Cuba · Diari di viaggio

Colombo è sbarcato a Gibara, i francesi a Cienfuegos

Holguín è la base di partenza perfetta per visitare una spiaggia dal nome indimenticabile: Guardalavaca. Era un importante zona di allevamento nei primi anni del XX secolo. Guardalavaca significa, appunto, “custodisci la vacca”. Dagli anni ’70 iniziò il boom turistico, quando Fidel Castro inaugurò il primo resort.

Lungo la strada ci sono bellissimi banchi di frutta.

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La spiaggia è spettacolare, bianca e verde per gli alberi, infinita. Tranquilla, per essere zona di resort. L’acqua è calda e rinfrescante. Ci trascorriamo più di mezza giornata, tra sole e acqua. Ne usciamo un po’ ustionati, ma anche soddisfatti.

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Guardalavaca

La strada che porta a Gibara, senza dover tornare fino ad Holguín, non è asfaltata. Ci sono carretti, galline, maiali, mucche e tori al pascolo. Il paesaggio è sempre bellissimo.

Nel luogo dove sbarcò Cristoforo Colombo nel 1492 ora si trova Gibara. La città fu devastata dall’uragano Ike nel 2008 e si sta riprendendo. Passeggiamo sul malecón nel tardo pomeriggio, poi, attraverso un palazzo senza tetto e abbandonato, vedo uno spettacolo strepitoso: il cielo illuminato da miliardi di stelle è incorniciato proprio davanti ai miei occhi!

Data la posizione perfetta, ci alziamo alle 6 per veder sorgere il sole dall’oceano.

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Passeggiamo tra le piazze e saliamo al mirador, da cui dominiamo la città e l’oceano. Nel coloniale Parque Calixto García ci sono la statua della libertà e una fabbrica di sigari. Il profumo di tabacco è inebriante e attraverso le grandi finestre chiuse da grate di ferro osserviamo gli operai che arrotolano i sigari uno ad uno. Qui usano una foglia intera e la riempiono di pezzetti di foglie sbriciolate. Con un movimento rapido e preciso creano sigari dalla forma praticamente perfetta. Questa fabbrica non si può visitare, ma nella zona di Piñar del Río scopriremo esattamente come si confeziona un sigaro cubano.

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Gibara

L’atmosfera è desolata. La sola idea che Colombo sia arrivato proprio qui però è romantica, emozionante. Come ci dicono i proprietari della nostra casa particular, è una bella cittadina, con un grande potenziale, nonostante la distruzione portata dall’uragano.

Lasciamo Gibara e la costa est per riprendere la Carretera Central e raggiungere l’atmosfera coloniale di Sancti Spíritus tutto d’un fiato. Ci arriviamo insieme al temporale. La grande piazza centrale, le strade acciottolate e chiuse al traffico, la bella chiesa azzurra e le case coloniali colorate contrastano con il cielo nero e sembrano ancor più luminose.

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Attraversiamo il ponte sul fiume Yayabo: sembra davvero di essere nello Yorkshire dell’Ottocento. Suggestiva e pittoresca, è una piccola Trinidad senza orde di turisti.

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Sancti Spíritus

Raggiungiamo Trinidad nel tardo pomeriggio. Il centro città è vitale, anche qui le vie sono pedonali e acciottolate, Plaza Mayor diventa un grande bar all’aperto la sera. Ci si trovano la musica e il Mejor Mojito del Mundo.

La mattina ci svegliamo di soprassalto, con il rumore degli zoccoli dei cavalli e le urla dei venditori ambulanti. Visitiamo il Museo Histórico Municipal: la vista dalla torre è stupenda e il palazzo grandioso.

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Seguiamo l’itinerario suggerito dalla guida nel centro storico. Il Barrio Tres Cruces è bello, ma molto sporco, più che le strade dalla Cuba non turistica. Il Tempio della Santería è triste e poco coinvolgente. L’interno della Iglesia Mayor è bruttino.

Passeggiare per il centro è bellissimo, anche se ci sono tanti turisti e bancarelle che vendono souvenir tutti uguali ovunque. Plaza Santa Ana, con la chiesa in rovina, è suggestiva. Trinidad va visitata, sia di giorno che la sera!

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Trinidad

A pochi chilometri dalla città si trovano belle spiagge e la Valle de los Ingenios, dove si coltivava la canna da zucchero nel XVIII e XIX secolo. Alla Manaca Iznaga ci sono ancora la torre di osservazione e la casa padronale. Dalla cima della torre si domina la proprietà e, da qui, il padrone controllava gli schiavi al lavoro.

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Valle de los Ingenios

La casa padronale oggi è un ristorante. Lungo la strada ci sono tantissime bancarelle di souvenirs.

Playa Ancón è molto turistica, l’acqua è calda e piena di alghe. A Playa Rancho Luna l’acqua è un po’ più pulita invece.

La sera, a Cienfuegos, passeggiamo fino a Parque Martí e troviamo un ristorante correndo sotto il temporale. Mangiamo un gelato sublime alla Coppelia.

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Il giorno successivo visitiamo lo stupendo Teatro Tomás Terry. Fu costruito nel 1889 e ha più di mille posti, a sedere e in piedi. Le seggioline sono in legno, la platea si poteva sollevare fino allo stesso livello del palco in modo da creare una grande pista da ballo. Al di sotto del palco c’è acqua, per migliorare l’acustica, e al di sopra una grande maschera dagli occhi bucati. Da qui si poteva osservare la platea e, nel caso lo spettacolo non fosse apprezzato, farlo interrompere. Tutt’intorno ci sono balconcini a diversi livelli e con decorazioni differenti: ognuno era dedicato ad una specifica classe sociale ed aveva un prezzo diverso dagli altri. Oggi i biglietti d’ingresso hanno tutti lo stesso costo.

Sulla piazza centrale si affacciano anche la Catedral, il Palacio de Gobierno e il Palacio Ferrer. In restauro perché diventi sede di un museo d’arte, la vista dalla torre è spettacolare e gli interni molto belli.

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Palacio Ferrer

A Punta Gorda si può visitare gratuitamente il Palacio de Valle, oggi un ristorante con un bel mirador sul tetto. Il parco che si trova all’estremità della punta è bello e fresco. Ci sono anche altri grandi palazzi storici e bellissimi lungo la strada che porta qui, come il Palacio Azul e quello sede dello yacht club.

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Palacio Azul

Facciamo il bagno a Playa Girón, resa famosa dallo sbarco di mercenari cubani organizzato dalla CIA con l’obiettivo di rovesciare il governo di Fidel all’inizio degli anni Sessanta. Seguiamo la bellissima strada che la collega a Playa Larga. È circondata da alberi verdissimi, aperta sul mare con spiaggette e rocce. Ideale per lo snorkelling.

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Proseguiamo lungo il confine del Parco Naturale della Ciénaga de Zapata, patrimonio dell’UNESCO. Sostiamo ad Australia, dove si trova un immenso zuccherificio ormai in disuso, e arriviamo fino a Soroa per la notte.

 

Suggerimenti utili:

  • Per passare una giornata di sole e oceano a Guardalavaca, l’idea migliore è quella di soggiornare ad Holguín. Qui ci sono tante casas, locali per uscire e alcuni ristoranti. Vicino alla spiaggia ci sono delle sistemazioni nei quattro condomini all’ingresso del paesino, formato essenzialmente da questi, qualche bancarella di souvenir, i resort e la spiaggia.
  • Per cenare a Gibara, le opzioni sono poche. Noi abbiamo mangiato aragosta e pesce spada veramente buoni al Las Terrazas, nel centro storico della cittadina.
  • A Florida, lungo la Carretera Central, ci siamo fermati per uno snack alla Cafeteria Caney, aperta 24 h e con sandwich gustosi e buon caffè.
  • A Trinidad le opzioni sono infinite, sia per quanto riguarda le casas particulares che per i ristoranti. Nel centro storico chiuso al traffico i prezzi sono più alti rispetto alla zona circostante. Noi abbiamo cenato al Guitarra Mia ed è stato un successo: l’antipasto, l’aragosta alla griglia e il petto di pollo con la crema al formaggio sono stati una delle migliori cene del viaggio!

    Prenotate in anticipo!

    Guitarra Mia, Bar – Restaurante
    Jesús Menéndez (Alameda) No. 19 e/ Camilo Cienfuegos y Lino Pérez.
    (+53)(41) 993452
    (+53) 54851040
    info@restaurantguitarramia.com
    www.restaurantguitarramia.com

     

  • Per bere il “miglior mojito del mondo”, ballare o ascoltare un po’ di musica andate in Plaza Mayor!DSC_0185

    Qui ci sono la Casa de la Musica, sulle scale a fianco della chiesa, con tavolini e pista da ballo. Poco lontano ci sono la Casa de la Trova, dove la musica è molto più calma e sinceramente abbastanza triste, e il Centro Cultural. I prezzi sono abbordabili in ognuno di questi locali, il costo dell’ingresso è sempre 1 CUC.

  • A Cienfuegos abbiamo cenato in un ristorante mediocre sul Paseo del Prado, El Campesino.
    Il gelato alla gelateria Coppelia, una stupenda catena cubana, è stato invece sublime. Abbiamo preso due coppe di gelato ai gusti arancia e ananas ed è stata la pace dei sensi, dopo la corsa sotto la pioggia!DSC_0261
  • ACienfuegos, il Palacio de Valle si può visitare gratuitamente, ma il parcheggio costa 2 CUC. L’ingresso a Palacio Ferrer costa 1 CUC e i biglietti per entrare a visitare il Teatro vanno comprati alla finestrella protetta da una grata sul lato dell’ingresso.

 

Casas particulares:

Hostal Bella Vista – Gibara
J. Peralta e/ José Mora y Céspedes
Mobile: (+53) 139407
Home: 52 232808

Hostal Ligia Ruíz Mendoza – Trinidad
Jesús Menéndez No. 99 (Esquina Colón) e/ Colón y Smith
Mobile: 01 52979322
Home: 994303

Hostal Libia y Roque – Cienfuegos
Avenida 50 No. 4130 e/ Calle 41 y 43
Mobile: 53 565362
Home: (+53)(43)516130
roque@jagua.cfg.sld.cu

 

Cuba · Diari di viaggio

Caffè, cucuruchos e cioccolato al latte

Lungo la strada che collega Santiago a Guantánamo, facciamo una deviazione verso la Gran Piedra. Visitiamo un vecchio cafetal, che oggi ospita il Museo del Caffè. La bella casa coloniale e gli attrezzi esposti sono interessanti, anche se non è facile comprendere la storia senza le spiegazioni di una guida. Beviamo un buon caffè e acquistiamo chicchi di caffè da macinare coltivati nella piccola piantagione annessa.

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Museo del caffè

Saliamo sulla Gran Piedra (466 gradini!), da cui la vista sull’oceano, le colline e le montagne verdi circostanti è spettacolare!

La strada per raggiungerla è asfaltata, ma abbastanza rovinata e molto in pendenza. Dopo il parcheggio l’asfalto diventa terra battuta, su cui vanno percorsi i successivi 2 km per raggiungere il museo.

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Gran Piedra

A Guantánamo arriviamo seguendo l’autopista. È facile orientarsi: seguendo le indicazioni per l’Hotel Martí, si arriva direttamente nella piazza centrale e intorno si trovano tante casas tra cui scegliere. Non c’è molto da vedere, si tratta di una città poco turistica. Passeggiamo. Ci fermiamo al mercato ortofrutticolo, vediamo Palacio Salcines e cerchiamo un caffè. Sembra ancor più difficile trovare qualsiasi cosa, in questa città!

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Guantánamo

Finalmente partiamo per la città dell’estremo sud est, del cioccolato e della cucina cubana creativa: Baracoa. La strada costiera ricorda la Panamericana peruviana. Ci fermiamo alla spiaggia di Cajobabo, dove sbarcò José Martí per dare il via alla prima rivoluzione cubana. L’acqua è tiepida, ma la spiaggia è sassosa. Le onde sono alte e non facciamo il bagno. Verso l’entroterra siamo circondati da banani, palme e foresta.

Baracoa fino al 1965 poteva essere raggiunta solo a piedi o via mare. Dopo la rivoluzione, fu costruita e inaugurata la Farola, l’unica strada che consente di superare le montagne che abbracciano la città. Salendo si passa dalla foresta tropicale alle pinete. I venditori di cucuruchos, caffè, cioccolato e mandarini sbucano dal nulla.

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Cucuruchos sulla Farola

I cucuruchos sono una specialità della provincia di Baracoa. Si tratta di dolci molto buoni, avvolti in foglie di palma e fatti con frutta e zucchero, come granelle di cereali compatti e che si mangiano come fossero un cono gelato.

Baracoa è bella e vitale. Visitiamo il museo archeologico La Cueva del Paraíso. Scopriamo tante cose sui Taino, la prima popolazione amerindia che giunse ai Caraibi dal Sud America. Vissero in questa zona dal 700 a.C. all’arrivo di Cristoforo Colombo, erano politeisti e veneravano principalmente le divinità di acqua, agricoltura e fertilità. Erano pescatori e agricoltori e abitavano capanne circolari o di forma cuboide, con tetti di foglie di palma. C’è anche un bel mirador da cui si ammirano l’intera Baracoa e l’oceano.

Le spiagge qui vanno bene per una passeggiata, ma sono sporche e sassose per fare il bagno. Nel corso della serata passeggiamo nella zona pedonale e ascoltiamo la musica per la strada, dove c’è uno spettacolo per l’inizio della Semana de Cultura.

Il giorno dopo andiamo sul Malecón, tra giostre vecchissime, giocattoli e street food di ogni genere. Ci sono le onde alte e l’odore di pop corn alle 8 del mattino è nauseante.

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Il Museo del Cacao è chiuso. Ci fermiamo nella caffetteria a fianco: mangiamo due porzioni di gelato al cioccolato, beviamo una cioccolata calda e compriamo delle barrette di cioccolato. Qui si paga in Moneda Nacional e si spende pochissimo.
È tutto così cioccolatosamente sublime!

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Baracoa

Usciamo da Baracoa e incontriamo la fabbrica di cioccolato che fu inaugurata da Che Guevara in persona. Prendiamo la via per Moa, una delle due città più inquinate dell’intera isola. La strada, non asfaltata, è circondata da palme, banani e foresta. Ci sono case dal tetto di palma e palestre fatte in legno, scorci sull’oceano e belle spiagge dove si può fare anche il bagno.

Arrivando a Moa non si respira. La terra è rossissima, l’inquinamento è così forte che si fa fatica ad abituarsi al cattivo odore. Qui ci sono un’industria di cobalto e una di nichel, un grande porto commerciale per l’esportazione dei metalli lavorati e un piccolo aereoporto che collega due volte alla settimana la città a La Habana, Santiago de Cuba e Holguín.

Superiamo Moa (finalmente!) e ricominciamo a respirare. Sbagliamo strada perché il cartello che indica la direzione per Holguín è coperto da un camion parcheggiato. Arriviamo praticamente fino a Guantánamo, allungando il nostro itinerario di quasi 150 km e almeno 5 ore, visto che la velocità massima che si riesce a raggiungere sono i 30 km/h. Ma il paesaggio è spettacolare!

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Holguín è molto viva la sera, c’è tanta gente e musica ovunque. Con la luce però non è granché, anche se stranamente si trova un buon caffè già di prima mattina! Ci sono tanti negozi. Passeggiamo e compriamo qualche snack per la giornata in spiaggia e il viaggio in auto. I bici-taxi qui sono simili a sidecar con i pedali!

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Holguín

 

Suggerimenti utili:

  • Per raggiungere la Gran Piedra e il Museo del Caffè è necessario avere un mezzo proprio. L’ultima fermata del bus si trova ai piedi della montagna, a più di 5 km di distanza, dunque l’unica possibilità sono un taxi o un’auto a noleggio (se non volete camminare e fermarvi a dormire nell’hotel Islazul proprio sotto la Gran Piedra).
  • A Guantánamo, in Parque Martí, si trova il ristorante 1870. È frequentato da cubani e dai pochi turisti che passano di qui. È molto buono e assolutamente economico: per l’intera cena, con due piatti di calamari, i contorni e il dolce abbiamo speso solo 6 CUC!
  • Comprate i cucuruchos dai venditori ambulanti lungo la Farola. Vi salteranno addosso appena vi fermerete (ovunque lo facciate, anche se pare non ci sia nessuno in giro), ma è un dolce così particolare e buono che va assaggiato! Provate anche il cioccolato di Baracoa e non ve ne pentirete!
    Specialità della città sono anche pesce e gamberi conditi con la crema de leche de coco: speziata e saporita, finalmente! 

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  • Lungo la strada che collega Baracoa a Moa non ci sono trasporti pubblici. Se non avete un mezzo vostro o non noleggiate un taxi, dovrete tornare a Guantánamo per spostarvi verso nord. In auto, ci vogliono almeno 2 ore per percorrere i 70 km che separano le due città.
  • Ad Holguín troviamo un altro ristorante sublime, forse il migliore in cui abbiamo mangiato nel corso del viaggio! Si chiama 1910 e si trova a poca distanza dalla piazza principale. Il polpo grigliato all’aglio è spettacolare! A ripensarci, mi viene ancora l’acquolina in bocca! 

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Casas particulares:

Doña Mayelin, Guantánamo.
Narciso Lopez No. 109 A e/ Serafín Sánchez y Antonio Saco.
correo.cachimaiy@nauta.cu
Home: (+53) 21321800
Mobile: (+53) 53211543

Casa Sandra, Baracoa.
1ero de Abril No. 47.
Teléfono: (+53) 21642632

Villa Linale, Holguín.
Libertad No. 168 e/ Cables y Libertad.
villalinale@outlook.com
Home: (+53) 24455888
Mobile: (+53) 53782593

Quest’ultima, ad Holguín, è la miglior casa particular dove abbiamo alloggiato a Cuba. Se capitate in città, andate immediatamente a chiedere una camera a questa gentile signora!