Eventi · Sudafrica

Mandela Day, back to 2010

Ufficialmente istituito dalle Nazioni Unite a novembre 2009, il giorno del compleanno di Nelson Mandela non è una giornata di vacanza, ma da dedicare al volontariato e alla comunità. Il Premio Nobel per la Pace del 1993, primo presidente nero sudafricano eletto con le prime elezioni multirazziali nel 1994 è nato il 18 luglio 1918. Già attivista e poi capo dell’ANC, si è battuto, dentro e fuori dal carcere, con e senza azioni violente, per l’abolizione dell’apartheid. Ed è stato proprio il 18 luglio 2010 ad essere il primo Nelson Mandela International Day ufficiale.

A scuola, a Cape Town, facevo ore di letteratura e storia sudafricana. Mandiba ha scritto pagine importanti della storia contemporanea, non solo del suo Paese, ma del mondo intero. Robben Island, il District Six Museum, la sua statua al Waterfront. È nei racconti che si ascoltano e si leggono.

Ricordo il mio Mandela Day in Sudafrica, esattamente sei anni fa.
La cosa più semplice da fare è dare alle persone più povere, che vivono per le strade delle città, qualcosa da mangiare. È una giornata simbolica di ciò che andrebbe fatto ogni giorno. E lo fanno in molti, indipendentemente da credo e colore delle pelle.

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Noi abbiamo preparato dei sacchettini con mele e arance e abbiamo camminato per Long Street, Kloof Street e le strade più piccole che le intersecano, distribuendoli. Abbiamo regalato qualcosa da mangiare a coloro che vedevamo quasi tutti i giorni passeggiando andando a scuola. I parcheggiatori, i senzatetto, i venditori di giornali. Un’esperienza speciale, che ogni anno ricordo con dolcezza. Come gli scambi di cibo che ci sono tutte le sere lungo Chiappini Street durante il mese del Ramadan. Come il fatto di essermi sentita a casa mia nella mia host family e sentire per loro un profondo affetto, anche dopo così tanto tempo.

Mi fa credere nell’umanità, questa bellissima esperienza. Effettivamente, ognuno dei miei viaggi e dei miei incontri mi fa credere nell’umanità e nella bellezza delle persone, nonostante tutte le brutte notizie che arrivano ogni giorno e tutte quelle che non arrivano, ma sappiamo esistere ogni minuto.

Perciò…

“Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.”

Invictus – W. E. Henley, 1875

Queste sono le  parole conclusive della poesia che ha dato a Mandela la forza di non soccombere a ben 27 anni di reclusione. E sono così belle che vale la pena ricordarle.

Ciò che decidiamo di fare, dipende da noi! So… Make everyday a Mandela Day!

www.mandeladay.com

Diari di viaggio · Sudafrica

Adventure time, 5 years after

Il mio primo grande viaggio è stato il Sudafrica. Due mesi. Da sola. A studiare inglese. Non ho visto il Paese come una turista qualsiasi, Cape Town è diventata la mia casa e la porto stretta nel cuore anche cinque anni dopo.

Ogni volta che penso di organizzare un nuovo viaggio, è la prima destinazione della lista. Parlo con la famiglia che mi ha ospitata, sento i vicini di casa e mantengo i contatti con i miei amici oltreoceano conosciuti a Città del Capo. Quando bisogna organizzare le vacanze estive, lo faccio con le mie amiche spagnole. Quando è stato il momento di partire per l’Ecuador avevo già un posto dove stare perché la mia hermanita sudafricana veniva da Guayaquil. Cape Town ha cambiato il mio modo di pensare e di vivere.

Avevo sedici anni quando ho deciso di partire e diciassette quando sono salita in aereo. Magari per qualcuno è un’esperienza come un’altra, ma io devo dire che finora è stata la più bella della mia vita. Bo-Kaap, dove le guide raccomandano di fare attenzione se si decide di visitarla, io l’ho sempre attraversata tranquillamente a piedi. Andavo a scuola da sola, la sera bisognava fare attenzione e tornare a casa in taxi, ma tutto sommato i miei due mesi sono stati più che sereni e tranquilli.

Oltre a studiare inglese, ho seguito lezioni di storia e cultura sudafricana. Ho imparato che Lekker! è una delle esclamazioni più belle e positive che si possano usare in Afrikaans e ho visitato una piccola parte di quella nazione immensa che è il Sudafrica. Sono stata al Kruger Park, ho saltato nel vuoto legata per le caviglie ad un elastico dal Bunjee Jumping più alto del mondo. Ho accarezzato ghepardi e visto balene, passeggiato con gli elefanti proboscide nella mano e cavalcato tra le vigne. Mi sono emozionata durate la finale dei mondiali di calcio, nonostante a me non interessi questo sport. Ho visto l’oceano indiano che si scontra con l’Atlantico all’estremità meridionale del continente africano. Ho fatto volontariato in un orfanotrofio e festeggiato il Mandela Day regalando frutta a persone che vivono per strada. Ma soprattutto ho vissuto con una bellissima famiglia musulmana in una città che mi ha conquistata.

Dunque, anche se è passato qualche anno vorrei condividere quelli che sono a mio parere i must have di Città del Capo. Cosa visitare, dove mangiare, come divertirsi.

Magari, mentre io aspetto di tornarci, qualcuno di voi riesce a controllare che sia tutto come io lo ricordo o ancor meglio!

Cape Town

Company’s Gardens, Cape Town