Diari di viaggio · Portogallo

Giorno 9: Cabo de Roca, Mafra e Óbidos

Essendo tornati a Sintra prima delle 9 del mattino, siamo riusciti ad entrare tra i primi visitatori al Palácio da Pena. Per raggiungerlo la passeggiata in salita nel parco è faticosa e romantica. Una volta giunti all’ingresso, sembra di essere all’interno di un quadro dai colori sgargianti: torri gialle e rosa, pareti blu, azulejos di cavalieri o foglie d’uva colorate, il tutto circondato dal parco alberato della Serra de Sintra. Anche l’interno è interessante, ma è l’esterno la parte in assoluto più suggestiva.

Per visitare i monumenti di Sintra si può comprare un unico biglietto dalla validità di due giorni, molto utile anche perché consente di evitare le code all’ingresso dei palazzi.

955 - Palacio da Pena, Sintra

Palácio da Pena

Dopo la visita di Sintra, abbiamo continuato a dirigerci verso ovest fino a raggiungere il Cabo de Roca, il punto più occidentale dell’intero continente europeo. Questa scogliera ricoperta di fiorellini gialli che cola a picco nell’Oceano Atlantico è molto bella, nonostante il numero spropositato di turisti. È davvero il punto dell’Europa “dove finisce la terra e comincia il mare”, come scrisse Camões.

1056 - Cabo de Roca

Risalendo verso nord, ci siamo nuovamente immersi nella storia portoghese. Il palazzo e convento di Mafra, dalla facciata bianca, lavorata e simmetrica, ha due torri poste alle estremità che sono collegate da un corridoio lungo 232 metri. Qui abbiamo visitato l’infermeria e la farmacia del convento, gli appartamenti reali e l’immensa biblioteca dei monaci, davvero da sogno. La distesa di libri è davvero a perdita d’occhio! Anche la basilica, in posizione centrale rispetto alla facciata, è bella, ma non degna di nota quanto il resto del complesso.

Tornando sulla costa, abbiamo fatto una sosta nella graziosa Óbidos, un piccolo borgo di circa 3000 abitanti circondato dalle mura medievali e con le viette su cui si affacciano case bianche, blu e gialle. Qui si passeggia per i gli stretti vicoli lastricati e si può camminare sulle mura seguendo il cammino di ronda, purché non si soffra di vertigini. Si visitano la Praça Santa Maria e la chiesetta che vi si affaccia, poi qualche negozietto.

1125 - Porta rossa, Obidos

Per concludere la giornata, siamo andati a dormire nel borgo costiero di Nazarè, dove passeggiare sul lungomare nelle serate invernali può essere davvero piacevole.

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Giorno 8: ritorno verso ovest

Nei dintorni di Évora c’è un interessante itinerario tra siti megalitici da seguire. Se ne visitano liberamente quattro, seguendo stradine strette e a volte sterrate, a cui si aggiungono le pitture rupestri del quinto visibili solo su prenotazione.

Il primo è cerchio megalitico nel mezzo di una radura circondata dal bosco. Ci si può divertire cercando le diverse incisioni che si trovano sparse sulle pietre e scattando belle fotografie.
Il secondo invece è un menhir, davvero gigantesco. Essendo una singola pietra non è così speciale, ma il sentiero che bisogna percorrere per raggiungerlo è piacevole. La tomba a tumulo successiva, circondata dal silenzio della campagna, è molto suggestiva, nonostante la sporcizia.
Ma è la minuscola chiesetta bianca e blu che ha come ingresso un antico dolmen il monumento più pittoresco: la quiete, i campi e il lago sullo sfondo rendono l’atmosfera estremamente rilassata.

827 - Igreja, Evora

Dopo questa escursione, siamo tornati verso ovest e abbiamo raggiunto la città di Sintra, a soli 20 km da Lisbona. Bellissima e amata da artisti e scrittori, è ricca di palazzi e parchi imperdibili.

Qui abbiamo visitato la Quinta da Rigaleira, uno dei luoghi più suggestivi del Portogallo intero. Si tratta di un’immensa tenuta fatta costruire da António Augusto Carvalho Monteiro all’inizio del XX secolo su una superficie di 4 he. In ogni costruzione si trovano simboli esoterici e massonici. Dalle decorazioni del palazzo principale al famoso pozzo iniziatico e alle gallerie sotterranee, tutto ha più di un significato. Perdersi per l’immenso parco, tra le piccole costruzioni che spuntano in ogni dove, è magico!

838 - Quinta da Rigaleira, Sintra  898 - Pozzo per l'iniziazione, Quinta da Regaleira, Sintra

Da qui, siamo tornati con gli occhi pieni di meraviglia nel centro storico, dove abbiamo visitato gli interni del Palácio Nacional, il palazzo reale eretto nel XVI secolo. I soffitti dipinti, le pareti ricoperte di azulejos, i cortili e la vista che si gode dalle sue finestre sono i veri motivi per cui non è possibile non visitarlo.

Trovare un albergo economico a Sintra senza aver prenotato può essere molto complicato. Noi abbiamo girato la città, siamo arrivati fino ad Estoril e Cascais e alla fine ci siamo ritrovati a dormire in un brutto hotel attaccato all’autodromo per non spendere un’esagerazione. Ma diciamo che per Sintra vale la pena fare questo ed altro!

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Giorno 7: Belém ed Évora

Visitare Lisbona vuol dire non perdersi Belém. La fortuna del quartiere è strettamente legata all’epoca delle grandi scoperte e per visitare con calma la famosa Torre e il Monastero dos Jerónimos bisogna arrivare presto al mattino.

La prima si trova proprio sulla foce del Tago e aveva una funzione difensiva. Fu costruita nei primi anni del XVI secolo e la vista che si ha dai suoi balconcini è molto suggestiva, ma se non fosse per questo l’interno ha poco da insegnare.
Poco lontano si trova il Monumento alle Scoperte, che celebra i grandi esploratori portoghesi: una grande caravella che si dirige verso il mare con a bordo gli eroi e, alle sue spalle, una rosa dei venti di 50 metri di diametro con al centro le rotte scoperte dai navigatori. Originariamente costruita nel 1940 per l’Esposizione Universale, venne abbattuta 1958 e ricostruita in pietra bianca.

Il secondo merita anche la fila per fare il biglietto, da tanto è spettacolare. Il chiostro e la chiesa è difficile smettere di fotografarli: sono così elaborati e allo stesso tempo perfetti da lasciare ogni visitatore incantato e senza fiato.
Fu fatto costruire nella prima metà del Cinquecento dal re Manuele I per celebrare il ritorno di Vasco de Gama dopo la scoperta della nuova rotta per l’India e al suo interno si trovano le tombe di Vasco de Gama, del poeta e navigatore Luís de Camões e del celebre scrittore Fernando Pessoa.

657 - Chiostro, Monasteiro dos Jeronimos, Belem, Lisboa

Poco dopo pranzo, abbiamo lasciato Lisbona alla volta di Évora, una città dell’entroterra portoghese a poco più di 100 km dalla capitale. Qui, nel pomeriggio, siamo riusciti a visitare la chiesa e il Palácio Cadaval, la cattedrale con il suo chiostro e l’università.

La prima chiesa in cui siamo entrati è minuscola e completamente ricoperta di azulejos, le classiche piastrelle portoghesi dipinte di blu. Anche se la loro quantità la rendevano un po’ pesante, vale comunque la pena entrare a dare un’occhiata.
Il Palazzo invece è un museo in cui sono custoditi gli arredamenti, i quadri e le armi originariamente appartenuti al conte suo proprietario.

Nella piazza principale antistante al palazzo, si trovano le rovine ben conservate di un tempio romano.

695 - Tempio romano, Evora

La cattedrale, anch’essa ben tenuta, all’esterno è dotata di due torri come quella di Lisbona, mentre all’interno è decorata con gli stessi mattoncini rossi di cui è fatta. Il chiostro è spoglio come il resto della chiesa, ma nella sua semplicità grazioso: nel giardino centrale ci sono un pozzo e un albero di arance, il corridoio circostante è coperto da una serie di volte in cui si alternano mattoncini arancioni e grigi.

Il cortile, i corridoi e le aule visitabili dell’università sono decorati con azulejos rappresentanti le materie insegnate nelle singole aule. Noi abbiamo visitato quella di geografia, con mappe e mappamondi.

Nonostante una giornata sia sufficiente per visitare la città, sarebbe meglio dedicargli almeno due giorni per esplorare anche i suoi dintorni.
Se avete tempo per una deviazione, questa è decisamente una buona idea!