Diari di viaggio · Portogallo

Giorno 4: Leiria e le Grutas di Mira de Aire

Buongiorno Leiria e buongiorno al tuo castello che ci osserva dall’alto della rocca!

Data la bella vista appena svegli, subito dopo colazione, siamo andati noi a salutarlo e visitarlo, il castello! La vista dalla sommità della rocca su cui si trova è davvero stupenda, sulle colline circostanti e la città. Già abitato in epoca romana, fu il primo re di Portogallo Alfonso Henriques a far edificare questa fortezza nel 1135 per difendere i propri domini dai Mori, che all’epoca occupavano i territori a sud della città e anche Lisbona. Oltre alle torri e ai resti della chiesa, superata la cinta muraria si raggiunge il palazzo reale. E il punto più spettacolare dell’intero complesso si trova proprio qui: dalla balconata del palazzo, con le sue colonne che ne sorreggono il portico e creano archi molto graziosi, il paesaggio che si è aperto davanti ai nostri occhi era davvero bellissimo! Essendo rivolta verso sud, questa parte del palazzo riceve la luce del sole ad ogni ora del giorno. E al mattino, quando questo sta nascendo, la vista è ancora più magica!

Palazzo reale, Castello di Leiria, Portogallo

Non molto lontano da Leiria, procedendo verso sud, si trova il famoso Santuario di Fatima. Gran parte dei visitatori vengono qui in pellegrinaggio, a chiedere un miracolo o semplicemente per pregare. Secondo la leggenda, infatti, è proprio questo il luogo in cui, nel 1917, la Vergine Maria sarebbe apparsa più volte a tre giovani pastori. Oggi può essere un luogo interessante da visitare anche se non si crede nel suo significato mistico. Vi sono state costruite una basilica con un immenso sagrato, un parco, una cappella detta “delle Apparizioni” e un grande centro pastorale. Oltre a un numero indefinito di alberghi di lusso e negozietti di souvenir (anche molto costosi!). I fedeli camminano in ginocchio (muniti di ginocchiere e lungo un percorso preciso, ricoperto da piastre ben levigate) lungo tutta la piazza e raggiungono la Cappella della Apparizioni, che dovrebbe essere stata costruita nel luogo esatto in cui apparve la Madonna. Molti, poi, semplicemente pregano o bruciano mazzi di candele (in vendita poco lontano) in una sorta di grande camino sperando in un miracolo. Noi ci siamo limitati a passeggiare e osservare. All’interno della basilica si trovano le tombe dei tre pastorelli, mentre la chiesa nuova, all’interno del centro pastorale, è decisamente asettica. Dopo una passeggiata tra le bancarelle di souvenir e dopo aver comprato un paio di rosari da regalare, siamo ripartiti.

Per visitare le grotte più grandi del Portogallo non è necessario allontanarsi molto da Fatima: bastano 15 chilometri per raggiungere le “Grutas dos Moinhos Velhos”, a Mira de Aire. Si tratta di un complesso davvero particolare, lungo 4 chilometri, dei quali i primi 600 metri sono aperti al pubblico. Un sentiero, un fiume sotterraneo e una guida che parla solo portoghese conducono i visitatori fino a 110 metri di profondità, dove il tour, costellato di stalattiti e stalagmiti, si conclude con uno spettacolo di luci colorate e fontane decisamente kitsch, ma d’effetto. Per tornare alla superficie si prende l’ascensore (e questo non è poi tanto male, dato che il percorso comprende 683 gradini) e per arrivare al parcheggio si fanno circa 500 metri in salita, all’aria aperta questa volta.

Passando per la cittadina si Santarém, dove si stava tenendo una maratona in quel momento, siamo arrivati nella capitale. Avendo trovato subito il nostro hotel, dopo una breve sosta per un po’ di relax, siamo andati a fare una passeggiata in centro, alla ricerca di cibo. Abbiamo camminato da Praça do Comercio al Rossio, lungo la Rua Augusta, e in tutta la zona circostante. Tra i tipi poco raccomandabili che continuavano ad offrirci “Ashish, marjuana” e a cui tutti i turisti a cui si avvicinavano ridevano in faccia (compresi noi), siamo riusciti a trovare un ristorante abbordabile, ma troppo turistico perché il cibo fosse buono. Così, con il pensiero che il giorno dopo sarebbe stato Capodanno, siamo tornati in hotel abbastanza presto, sperando di prepararci alla prima notte dell’anno dormendo un po’ più del solito!

Diari di viaggio · Slovenia

Giorno 3: primi passi verso l’entroterra

Dopo una leggera colazione in pasticceria, abbiamo lasciato Koper per dirigerci verso l’entroterra.

Hrastovlje, tra la nebbia, è un piccolo paesino che ricorda Hogwarts e i film di Harry Potter!
Al centro si trova la chiesetta romanica circondata dalle mura difensive. Nei periodi di minor afflusso turistico, chiamate il numero di telefono appeso fuori dal cancello per visitarla. Attendere un paio di minuti vale assolutamente la pena: ci si trova di fronte ad un vero capolavoro. L’interno della cappella è interamente decorato da affreschi del XV secolo attraverso cui è illustrata la Bibbia. Uno dei più famosi è quello che rappresenta la Danza macabra, in cui scheletri che simboleggiano la morte accompagnano diversi tipi umani, dal papa al medico al povero contadino, verso le proprie tombe.

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Dopo questo spettacolo creato dall’uomo, ci siamo spostati verso uno spettacolo della natura: le grotte di Skocjan, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO del 1986.
Tra le colline piovose e nebbiose queste grotte lunghissime sono veramente spettacolari. Le loro “stanze” hanno altissimi soffitti, sono ampie e ricche di stalattiti e stalagmiti, immense in alcuni casi. Quando si arriva al fiume sotterraneo lo spettacolo è impagabile: una grande gola nella grotta, scavata dal fiume Reka. Lo si attraversa su un ponte sospeso alto circa 45 metri!
La passeggiata attraverso le grotte è abbastanza lunga e fresca, dura circa due ore e mezza e nella stagione invernale bisogna essere accompagnati da una guida, che di solito parla sloveno, italiano, inglese e tedesco.

Non molto lontano si trova il castello di Predjama, nei pressi di Postojna. La posizione di questo grad è così particolare che siamo andati a vederlo nonostante sapessimo che era già chiuso! È attaccato alla parete rocciosa, come sospeso sul fiume, e circondato dal verde e della nebbia.

Sulla strada per Ljubljana e poi per Sticna, poco più a sud della capitale, si incontra Cerknica. Nei periodi di pioggia vi si forma un grande lago, davvero pittoresco, mentre nei mesi di secca il lago scompare nel nulla. La zona è definita polje, ossia ha un tipo di terreno tale per cui l’acqua è assorbita fino a che, quando ormai risulta saturo, si forma il lago. Data la pioggia degli ultimi tempi, il Cerknisko Jezero (Lago di Cerknica) era decisamente ampio e l’abbiamo attraversato su una stretta stradina sterrata che affiora letteralmente dalle acque e lo taglia a metà.

Seguendo poi l’autostrada che si dirige verso la capitale, si attraversa un tratto di campagna molto pittoresco, tra kozolec, i tipici fienili a rastrelliera, e cappelle.

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