Diari di viaggio · Spagna

Cassoulet e i primi pintxos

I chilometri che ci separano dal confine spagnolo sono tanti. Partiamo la mattina presto, dopo colazione, e ci fermiamo a Tolosa per la notte. Non troviamo traffico, ma decidiamo di prendercela con calma.

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Tolosa

Stasera ceniamo alla francese e passeggiamo per la graziosa città universitaria poco frequentata d’estate. Le vie del centro storico sono acciottolate e strette, per i soli pedoni. Con la luce del giorno, cominciamo a scoprirla dalla Place du Capitole, dove l’edificio che ospita municipio e teatro ha una facciata lunga 128 metri.

Vaghiamo per i vicoli e troviamo vie a dir poco popolate da soli negozi di fumetti e libri. Visitiamo la Cattedrale e torniamo a Place St-Georges, dove avevamo mangiato una cassoulet di fagioli secchi e carne per cena.

Il Couvent des Jacobins in mattoncini rossi, anche se con la facciata in ristrutturazione, merita una visita. La chiesa a due navate è illuminata dalla luce colorata che entra attraverso le vetrate istoriate e i soffitti sono altissimi.

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Couvent des Jacobins, Tolosa

Il chiostro è silenzioso e rilassante, con l’immenso refettorio che funse anche da maneggio per i cavalli dell’Armata Napoleonica nel XIX secolo.

Superiamo il confine a metà pomeriggio e in pochi minuti raggiungiamo San Sebastián: il caos. Una miriade di turisti e bagnanti, automobili in coda ai semafori troppo spesso rossi, prezzi per una camera doppia allucinanti.

Torniamo sui nostri passi e ci fermiamo nella più piccola (e tranquilla!) Hondarribia.

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Hondarribia

Circondata da mura e bastioni del XV e XVI secolo, si erge sulla sommità di una collina. Troviamo una stanza carina nel centro storico e decidiamo di tornare nella Rimini dei Paesi Baschi solo il giorno successivo. I nostri primi e agognati pintxos meritano di essere gustati con un bel bicchiere (o anche due) di vino tinto, senza l’ansia di doverci mettere alla guida!

Ci facciamo consigliare dalla proprietaria dell’ostatua dove alloggiamo quali sono i migliori: la “vita notturna” della città si svolge fuori dalle mura e dal centro storico, sul lungomare e le vie circostanti. La quantità di gente che riempie San Pedro Kalea è folle! I bar traboccano di calici di vino e pintxos esposti sui lunghi banconi, con gli avventori in mezzo alla strada che si gustano le proprie delizie in compagnia.

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Hondarribia si affaccia sull’oceano e una passeggiata tra Plaza de Armas, Plaza de Gipuzkos e le strette calles è piacevole. Tra una sosta e l’altra nei pintxos bar è anche perfetta una camminata sul lungomare, fresco per la leggera brezza che soffia di continuo.

Torniamo a San Sebastián nel primo pomeriggio. Per raggiungere il casco viejo, camminiamo lungo il Paseo de la Concha, una delle due lunghissime spiagge dorate della città. Definirla affollata è dire poco, ma la passeggiata sotto il sole è comunque piacevole. Raggiungiamo l’Ayuntamiento, un bel palazzo costruito nel 1887 come casinò e oggi sede del municipio cittadino. Saliamo al Monte Urgull a piedi, anche perché i mezzi pubblici per la vetta non effettuano servizio durante la Semana Grande, l’imponente festival estivo della città.

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Monte Urgull, San Sebastián

La vista da qui è spettacolare: si vedono il centro storico, Playa de la Concha e Playa de Gros, la Isla Santa Clara e l’oceano, di un blu intenso e cristallino davvero stupendo! Entrando nel piccolo museo che ripercorre la storia della città, raggiungiamo la statua del Cristo, il punto più alto del monte.

Scendiamo dal sentiero che porta a Plaza de Zuloaga, dove ha sede il San Telmo Museoa.

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San Telmo Museoa, San Sebastián

Ci perdiamo per i vicoli della parte vieja, vediamo l’esterno delle iglesias e Plaza de la Constitución, dove ogni finestra dei palazzi che la circondano è numerata. Facciamo uno spuntino a base di tapas, dato il susseguirsi di pintxos bar che non fanno altro che attirare la nostra attenzione.

Entriamo nella Iglesia del Buen Pastor e, con la storica funicolare del 1912, saliamo al Monte Igueldo, che chiude Playa de la Concha dal lato opposto a quello del Monte Urgull. Anche da qui, la vista è spettacolare!

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San Sebastián

Decidiamo che non vogliamo percorrere autostrade in Spagna, quindi per raggiungere Pamplona torniamo verso Hondarribia e seguiamo la statale, lasciandoci l’oceano alle spalle.

 

I “nostri” pintxos bar di Hondarribia:

  • Gran Sol
    San Pedro Kalea, 63
  • Vinoteka Ardoka
    San Pedro Kalea, 32
  • Restaurante Itsaspe
    San Pedro Kalea, 40
    www.restauranteitsaspe.com

 

Altri siti web utili:

  • www.toulouse-visit.com
  • www.jacobins.toulouse.fr
  • https://tourism.euskadi.eus/en
  • www.sansebastianturismo.com/en
  • www.monteigueldo.es
Diari di viaggio · Spagna

Euskadi: Ongi Etorri!

Euskadi. I Paesi Baschi spagnoli. Dove l’identità basca e così forte che tutto è scritto sia in basco che in spagnolo (e spesso solo in basco)… Le famose tapas sono i pintxos, superbi, e l’unica bandiera che sventola sui pennoni è quella basca.

La costa è aspra e verdissima, l’interno caldo e bruciato dal sole. Le città sono costruite in mattoni color miele, ci sono fiori colorati e vigne a perdita d’occhio. I borghi sul versante spagnolo dei Pirenei, i castelli, un parco naturale con cascate e laghetti che sono più azzurri di una piscina nuova di zecca.

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Ochagavía

Il Cammino di Santiago (che abbiamo incrociato molto spesso) e l’eremo sull’isolotto di San Juan de Gaztelugatxe da raggiungere con una camminata devastante, ma stupenda.

Pamplona è famosa per la corsa dei tori (abominevole, per quanto mi riguarda), ma durante il resto dell’anno è una bella e tranquilla cittadina di provincia. Logroño è rilassante e il vero paradiso dei bar che vendono pinchos e vino tinto.

Bilbao (meglio, Bilbo) è una grande città che espone il proprio passato industriale con orgoglio e la sua nuova vita, di città dell’arte contemporanea e all’avanguardia, è frizzante. San Sebastián è la Rimini basca, con le spiagge sovraffollate e speciale per le strette vie del casco viejo e gli onnipresenti pinchos bar, oltre ai ristoranti stellati per cui è conosciuta.

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San Sebastián

10 giorni, 3698 km on the road e 126 km a piedi. La mia auto che si vede che ha fatto così tanta strada, la mia Nikon ancor più vissuta, ma sempre perfetta.

Ce la siamo presa con calma, abbiamo mangiato (forse un po’ troppo) con gusto e curiosità. Ci siamo adattati agli alberghi senza aria condizionata e siamo stati sfacciatamente fortunati, sotto ogni punto di vista. Direi che questo viaggio è stato pressoché perfetto!

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Navarra