Cuba · Diari di viaggio

Viñales e Cayo Jutías, tra sigari e oceano

L’Orquideario di Soroa è bellissimo!

Ci sono piante altissime e piccole orchidee per tutti gusti. Alcune profumano di cioccolato, altre vengono dalla Costa Rica, altre ancora hanno fiori a forma di ananas in miniatura. Quelle grandi fioriscono tra novembre ed aprile. Ne esistono più di 35mila tipi al mondo, di forme e colori inimmaginabili. Tutte accomunate dal fatto che i loro fiori hanno esattamente sei petali.

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Orquideario de Soroa

Vedo un picchio per la prima volta e proseguiamo per le cascate. La più grande è alta 24 metri! Il sentiero è rilassante, i cestini per la spazzatura sono in foglie di banano e le ringhiere di protezione in legno e radici secche. Tutto estremamente ecologico!

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Soroa

Nell’eco-villaggio di Las Terrazas, che si affaccia su un laghetto, mi viene solo voglia di sedermi a leggere. Il Cafetal Buenavista è suggestivo e, con i cartelli esplicativi, si comprendono ancora meglio le fasi della lavorazione del caffè. La vista poi è a perdita d’occhio!

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Cafetal Buenavista

A pochi chilometri da Piñar del Río, visitiamo la piantagione di tabacco Robaina.
Nell’essiccatoio il profumo di foglie è inebriante e la guida ci spiega come si producono i famosi sigari. Le piante, quando vengono spostate dalla serra ai campi, crescono di quasi 2 metri in soli quarantacinque giorni! Le foglie, della parte superiore, media e inferiore, sono mischiate all’interno dello stesso sigaro.

Vengono arrotolati a mano ad uno ad uno e devono essere lasciati nella carta di giornale almeno 24 ore prima di poterli fumare.
A Cuba vengono prodotti 100 milioni di sigari ogni anno. Lo Stato acquista il 90% delle foglie coltivate dalle singole piantagioni e, dopo averne controllato la qualità una alla volta, fissa il prezzo che pagherà.

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Essiccatoio, piantagione Robaina

Arriviamo alla valle di Viñales al tramonto e lo spettacolo è mozzafiato!

Viñales è una città letteralmente piena di casas particulares e turisti. Ceniamo tragicamente, ma in compenso passiamo la serata a ballare salsa e bachata al Centro Cultural. C’è anche un corpo di ballo che si esibisce in danze afro-cubane, rumba e conga.

La mattina successiva, dall’Hotel Los Jazmines abbiamo la miglior vista possibile sull’intera valle punteggiata da mogotes. Questi affioramenti calcarei hanno cominciato a sollevarsi più di 40 milioni di anni fa e l’acqua ha creato al loro interno un dedalo di grotte, visitabili in alcune zone.

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Valle de Viñales

Per vedere il gigantesco Mural de la Prehistoria non è necessario pagare: dipinto sulla parete di un mogote, si vede benissimo da lontano. Raggiungiamo la piccola Laguna de Piedra: di per sé non è nulla di speciale, ma la strada da percorrere tra mogotes, campi coltivati e animali è bellissima!
Prosegue tra le formazioni calcaree fino a Santa Lucía e poi arriva a Cayo Jutías.

Non ci sono (ancora) resort su questa piccola isola che si raggiunge con una strada rialzata ed è stupendo! La spiaggia bianca è lunghissima. Camminiamo tra le mangrovie e nell’acqua cristallina. Ci sono piccole calette spettacolari dove si riesce ad essere praticamente soli! E l’aragosta salteada qui è deliziosa!

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Cayo Jutías

È fantastica e, personalmente, la eleggo migliore spiaggia di Cuba!

Andate a Cayo Jutías, ammirate la vista dall’Hotel Los Jazmines e cenate da “El Olivo”: non ve ne pentirete!

 

Suggerimenti utili:

  • La visita guidata alla piantagione Robaina dura circa 40 minuti ed il costo è di 2 CUC. Oltre ad una spiegazione dettagliata, potrete vedere all’opera un signore che arrotola sigari e ve ne regalerà uno prima che andiate via!
  • A Piñar del Río è davvero complicato sfuggire ai jineteros. All’uscita dell’autopista arrivano in troppi e non è facile farli desistere come nel resto dell’isola, dove basta un “No” convinto per allontanarli.
  • Il ristorante migliore di Viñales è “El Olivo”, cucina mediterranea. Le nostre cene sono state sublimi e, nonostante la coda all’ingresso, vale la pena aspettare!
    Noi abbiamo mangiato calamari fritti, polpo alla galiziana, spaghetti ai frutti di mare e una fantastica torta d’ananas. In più, hanno pane e olio buonissimi, dopo tanto tempo!

    Evitate “El Colonial”: la cucina qui è davvero terribile!

  • L’ingresso al Centro Cultural costa 1 o 2 CUC ed è frequentato sia da turisti che da cubani. Quindi, se volete imparare a ballare, trovate sempre qualcuno che prova ad insegnarvi! Inoltre, ci sono musica dal vivo e spettacoli di un corpo di ballo professionista.
  • Per andare a Cayo Jutías, il luogo più vicino dove alloggiare è Viñales (circa 50 km). È necessario avere un mezzo proprio per raggiungere l’isola o affittare un taxi.
    A Santa Lucía ci sono alcune casas particulares, ma niente di più.
    Sul Cayo invece ci sono solo un bagno, un centro d’immersioni, un cocktail bar e un ristorante. L’aragosta che fanno, però, merita di essere assaggiata!

 

Casa particular:

Villa Campana – Sr. Armando R. Hernandez Guzman
Calle Rafael Trejo No. 127
Viñales – Piñar del Río
Home: (+53) (048) 695183
Mobile: (+53) 52550025
suleidys1d@gmail.com

www.bbinnvinales.com

Cuba · Diari di viaggio

Colombo è sbarcato a Gibara, i francesi a Cienfuegos

Holguín è la base di partenza perfetta per visitare una spiaggia dal nome indimenticabile: Guardalavaca. Era un importante zona di allevamento nei primi anni del XX secolo. Guardalavaca significa, appunto, “custodisci la vacca”. Dagli anni ’70 iniziò il boom turistico, quando Fidel Castro inaugurò il primo resort.

Lungo la strada ci sono bellissimi banchi di frutta.

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La spiaggia è spettacolare, bianca e verde per gli alberi, infinita. Tranquilla, per essere zona di resort. L’acqua è calda e rinfrescante. Ci trascorriamo più di mezza giornata, tra sole e acqua. Ne usciamo un po’ ustionati, ma anche soddisfatti.

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Guardalavaca

La strada che porta a Gibara, senza dover tornare fino ad Holguín, non è asfaltata. Ci sono carretti, galline, maiali, mucche e tori al pascolo. Il paesaggio è sempre bellissimo.

Nel luogo dove sbarcò Cristoforo Colombo nel 1492 ora si trova Gibara. La città fu devastata dall’uragano Ike nel 2008 e si sta riprendendo. Passeggiamo sul malecón nel tardo pomeriggio, poi, attraverso un palazzo senza tetto e abbandonato, vedo uno spettacolo strepitoso: il cielo illuminato da miliardi di stelle è incorniciato proprio davanti ai miei occhi!

Data la posizione perfetta, ci alziamo alle 6 per veder sorgere il sole dall’oceano.

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Passeggiamo tra le piazze e saliamo al mirador, da cui dominiamo la città e l’oceano. Nel coloniale Parque Calixto García ci sono la statua della libertà e una fabbrica di sigari. Il profumo di tabacco è inebriante e attraverso le grandi finestre chiuse da grate di ferro osserviamo gli operai che arrotolano i sigari uno ad uno. Qui usano una foglia intera e la riempiono di pezzetti di foglie sbriciolate. Con un movimento rapido e preciso creano sigari dalla forma praticamente perfetta. Questa fabbrica non si può visitare, ma nella zona di Piñar del Río scopriremo esattamente come si confeziona un sigaro cubano.

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Gibara

L’atmosfera è desolata. La sola idea che Colombo sia arrivato proprio qui però è romantica, emozionante. Come ci dicono i proprietari della nostra casa particular, è una bella cittadina, con un grande potenziale, nonostante la distruzione portata dall’uragano.

Lasciamo Gibara e la costa est per riprendere la Carretera Central e raggiungere l’atmosfera coloniale di Sancti Spíritus tutto d’un fiato. Ci arriviamo insieme al temporale. La grande piazza centrale, le strade acciottolate e chiuse al traffico, la bella chiesa azzurra e le case coloniali colorate contrastano con il cielo nero e sembrano ancor più luminose.

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Attraversiamo il ponte sul fiume Yayabo: sembra davvero di essere nello Yorkshire dell’Ottocento. Suggestiva e pittoresca, è una piccola Trinidad senza orde di turisti.

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Sancti Spíritus

Raggiungiamo Trinidad nel tardo pomeriggio. Il centro città è vitale, anche qui le vie sono pedonali e acciottolate, Plaza Mayor diventa un grande bar all’aperto la sera. Ci si trovano la musica e il Mejor Mojito del Mundo.

La mattina ci svegliamo di soprassalto, con il rumore degli zoccoli dei cavalli e le urla dei venditori ambulanti. Visitiamo il Museo Histórico Municipal: la vista dalla torre è stupenda e il palazzo grandioso.

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Seguiamo l’itinerario suggerito dalla guida nel centro storico. Il Barrio Tres Cruces è bello, ma molto sporco, più che le strade dalla Cuba non turistica. Il Tempio della Santería è triste e poco coinvolgente. L’interno della Iglesia Mayor è bruttino.

Passeggiare per il centro è bellissimo, anche se ci sono tanti turisti e bancarelle che vendono souvenir tutti uguali ovunque. Plaza Santa Ana, con la chiesa in rovina, è suggestiva. Trinidad va visitata, sia di giorno che la sera!

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Trinidad

A pochi chilometri dalla città si trovano belle spiagge e la Valle de los Ingenios, dove si coltivava la canna da zucchero nel XVIII e XIX secolo. Alla Manaca Iznaga ci sono ancora la torre di osservazione e la casa padronale. Dalla cima della torre si domina la proprietà e, da qui, il padrone controllava gli schiavi al lavoro.

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Valle de los Ingenios

La casa padronale oggi è un ristorante. Lungo la strada ci sono tantissime bancarelle di souvenirs.

Playa Ancón è molto turistica, l’acqua è calda e piena di alghe. A Playa Rancho Luna l’acqua è un po’ più pulita invece.

La sera, a Cienfuegos, passeggiamo fino a Parque Martí e troviamo un ristorante correndo sotto il temporale. Mangiamo un gelato sublime alla Coppelia.

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Il giorno successivo visitiamo lo stupendo Teatro Tomás Terry. Fu costruito nel 1889 e ha più di mille posti, a sedere e in piedi. Le seggioline sono in legno, la platea si poteva sollevare fino allo stesso livello del palco in modo da creare una grande pista da ballo. Al di sotto del palco c’è acqua, per migliorare l’acustica, e al di sopra una grande maschera dagli occhi bucati. Da qui si poteva osservare la platea e, nel caso lo spettacolo non fosse apprezzato, farlo interrompere. Tutt’intorno ci sono balconcini a diversi livelli e con decorazioni differenti: ognuno era dedicato ad una specifica classe sociale ed aveva un prezzo diverso dagli altri. Oggi i biglietti d’ingresso hanno tutti lo stesso costo.

Sulla piazza centrale si affacciano anche la Catedral, il Palacio de Gobierno e il Palacio Ferrer. In restauro perché diventi sede di un museo d’arte, la vista dalla torre è spettacolare e gli interni molto belli.

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Palacio Ferrer

A Punta Gorda si può visitare gratuitamente il Palacio de Valle, oggi un ristorante con un bel mirador sul tetto. Il parco che si trova all’estremità della punta è bello e fresco. Ci sono anche altri grandi palazzi storici e bellissimi lungo la strada che porta qui, come il Palacio Azul e quello sede dello yacht club.

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Palacio Azul

Facciamo il bagno a Playa Girón, resa famosa dallo sbarco di mercenari cubani organizzato dalla CIA con l’obiettivo di rovesciare il governo di Fidel all’inizio degli anni Sessanta. Seguiamo la bellissima strada che la collega a Playa Larga. È circondata da alberi verdissimi, aperta sul mare con spiaggette e rocce. Ideale per lo snorkelling.

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Proseguiamo lungo il confine del Parco Naturale della Ciénaga de Zapata, patrimonio dell’UNESCO. Sostiamo ad Australia, dove si trova un immenso zuccherificio ormai in disuso, e arriviamo fino a Soroa per la notte.

 

Suggerimenti utili:

  • Per passare una giornata di sole e oceano a Guardalavaca, l’idea migliore è quella di soggiornare ad Holguín. Qui ci sono tante casas, locali per uscire e alcuni ristoranti. Vicino alla spiaggia ci sono delle sistemazioni nei quattro condomini all’ingresso del paesino, formato essenzialmente da questi, qualche bancarella di souvenir, i resort e la spiaggia.
  • Per cenare a Gibara, le opzioni sono poche. Noi abbiamo mangiato aragosta e pesce spada veramente buoni al Las Terrazas, nel centro storico della cittadina.
  • A Florida, lungo la Carretera Central, ci siamo fermati per uno snack alla Cafeteria Caney, aperta 24 h e con sandwich gustosi e buon caffè.
  • A Trinidad le opzioni sono infinite, sia per quanto riguarda le casas particulares che per i ristoranti. Nel centro storico chiuso al traffico i prezzi sono più alti rispetto alla zona circostante. Noi abbiamo cenato al Guitarra Mia ed è stato un successo: l’antipasto, l’aragosta alla griglia e il petto di pollo con la crema al formaggio sono stati una delle migliori cene del viaggio!

    Prenotate in anticipo!

    Guitarra Mia, Bar – Restaurante
    Jesús Menéndez (Alameda) No. 19 e/ Camilo Cienfuegos y Lino Pérez.
    (+53)(41) 993452
    (+53) 54851040
    info@restaurantguitarramia.com
    www.restaurantguitarramia.com

     

  • Per bere il “miglior mojito del mondo”, ballare o ascoltare un po’ di musica andate in Plaza Mayor!DSC_0185

    Qui ci sono la Casa de la Musica, sulle scale a fianco della chiesa, con tavolini e pista da ballo. Poco lontano ci sono la Casa de la Trova, dove la musica è molto più calma e sinceramente abbastanza triste, e il Centro Cultural. I prezzi sono abbordabili in ognuno di questi locali, il costo dell’ingresso è sempre 1 CUC.

  • A Cienfuegos abbiamo cenato in un ristorante mediocre sul Paseo del Prado, El Campesino.
    Il gelato alla gelateria Coppelia, una stupenda catena cubana, è stato invece sublime. Abbiamo preso due coppe di gelato ai gusti arancia e ananas ed è stata la pace dei sensi, dopo la corsa sotto la pioggia!DSC_0261
  • ACienfuegos, il Palacio de Valle si può visitare gratuitamente, ma il parcheggio costa 2 CUC. L’ingresso a Palacio Ferrer costa 1 CUC e i biglietti per entrare a visitare il Teatro vanno comprati alla finestrella protetta da una grata sul lato dell’ingresso.

 

Casas particulares:

Hostal Bella Vista – Gibara
J. Peralta e/ José Mora y Céspedes
Mobile: (+53) 139407
Home: 52 232808

Hostal Ligia Ruíz Mendoza – Trinidad
Jesús Menéndez No. 99 (Esquina Colón) e/ Colón y Smith
Mobile: 01 52979322
Home: 994303

Hostal Libia y Roque – Cienfuegos
Avenida 50 No. 4130 e/ Calle 41 y 43
Mobile: 53 565362
Home: (+53)(43)516130
roque@jagua.cfg.sld.cu