per tornare indietro ed è abbastanza faticosa come strada a nostro parere. Comincia vicino alla chiesa di Santa Margherita e finisce a Muronico, un paesino confinante con Argegno. La mulattiera è veramente in pendenza, ma la vista che si gode camminando è stupenda! Le nostre gambe, però, erano un po’ meno contente di noi! E ci hanno fatto male come non mai nei giorni successivi alla scarpinata!

Comunque, dopo la nostra lunga passeggiata, abbiamo avuto la forza di visitare anche Argegno. Abbiamo camminato una mezz’oretta per i suoi vicoli acciottolati e sul lungolago, abbiamo visitato la chiesa principale e ci siamo mangiati un super gelato nella piazzetta centrale.

Il nostro mini-tour del Lago ci è piaciuto un davvero tanto! Perciò, se anche a voi piace passeggiare, rilassarvi e scattare bellissime fotografie, andate a Pigra e gironzolate per il borgo senza meta per qualche ora. Ne sarete sicuramente soddisfatti!

http://www.comune.pigra.co.it/

Diari di viaggio · Portogallo

Giorno 11 e 12: dalla vigna alla bottiglia

Un’escursione nei dintorni di Porto, lungo il fiume Douro, per vedere i vigneti da cui il famoso vino ha origine è d’obbligo. Farla in una giornata soleggiata sarebbe meglio, ma anche con la nebbia vale la pena.

Partendo da Porto, abbiamo raggiunto Vila Real e il vicino maniero di Mateus percorrendo la riva destra del fiume all’andata e quella sinistra al ritorno. La Rota do Vinho do Porto sale e scende, stretta tra alberi e vigneti, seguendo il corso del Douro. A causa della nebbia, siamo riusciti a vedere il fiume solo tornando, nel pomeriggio.

Vila Real è una cittadina piccola e che ha poco da offrire ai turisti, ma il Palácio de Mateus a 3,5 km di distanza è visitabile e i suoi giardini sono davvero belli! La tenuta, con il palazzo barocco circondato da vigneti e frutteti, merita di essere visitata ed è possibile farlo senza unirsi ad un tour guidato come è richiesto per gli interni.

1320 - Maniero di Mateus

Nel nostro ultimo giorno in Portogallo non potevamo dimenticarci di partecipare ad una visita guidata alla cantina Ferreira, a Vila Nova de Gaia, dall’altro lato del fiume rispetto alla città di Porto. Durante il tour abbiamo scoperto che il vino “Porto” è un vino da dessert, dolce e molto alcolico. La sua fermentazione viene fermata dopo soli tre giorni aggiungendovi del Brandy a 99° e il suo sapore è diverso e specifico per ogni casa vinicola poiché ottenuto mischiando accuratamente vini rossi o bianchi di annate differenti. Dunque il nostro palato è ingannato: il vino pare sempre uguale, ma in realtà è una composizione sempre diversa. La visita si conclude con l’assaggio di una bottiglia di rosso ed una di bianco, davvero squisiti a mio parere.

1361 - Valle del Douro  1372 - Caves do Porto Ferreira, Porto

Diari di viaggio · Portogallo

Giorno 10: una giornata in monastero

Da Nazarè e i suoi pesciolini messi al sole ad essiccare, ci siamo diretti a nord per dedicare la giornata alla visita di tre monasteri: Alcobaça, Batalha e Tomar.

Tutti immensi e decisamente suggestivi, con le loro guglie e i loro chiostri sono molto interessanti. Anche per questi esiste un biglietto cumulativo che permette di di fare la fila per pagare una sola volta.

Alcobaça è davvero enorme e la sua cappella più famosa è la cosiddetta “Sala dei re” in cui, sugli azulejos, sono raffigurati il monastero, la sua storia e i re portoghesi.
A Batalha, invece, tra guglie e pinnacoli è la “Cappella del fondatore” ad avere qualcosa di magico: le tombe sovrastate da finestre colorate fanno sì che al visitatore paia di essere in un luogo ancor più sacro, come si trovasse fuori dalla basilica, in una cappella solitaria in mezzo alla campagna.

Ma il convento più spettacolare è quello dell’Ordine di Cristo di Tomar. Sembra di essere all’interno di una fortezza dai mille chiostri, tutti diversi l’uno dall’altro, alcuni ricoperti di azulejos, altri spogli, altri ancora con le decorazioni scolpite nella pietra. Questo luogo è un vero e proprio labirinto, dove è facile perdersi e complicato trovare l’uscita.
La famosa “Rotonda dei templari” è una zona della chiesa principale interamente ricoperta da affreschi rappresentanti scene della Bibbia e simboli templari.

1263 - Chiostro principale, Convento de Cristo, Tomar

Convento dell’Ordine di Cristo, Tomar

Concluso il tour dei conventi, siamo arrivati fino a Porto per la notte, con l’idea di fare un tour lungo il fiume Douro il giorno successivo.

Diari di viaggio · Portogallo

Giorno 9: Cabo de Roca, Mafra e Óbidos

Essendo tornati a Sintra prima delle 9 del mattino, siamo riusciti ad entrare tra i primi visitatori al Palácio da Pena. Per raggiungerlo la passeggiata in salita nel parco è faticosa e romantica. Una volta giunti all’ingresso, sembra di essere all’interno di un quadro dai colori sgargianti: torri gialle e rosa, pareti blu, azulejos di cavalieri o foglie d’uva colorate, il tutto circondato dal parco alberato della Serra de Sintra. Anche l’interno è interessante, ma è l’esterno la parte in assoluto più suggestiva.

Per visitare i monumenti di Sintra si può comprare un unico biglietto dalla validità di due giorni, molto utile anche perché consente di evitare le code all’ingresso dei palazzi.

955 - Palacio da Pena, Sintra

Palácio da Pena

Dopo la visita di Sintra, abbiamo continuato a dirigerci verso ovest fino a raggiungere il Cabo de Roca, il punto più occidentale dell’intero continente europeo. Questa scogliera ricoperta di fiorellini gialli che cola a picco nell’Oceano Atlantico è molto bella, nonostante il numero spropositato di turisti. È davvero il punto dell’Europa “dove finisce la terra e comincia il mare”, come scrisse Camões.

1056 - Cabo de Roca

Risalendo verso nord, ci siamo nuovamente immersi nella storia portoghese. Il palazzo e convento di Mafra, dalla facciata bianca, lavorata e simmetrica, ha due torri poste alle estremità che sono collegate da un corridoio lungo 232 metri. Qui abbiamo visitato l’infermeria e la farmacia del convento, gli appartamenti reali e l’immensa biblioteca dei monaci, davvero da sogno. La distesa di libri è davvero a perdita d’occhio! Anche la basilica, in posizione centrale rispetto alla facciata, è bella, ma non degna di nota quanto il resto del complesso.

Tornando sulla costa, abbiamo fatto una sosta nella graziosa Óbidos, un piccolo borgo di circa 3000 abitanti circondato dalle mura medievali e con le viette su cui si affacciano case bianche, blu e gialle. Qui si passeggia per i gli stretti vicoli lastricati e si può camminare sulle mura seguendo il cammino di ronda, purché non si soffra di vertigini. Si visitano la Praça Santa Maria e la chiesetta che vi si affaccia, poi qualche negozietto.

1125 - Porta rossa, Obidos

Per concludere la giornata, siamo andati a dormire nel borgo costiero di Nazarè, dove passeggiare sul lungomare nelle serate invernali può essere davvero piacevole.

Diari di viaggio · Portogallo

Giorno 8: ritorno verso ovest

Nei dintorni di Évora c’è un interessante itinerario tra siti megalitici da seguire. Se ne visitano liberamente quattro, seguendo stradine strette e a volte sterrate, a cui si aggiungono le pitture rupestri del quinto visibili solo su prenotazione.

Il primo è cerchio megalitico nel mezzo di una radura circondata dal bosco. Ci si può divertire cercando le diverse incisioni che si trovano sparse sulle pietre e scattando belle fotografie.
Il secondo invece è un menhir, davvero gigantesco. Essendo una singola pietra non è così speciale, ma il sentiero che bisogna percorrere per raggiungerlo è piacevole. La tomba a tumulo successiva, circondata dal silenzio della campagna, è molto suggestiva, nonostante la sporcizia.
Ma è la minuscola chiesetta bianca e blu che ha come ingresso un antico dolmen il monumento più pittoresco: la quiete, i campi e il lago sullo sfondo rendono l’atmosfera estremamente rilassata.

827 - Igreja, Evora

Dopo questa escursione, siamo tornati verso ovest e abbiamo raggiunto la città di Sintra, a soli 20 km da Lisbona. Bellissima e amata da artisti e scrittori, è ricca di palazzi e parchi imperdibili.

Qui abbiamo visitato la Quinta da Rigaleira, uno dei luoghi più suggestivi del Portogallo intero. Si tratta di un’immensa tenuta fatta costruire da António Augusto Carvalho Monteiro all’inizio del XX secolo su una superficie di 4 he. In ogni costruzione si trovano simboli esoterici e massonici. Dalle decorazioni del palazzo principale al famoso pozzo iniziatico e alle gallerie sotterranee, tutto ha più di un significato. Perdersi per l’immenso parco, tra le piccole costruzioni che spuntano in ogni dove, è magico!

838 - Quinta da Rigaleira, Sintra  898 - Pozzo per l'iniziazione, Quinta da Regaleira, Sintra

Da qui, siamo tornati con gli occhi pieni di meraviglia nel centro storico, dove abbiamo visitato gli interni del Palácio Nacional, il palazzo reale eretto nel XVI secolo. I soffitti dipinti, le pareti ricoperte di azulejos, i cortili e la vista che si gode dalle sue finestre sono i veri motivi per cui non è possibile non visitarlo.

Trovare un albergo economico a Sintra senza aver prenotato può essere molto complicato. Noi abbiamo girato la città, siamo arrivati fino ad Estoril e Cascais e alla fine ci siamo ritrovati a dormire in un brutto hotel attaccato all’autodromo per non spendere un’esagerazione. Ma diciamo che per Sintra vale la pena fare questo ed altro!