Italia · Liguria

E se andassimo a Genova?

In una giornata di pioggia e musei gratuiti, abbiamo cercato il sole a Genova. E l’abbiamo trovato!

Passeggiare per i carruggi è sempre bello, un po’ come perdersi per le calle veneziane. Mangiamo la focaccia e andiamo fino al porto antico. È una passeggiata molto piacevole quella sul lungomare, nonostante la folla. Anche solo guardare l’acqua, che sia salata o dolce, ha sempre un forte potere rilassante sulla mia mente.

Vicino all’acquario entriamo nel vascello che fu costruito negli anni ’80 come set del film “I Pirati” di Roman Polanski. Mi ha fatta sentire così tanto una pirata in cerca di avventure che mi è venuta subito voglia di fare una maratona de “I pirati dei Caraibi“, non potendomi imbarcare!

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Quasi perfettamente funzionante, il Neptune è stato progettato e costruito in Tunisia. Venne poi portato a Cannes per promuovere il film durante il festival e alla fine ormeggiato qui, al Ponte Calvi, dove può essere visitato.

Poco lontano dal mare, ha sede il bellissimo Palazzo Reale della città. Costruito nel XVII secolo dalla dinastia Balbi, fu ampliato dai Durazzo nel corso del secolo successivo, prima di essere acquistato dai Savoia.

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Le volte dei salotti e delle gallerie sono affrescate e decorate con stucchi in stile barocco e rococò. Le pareti pullulano di dipinti, alcuni dei quali prodotti da artisti del calibro di Anton Van Dyck.

Il Re Sole, che possedeva Versailles, aveva un rivale anche qui per la sua stupenda galleria degli specchi. Più piccola rispetto a quella parigina, è però altrettanto magnifica.

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La visita al palazzo porta immediatamente alla famosa galleria, la sala più spettacolare dell’intero complesso. Poi, attraverso le camere da letto di re e regina, la sala del trono e quella delle udienze, si arriva fino al gigantesco balcone che si affaccia al mare. Tempo fa il palazzo era collegato direttamente alla Darsena, poi è stata costruita la sopraelevata che si insinua tra lo sguardo del visitatore e il Mediterraneo.

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La facciata del palazzo non è bellissima e dalla strada che si percorre per raggiungerlo non si nota neppure, essendo parte del continuo susseguirsi di edifici. Ma gli ambienti interni, scenografici come quelli di qualsiasi palazzo reale, meritano una visita. Passeggiare tra il lusso dei vecchi sovrani è sempre piacevole!

http://www.palazzorealegenova.beniculturali.it/

Cuba · Diari di viaggio

Da Morón a Santiago, lungo la Carretera Central

Compriamo deliziosi dolci a Morón. Ci aiuteranno a macinare più chilometri del solito in questa lunga giornata. Ci dirigiamo verso Ciego de Avila. Piove. Passeggiamo nella zona pedonale e attraverso la piazza principale. Non rimaniamo in giro molto, anche perché siamo senza ombrello. Ma la città è piccola e ben tenuta.

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Venditori di girasoli a Ciego de Avila

Da qui prendiamo la Carretera Central. Lungo la strada incontriamo venditori di conserva di guayaba, formaggi di capra e mucca. Ci fermiamo per chiedere di cosa si tratta e assaggiamo il formaggio di capra, decisamente saporito! Intorno alla carretera ci sono campi e pascoli, insieme ai soliti cartelloni inneggianti alla Revolución.

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Carretera Central

Camagüey è stupenda, sotto la pioggia e il sole. Passeggiamo tra belle piazze e case colorate. La Plaza San Juan de Dios ricorda molto il Messico e il suo museo è chiuso per restauri. La zona pedonale è carina e affollata, ricca di gallerie d’arte contemporanea. La pop art di Ileana Sanchez è davvero coinvolgente!

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Galleria d’arte di Ileana Sanchez

Ci sono infinite chiese e Plaza del Carmen è molto bella, con le statue degli abitanti impiegati nelle loro attività quotidiane. In Parque Agramonte, il Museo della Diversità non è nulla di speciale, invece. Mangiamo un buon sandwich e bevo un caffè al cioccolato e cannella al Cafe Ciudad. Ci fermiamo in alcune librerie, passeggiando, ma hanno pochissimi volumi e tutti relativi alla storia della rivoluzione o all’economia cubana.

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“Le pettegole”, Plaza del Carmen di Camagüey

Attraversiamo Las Tunas senza fermarci e arriviamo a Bayamo. Lungo la strada ci sono zuccherifici abbandonati e non, camion che trasportano quantità enormi di canna da zucchero, bananeti e palmeti. Il paesaggio collinare è pittoresco. La strada però peggiora.

A Bayamo incontriamo tanti calesse in legno, belli e ben tenuti. La piazza principale e la zona pedonale sono piacevoli e pulite. Come dolce, mangiamo dei fantastici Churros Rellenos di vaniglia e cioccolato comprati lungo la strada.

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Churros!

Al mattino, con la luce, troviamo un mini caffè per colazione. Passeggiamo anche qui nella nuova zona pedonale, molto carina e ornata di sculture e giardini. Visitiamo il Combinado de Coches, fuori città. Quando non hanno commissioni per costruire nuovi calesse, li riparano e producono una serie quasi infinita di altri oggetti: da materassi a salvadanai in gesso dipinti a mano a serramenti e porte.

Combinado de Coches, Bayamo

Sulla strada per Santiago de Cuba vediamo chioschi di frutta fresca e tante coltivazioni. La Sierra Maestra si staglia in lontananza e la foresta ci circonda. Mi ricorda l’Amazzonia ecuadoregna, solo un po’ più secca!

Santiago invece ricorda Lisbona e San Francisco, con le sue lomas. Vediamo qualche carretto e bici-taxi solo al Parque Alameda, affacciato sul mare e il porto, vicino ad una fabbrica di rum e sigari. Visitiamo il Museo del Cuartel Moncada, la caserma dove il 26 luglio 1953 Castro sferrò il suo primo attacco contro il regime di Batista. Da qui nacque il Movimiento 26 Julio che diede vita alla Revolución e prese il potere nel 1959. Interessante e gelido, il museo si trova all’interno della caserma, tra quelle che sono oggi aule scolastiche.

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Santiago de Cuba

Passeggiamo per Plaza de Marte, Calle Heredia e Plaza de Dolores. Ascoltiamo un po’ di musica alla Casa de la Trova, ci riposiamo in Parque Céspedes e guardiamo il mare e l’intera città dal Balcón de Velázquez. Le case colorate e senza portici mi ricordano ancora il Messico, più che La Habana.

Visitiamo il Museo del Carnaval accompagnati da una guida d’eccezione, la direttrice del museo. È veramente stupendo!

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Museo del Carnaval

Il Carnevale è una tradizione così importante per Santiago che si dice che i Santiagueros senza il carnevale non avrebbero nulla. Si svolge ogni anno nel mese di luglio e dura una settimana e mezzo. Coinvolge tutti – bianchi, neri, mulatti, ricchi e meno ricchi.
Nacque in periferia, tra gli schiavi neri, e funse da distrazione per l’attacco al Cuartel Moncada, messo in atto proprio durante i festeggiamenti.

Le strade vengono addobbate a festa in ogni quartiere della città e le culture si mischiano. C’è un premio per il carro e la maschera più bella e, durante la settimana precedente, sono i bambini i protagonisti del carnevale. Le sale del museo sono dedicate alla nascita dei tipici balli cubani, alla fusione tra le culture francese, africana e spagnola e alle precedenti edizioni del carnevale. L’ingresso costa 1 CUC e permette anche di assistere ad una rappresentazione di folklorico nel pomeriggio, sempre al museo.

Vicino ci sono un bel negozio di ventagli e una libreria molto più fornita del solito!

Il giorno dopo andiamo a vedere il Castillo del Morro (de San Pedro de la Roca) e scendiamo fino al mare, facendo più di 300 gradini. Il museo della pirateria non è speciale, ma il castello è bello da visitare! La carretera turistica che lo collega alla città costeggia la baia e il panorama, anche se all’inizio è solo industriale, diventa sempre più suggestivo spingendosi verso l’oceano.

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Castillo del Morro

Suggerimenti utili:

  • Il Cafe Ciudad a Camagüey è una buona idea per una sosta in una delle piazze principali della città, Parque Agramonte. Qui fanno sandwich appetitosi e tantissimi tipi di caffè diversi. Inoltre, la linea wi-fi pubblica si riesce ad utilizzare anche stando tranquillamente seduti ad un tavolino del bar.
  • A Bayamo abbiamo mangiato in un piccolo e buon ristorante, Doña Fina – Bar, restaurante y cafeteria, calle M. Capote, e/ Saco y Figuerdo. Il menù non è vasto, ma il nostro petto di pollo alla griglia è ben saporito!
  • Balcón de Velázquez: ancor più che lungo le vie di Santiago, qui troverete tanti procacciatori di clienti per ristoranti e taxi, ma non sono troppo insistenti se vi fate vedere decisi nelle vostre risposte. Spesso vi raccontano un po’ della loro vita e dopo poco se ne vanno. Se si vuole fotografare il panorama dal famoso Balcón bisogna pagare, per cui vale la pena entrare per dare un’occhiata e poi fare le foto dalla sommità della stradina a fianco.
  • In Plaza de Dolores c’è una pasticceria molto buona, anche se al mattino apre alle 10 e quindi non è facile aspettare la colazione fino a quell’ora!
  • La cucina di Santiago è davvero terribile (o, almeno noi, non siamo riusciti a trovare un posto accettabile dove mangiare qualcosa di commestibile). Nessuno ha saputo indicarci un ristorante decente per la cena e siamo finiti su un balcone di Plaza de Dolores a mangiare “italiano”. Eravamo assuefatti da gamberi e pescado, ma dopo questa esperienza ci è tornata la voglia di cibo cubano!
  • Andate a ballare e sentire musica.
    Nel pomeriggio potete fare una sosta alla Trovita, sotto la Casa della Trova, per ascoltare un po’ di musica cubana. Non si paga l’ingresso, ma la consumazione obbligatoria costa 2 CUC.

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    Al piano si sopra c’è la Casa de la Trova, dove si balla nel tardo pomeriggio e nel corso della serata. L’ingresso costa 10 CUC (se non sbaglio) e la consumazione non è inclusa. Vale più la pena fermarsi in un bar lungo la stessa via, dove si suonano salsa, bachata e merengue dal vivo e non si paga l’ingresso.
    Noi siamo stati al Bar Bohemio – Casa del Queso e ci siamo divertiti tantissimo! La band era giovane e brillante! Abbiamo ballato tra i tavoli del bar, anche se lo spazio non era molto.
    In ogni caso, ovunque siate a Cuba vale la stessa regola: seguite la musica che sentite per le strade ed entrate nel locale che più si adatta ai vostri gusti!

  • Fuori dal Castillo del Morro c’è un ristorante dove si fermano le comitive dei viaggi organizzati: il menù è fisso, quindi noi ci siamo solo seduti a bere qualcosa di fresco dopo la scarpinata.

 

Casas particulares:

Villa Manuela, Bayamo.
Calle Coronel J. Estrada No. 68, e/ Juan Rodriguez y Capote.
Home: (+53-23) 425816
Mobile: (+53) 0158206786 y (+53) 0158212193

Hostal Barnada, Santiago de Cuba.
Calle Barnada No. 504 A, e/ Aguilera y Heredia.
rafahechavarría@gmail.com
Home: (+53-22) 623003
Mobile: (+53) 53027730

Diari di viaggio

Unica nel suo genere

Marrakech è una città incredibile.
Per lungo tempo è stato il centro culturale, economico e religioso di tutto il Marocco, e nell’immaginario comune ruba ancora la scena alla capitale politica, Rabat.
Non c’è da stupirsi che Jāmiʿ el-Fnā sia la piazza più frequentata di tutta l’Africa, attraendo a sè tutti i visitatori curiosi. Potrebbe, nel corso del tempo, aver perso il suo immenso fascino, ma acquistandone uno diverso: ad ogni ora è affollatissima di gente del posto, di turisti e di mercanti, ognuno dei quali è alla ricerca di qualcosa di unico in questo centro che può offrire tutto. E’ la piazza intorno alla quale si sviluppa tutta la città vecchia ed è il fulcro vitale di Marrakech sia di giorno che di notte: potrete trovare ristoranti, bancarelle di frutta e di verdura, venditori di datteri e gelaterie. Rimarrete affascinati dal flusso di persone ininterrotto e presto vi ritroverete in una stradina della medina, non più circondati da un ampio spazio, ma racchiusi tra le ombre proiettate dalle case, alla ricerca di una delle tante meraviglie della città. Perdetevi fra i tortusi vicoli, non seguite una strada precisa, anche perchè riuscirete sempre a tornare alla grande piazza, lasciandovi quindi liberi di scoprire qualche scorcio semplice e peculiare.

Molto affascinante è la bellissima Medersa di Ali Ben Youssef sviluppata intorno ad una corte centrale, con alte pareti finemente lavorate, che racchiudono al proprio interno le stanze per gli studenti e lunghe gallerie che è possibile percorrere. Medersa di Ali Ben Youssef, Marrakech
Medersa di Ali Ben Youssef, Marrakech Rappresenta un luogo di pace e tranquillità, isolato dal mondo caotico che la circonda, quasi come un’oasi nel deserto. Trasmette una sensazione di sacralità e devozione particolari, a cui ci si deve dedicare con impegno e volontà. Questo luogo ha senza dubbio il grande pregio di far capire ai suoi visitatori quanto sia ancora importante l’educazione religiosa anche in una città cosmopolita come Marrakech.

E’ difficile descrivere con le parole le numerose sfumature di questa città, ma in ogni direzione potrete scoprire caratteristiche anche opposte tra di loro, ma perfettamente fuse le une con le altre. Un aspetto tipico di Marrakech sono i numerosi souk che vendono merci che vanno dagli oggetti tradizionali, come i tappeti berberi, a quelli che vendono componenti elettroniche e tecnologiche, creando un forte contrasto. Uno dei souk più belli che abbiamo visitato si trova in un piccolo incrocio all’interno della medina, raggiungibile da tutte le direzioni e meno caotico della grande piazza principale. Ci ha molto colpito perchè una bancarella vendeva ingredienti per “pozioni”, intese ovviamente come tisane medicamentose o rimedi naturali a diversi disturbi della salute. E’ a dir poco impressionante come in una città commerciale come questa resti ancora forte l’identità culturale di un popolo antico e saggio, che sa valorizzare le proprie tradizioni e mantenerle vive nel tempo.

Souk di Marrakech

I luoghi interessanti da visitare sono molti e non basterebbe sicuramente un articolo per dare a ognuno la propria importanza. L’unico modo per scoprirli è gettarsi nel caos di questa città unica in tutto il Marocco, ascoltare, vedere e percepire gli odori che permeano le sue strade e le sue piazze. Sarà come assaggiare un cibo completamente nuovo: sconvolgerà i vostri sensi e se riuscirà a piacervi vi allontanerete sicuramente con un sorriso.