Italia · Liguria

Primavera al sapore di mare

I colori. Sono sempre i colori a catturare la mia attenzione e a darmi un senso di pace. Il vociare dei visitatori non è in grado di distrarmi dal senso di tranquillità che le case con le facciate pastello e il sottofondo dell’acqua del mare in movimento mi concedono. I vicoli stretti dei borghi, le scalinate che scendono al mare, gli scorci che si aprono dietro gli angoli, che non ti aspetti, tutti da fotografare.

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Il mare in primavera è forse il migliore che ci sia. L’estate è nell’aria, ma non c’è ancora la folla che fugge in vacanza a trasformare le terre liguri in una Milano trasferita un po’ più a sud. Il sole è alto nel cielo, ma si riesce comunque a non scottarsi, anche senza crema solare. La luce per le foto è quasi sempre perfetta. E anche solo il pesce fresco vale il viaggio.

Un weekend organizzato all’improvviso, per saziare la fame altrettanto improvvisa di mare, cielo blu e vacanza.

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Porto Venere sul lungomare e nelle viette del borgo è un susseguirsi di ristoranti e piccoli negozi di souvenir. Tavolini fuori, barche pitturate di fresco e il rumore degli acchiappasogni in vendita, fatti con le conchiglie. Superate le case colorate, ci si trova tra le mura della postazione difensiva, sopra lo sperone di roccia che si allunga verso l’isola Palmaria. Montale ne cita la chiesa, le cui vestigia originarie risalgono al V secolo, nella poesia dedicata all’amata Porto Venere.

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Porto Venere

Anche Lord Byron si lasciò ispirare dal paesaggio che si apre attraverso la roccia della costa, la quale si estende, alta e frastagliata, verso Riomaggiore e Manarola.
Lo sguardo si perde nel blu del Mediterraneo e del cielo dall’alto delle mura.

Manarola la bella sembra fiorisca dalla roccia, con i suoi colori. Il verde delle piante, le facciate vivaci, tutte diverse, accostate in maniera apparentemente casuale, ma armoniosa. La roccia grigia che affiora dal mare e dà vita al borgo.

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Manarola

Si passeggia fino ad un piccolo paradiso fiorito, il giardino curato da volontari manarolesi da cui si ha una vista stupenda sul paese. All’inizio le barche portate in secca, parcheggiate, ci accompagnano. Nel mare, in basso, ci sono tanti impavidi che fanno il bagno.

Riomaggiore penso abbia conquistato la prima posizione, nella mia classifica di quale sia la più bella Terra delle famose Cinque. Forse sono state le barche impilate tra cui bisogna passare per raggiungere l’acqua, forse che lo sbocco al mare è il più stretto e quindi il più suggestivo, ai miei occhi.

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Sono rimasta con la bocca aperta, in un enorme sorriso. Anche solo a ripensarci, mi dà un senso di pura felicità!

La via principale, che porta dal parcheggio alla stazione, è molto più ampia di quelle delle altre Terre. Poi si entra in un passaggio stretto, angusto, solo pedonale, se si vuole raggiungere il mare. E quando si esce dal buio del tunnel, un’intera tavolozza di colori brillati e variegati attira lo sguardo in ogni direzione!

Camminare reprimendo il desiderio di girarsi ad ogni passo per non perdere di vista i colori delle case è difficile. Ma lo sforzo è ripagato dalla bellissima visione d’insieme, che si coglie dopo pochi passi fatti seguendo la via che conduce sulla punta dello sperone roccioso che si allunga tra le onde.

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Riomaggiore

Italia

Ostia antica e il mare

DAY 4

Ostia. Andiamo a vedere il mare!

Per raggiungere Ostia, si deve prendere il treno alla fermata della MB di Piramide. Passeggiamo da Piazza Venezia al Circo Massimo, dove prendiamo la metropolitana per arrivarci. Vediamo il Campidoglio, il Teatro di Marcello, il Foro Boario e i Templi di Portuno e di Ercole Vincitore.

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Teatro di Marcello

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Tempio di Ercole Vincitore

Ci avviciniamo alla Bocca della Verità, poi attraversiamo il Circo Massimo come gli antichi, ma in compagnia dei passeggiatori della domenica mattina.

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Circo Massimo

Per la prima volta, anche se solo dall’esterno, vedo la famosa Piramide di Caio Cestio, costruita nel 12 a.C.

Il treno è in ritardo, ma in 20-25 minuti arriviamo ad Ostia Antica. Il sito archeologico è perfettamente conservato, con mosaici bellissimi e affreschi. La tradizione ne attribuisce la fondazione ad Anco Marzio, nel VII secolo a.C., come avamposto di difesa per la foce del Tevere, l’ostium in latino.

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Terme, botteghe, insulae e numerosi templi. Il castrum fu fondato nel IV secolo a.C. Fiorente durante l’impero, vi fu costruita la prima Sinagoga occidentale conservata e la cristianizzazione vi si diffuse relativamente tardi. Dato l’avanzamento della linea di costa e il cambiamento del corso del fiume, causati da una piena del Tevere nel ‘500, oggi non si immagina facilmente la sua posizione strategica a ridosso del mare.

All’ingresso si passa a fianco della necropoli e si percorre la strada che la collegava a Roma.

Il sito è immenso e non c’è quasi nessuno in giro! C’è da perdersi…
Mi ricorda Pompei, anche se avendola visitata con una guida, l’abbiamo fatto troppo velocemente per i miei gusti.

Il teatro è spettacolare!

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Ostia Antica

Vorrei tornare, sia qui che a Pompei, per rivederle con ancor più calma. E magari con un vento meno gelido di quello che abbiamo trovato noi!

Riprendiamo il treno per Ostia Lido, fatta di ville e case di vacanza. Camminiamo verso il lungomare e lo seguiamo fino al porto turistico. Il cielo è scuro, le nuvole hanno mille gradazioni di blu e di grigio. È perfetto per scattare fotografie!

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Ostia Lido

Ibernate a causa del vento gelido, torniamo a Roma e ceniamo da “Tonnarello”, a Trastevere. La mia pasta all’arrabbiata è poco saporita, ma mi dicono che quella di Nonna Nadia, alle verdure, è molto buona. Andiamo a dormire presto, perché la giornata ci ha distrutte!

 

Tonnarello
Via della Paglia, 1-2-3
Trastevere, Roma
Tel. 06 5806404

Per raggiungere sia Ostia Antica che il Lido bisogna prendere il treno alla stazione di Piramide. Parte ogni 15 minuti ed è valido il biglietto urbano.