Diari di viaggio · Slovenia

Giorno 2: la costa slovena in quattro tappe

Finalmente inizia davvero la nostra vacanza!
Il programma della giornata è quello di esplorare il tratto di costa adriatica slovena, l’unico sbocco al mare del Paese lungo solo 46,6 km. Qui si susseguono quattro località principali, che corrisponderanno alle nostre tappe: Koper (Capodistria), Izola (Isola), Piran (Pirano) e Secovlje (Sicciole). Per vedere tutto e tornare poi alla base abbiamo percorso 81 km.

Koper: una piacevole sorpresa. Affacciata sul mare, con la passeggiata vicino al porto fiancheggiata da bar, ristoranti, palmette e un mercato all’aperto di frutta e verdura, è stata l’unica a regalarci un po’ di sole nel corso di questa vacanza. Fresca con il suo venticello, pulita.
In Carpaciov Trg la Taverna, ossia il vecchio mercato del sale, rende la piazza pittoresca, mentre palazzo Totto, poco più avanti se si cammina in direzione della piazza principale, è rovinato dalla facciata scrostata e dalle scritte sui muri.
Titov Trg, la piazza centrale, è stupenda: la loggia e il municipio fanno pensare subito a Venezia, mentre il campanile della cattedrale, con i suoi 204 scalini, ci ha ricordato la nostra faticosa salita alla torre campanaria di Notre-Dame a Parigi. Dalla cima si domina per qualche minuto l’intera città e si scorge in lontananza anche l’Italia.
Abbiamo visitato un’antica farmacia, le sale dei matrimoni e del consiglio al Palazzo Comunale e l’interno della cattedrale.
Chiedendo all’ufficio turistico si possono visitare gli interni della chiesa e del palazzo accompagnati da guide molto disponibili. Inoltre, passando dal Tourist Office, approfittatene per fare incetta di opuscoli e cartine di tutto il Paese. Vi saranno molto utili nel corso del viaggio!

Seconda tappa: Izola. Dato che in questo borgo non c’è molto da vedere, ci siamo limitati a passeggiare sul lungomare e attraverso il centro, alla ricerca degli edifici storici più significativi. I più interessanti sono Palazzo Besenghi degli Ughi e la chiesa di San Mauro, la cui facciata è stata dipinta a righe orizzontali, di due tonalità di color salmone.
L’atmosfera del posto è davvero rilassante, ma se dovete scegliere, gli altri borghi costieri sono senza alcun dubbio più belli.

Lungo la strada che collega Izola a Piran si vedono le saline abbandonate di Strunjan e le mura che un tempo proteggevano Pirano dagli attacchi esterni.
L’automobile deve essere parcheggiata all’esterno del centro storico, che si raggiunge con una breve passeggiata sul lungomare. In pochi minuti si raggiunge Tartinijev Trg, l’ampia piazza principale.

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Piran

Passeggiando per gli stretti vicoli acciottolati, che ricordano quelli di Bellagio, sul Lago di Como, siamo arrivati alla cattedrale di San Giorgio, in stile barocco rinascimentale. Fu fondata nel 1344 e ricostruita nel suo stile attuale nel 1637, mentre al suo fianco si trovano il campanile del 1609 e il battistero ottagonale del 1650. Da qui si domina la città: si vedono le mura e il porto, l’intera penisola con il suo lungomare.
Sulla punta della penisola, poi, si trova la chiesa di San Clemente, con un campanile più simile ad una torretta di avvistamento circolare e, a nostro parere, più bella se vista da lontano.
Trg 1 Maya, che fu il centro della città nel corso del Medioevo, non è molto bella, ma la deviazione che è necessario fare per raggiungerla, attraverso le minuscole viette del centro storico, è davvero piacevole.

Attraversata Portoroz, che potrebbe essere definita la “Rimini slovena” per i suoi innumerevoli bar, ristoranti, hotel e discoteche, si arriva nel luogo più bello della costa: le saline di Secovlje. A ridosso del confine con la Croazia, sono davvero suggestive. La strada che le attraversa, da percorrere a piedi, è circondata un paesaggio stupendo. Dirigendosi verso il centro multimediale, si incontra un negozietto che vende i prodotti della salina, dal semplice sale al cioccolato fatto con esso. Al museo sono esposti i diversi tipi di sale che vengono prodotti qui ed è spiegato esattamente il processo di lavorazione che si compie per ottenerli.

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Saline di Sicciole

Diari di viaggio · Slovenia

Sulle strade della Slovenia, giorno 1

Dopo settimane di letture frenetiche per capire cosa veramente valesse la pena di essere visto in questo minuscolo (si fa per dire) Paese che confina anche con l’Italia, siamo riusciti a partire.

Tra infinita pioggia e neve, abbiamo visitato luoghi splendidi e fiabeschi, che facevano pensare più a un set cinematografico in cui girare qualche tragedia di Shakespeare piuttosto che all’ambientazione adatta ad una vacanza di aprile. Siamo partiti con l’obiettivo di rimanere ancora una volta piacevolmente sorpresi dal nostro amato modo di viaggiare: automobile, qualche spuntino per il viaggio e cartina e guida alla mano.

Slovenia

DAY 1

Siamo partiti da casa nel primo pomeriggio, quindi abbiamo varcato il confine con la Slovenia verso sera, dopo essere passati attraverso Trieste.

A Koper, Capodistria in italiano, siamo andati subito alla ricerca del nostro albergo (l’unico prenotato della vacanza, sapendo che saremmo arrivati a destinazione con il buio) e poi a cena. Su consiglio della proprietaria, abbiamo mangiato in un ristorantino poco lontano.
La polenta, detta anche žganci in sloveno, è uno dei piatti tipici del Paese e, bisogna ammetterlo, vale davvero la pena assaggiarla! Le fette di polenta sono condite in diversi modi, dai funghi ai frutti di mare, e verrebbe voglia di assaggiarle tutte!