Italia · Piemonte

Ritorno al Medioevo

Un salto nel passato, nel Medioevo. Un universo parallelo fatto di ciottoli grigi, portoni marroni e vicoli vuoti. Un’altura nella pianura biellese. 13000 metri quadrati cinti da mura. Un’ambientazione da puro romanzo giallo, di quelli che ti tengono attaccato al libro perché vuoi capire chi è il colpevole. E ci siamo io, la macchina fotografica e un gattone arancione che scappa non appena mi vede, in un sabato mattina d’inizio ottobre.

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Il ricetto di Candelo fu costruito tra il XII e il XIV secolo. Si tratta di una fortificazione collettiva, usata durante la guerra come rifugio temporaneo per la popolazione e, in tempo di pace, per conservare vino e granaglie. All’interno delle mura ci sono circa 200 cellule, quasi tutte mai abitate in pianta stabile e oggi appartenenti a privati ed enti pubblici. Pare che alcune siano usate come atelier da vari artisti.

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In passato il vino si conservava nelle cantine, dove la temperatura si manteneva costantemente tra i 12 e i 15°C, clima ideale per la sua produzione. Le granaglie stavano al piano superiore, secco e caldo, non comunicante con i sotterranei.

Alla fine di maggio il borgo viene invaso dai fiori e sono sicura che i colori primaverili lo rendano ancor più bello. Le “rue”, le vie lastricate con i ciottoli provenienti dal vicino torrente Cervo, sono strette e lineari. Si incrociano a formare una scacchiera e i portoni e le finestre sbarrate mi affascinano. Si vedono le torri, di cui l’unica a pianta quadrata è quella rivolta a nord-ovest.

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È verso questa costruzione che pendono tutte le strade del borgo, perché è da qui che le acque superficiali defluiscono. Tra gli isolati noto degli stretti passaggi, utili per il ricircolo dell’aria, lo scolo delle acque piovane e anche come strutture per l’alleggerimento degli edifici.

È rimasto un brevissimo tratto di camminamento, da cui si vede la pianura sottostante. L’unico rumore lo sento avvicinandomi alla cinta muraria: oltre ai miei click, si percepisce lo sfrecciare delle auto lungo la superstrada, in lontananza.

Le viti che si arrampicano sulle case, le foglie verdissime, danno un tono di colore al paesaggio un tantino cupo. Per il suo fascino e il suo stato di conservazione ottimale, è annoverato tra i borghi più belli d’Italia. E ne ha tutte le ragioni!

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Informazioni utili sul Ricetto, il paese e gli eventi le trovate a questi indirizzi:

  • www.comune.candelo.bi.it
  • www.borghipiubelliditalia.it/borghi-details?view=village&id=60