Diari di viaggio · Slovenia

Giorno 9: ferro battuto, api e isole

Anche Kranj ha un centro storico perfetto per una passeggiata: le chiese, la torre di difesa, le case colorate e le vie acciottolate, il castello.

Ma nei dintorni ci sono due musei interessanti da visitare: il Museo della Fucina a Kropa e quello dell’Apicoltura a Radovljica.
Il primo descrive lo sviluppo della produzione di oggetti in ferro battuto e chiodi nel borgo di Kropa. Un pezzo interessante della collezione, pur non essendo in ferro battuto, è un Jukebox a manovella dell’Ottocento. All’interno si vedono i tasti del pianoforte che si muovono, il triangolo, i tamburi e il piatto, mentre uno speciale marchingegno legge le note sull’apposito rotolo. Siamo rimasti tutti a bocca aperta!
Passando vicino alla fucina, sulla via principale, si sentono i fabbri battere il ferro e l’acqua del fiume scorrere lì accanto.

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A Radovljica, dove il museo si trova a Palazzo Thorn, sulla piazza principale, è spiegato come si è raccolto il miele nel corso della storia. Si vedono le porticine dipinte delle arnie, belle come quadri!
Poco lontano, sempre affacciato sulla piazza, si può visitare il Museo del Pan di Zenzero, il cui ingrediente principale è proprio il miele. Peccato non si potesse assaggiare! Oggi, i biscottini di ogni forma, rigorosamente rossi, si possono acquistare solo come souvenir.

Il tragitto che separa questi borghi dalla più famosa Bled è breve. Il paesino si affaccia sull’omonimo lago, in cui si trova l’unica isola dell’intera Slovenia. Dopo un giro in macchina lungo la sponda sud ed ovest, abbiamo preso le tipiche barchette a remi colorate per raggiungerla. È davvero piccolissima: per costeggiarne il perimetro sono sufficienti 10 minuti! Qui si può visitare la chiesetta.

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Oltre l’isola, a Bled si possono vedere il castello e il Museo Civico. Questo, ospitato nella torre, è interessante, ma la vista è la parte migliore del grad. Nonostante la nebbia, siamo riusciti a vedere il Monte Triglav, la cima più alta del Paese.

Una passeggiata sul lungolago che unisce il centro città con la rocca del castello è piacevole. Di hotel e ristoranti ce ne sono molti e, con un po’ di fortuna, si mangia davvero bene!

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Giorno 8: mercurio, merletti e partigiani

Quando si nomina Idrija, vi si associano sempre i termini mercurio e merletti.

La città è famosa per la sua vecchia miniera di mercurio, oggi visitabile con un tour guidato della durata di circa un’ora. L’Antonijev Rov, il Pozzo di Antonio, è la galleria aperta nel 1500 attraverso cui si può entrare nella miniera. Durante l’escursione si scende, vestiti da minatori, fino a circa 120 metri di profondità, dopo aver visto un filmato che fa da introduzione alla visita. La passeggiata tra i cunicoli è emozionante e le guide sono di solito pronte a rispondere ad ogni genere di domanda.

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“Buona fortuna!”

È invece al Museo Civico, che ha sede nel castello, dove si parla di merletti.
Dopo una sezione dedicata alla storia di Idrija, si giunge a quella in cui un breve video-documentario spiega come vengono prodotti i merletti. Qui si ha anche la possibilità di provare ad intrecciare un merletto, con fili, rocchetti e spilli.

Dalla città del mercurio noi ci siamo diretti a nord est per visitare Cerkno, sede dell’ospedale partigiano Franja. Difficile da raggiungere attraverso una stretta gola, con il sentiero che costeggia il fiume e sale a zig-zag lungo la cascata, non è mai stato conquistato dai tedeschi nel corso del conflitto ed è risultato di vitale importanza tra il 1944 e il 1945, gli anni in cui è stato attivo. Oggi se ne può vedere solo la ricostruzione, poiché gli edifici originali sono stati quasi tutti distrutti da un’alluvione nel 2007. Ma la posizione in cui si trova e le spiegazioni di com’era organizzato continuano a fare il loro effetto: stanze per i feriti, una sala operativa, le cucine, i dormitori, la lavanderia. Raccontati dalle pagine di diario di coloro che vi hanno vissuto, lasciano un segno indelebile nella memoria del visitatore.

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Il borgo di Skofja Loka, con Mestni Trg circondata da case Cinquecentesche, il municipio e le insegne in ferro battuto dei negozi, è bellissimo.