Mente vagabonda

Updating my bucket list

Era febbraio del 2016 quando ho pubblicato la mia prima bucket list. Da quel momento, ho cambiato facoltà universitaria, ho vissuto nove mesi in Spagna e due in Francia, ho imparato una nuova lingua e perfezionato lo spagnolo, ho viaggiato molto, trovato un lavoro in un giornale e, cosa non da poco, mi sono innamorata.

Dunque, è giunto il momento di ricominciare a raccontare le mie peregrinazioni (e ce ne sono tante di cui parlare): quale miglior maniera di tornare a scrivere su questo blog se non aggiornando la mia lista? Un giorno dopo l’altro, potrei farla diventare sempre più lunga, ma cominciamo dallo spuntare qualche voce tra quelle originarie!

  1. Viaggiare e scrivere.
  2. Andare in Tibet.
  3. Laurearmi ✅

  4. Lanciarmi con il paracadute.
  5. Fare qualche lezione di surf.
  6. Fare snorkelling nella Grande Barriera Corallina australiana.
  7. Imparare bene il francese ✅

    I due mesi trascorsi a Nizza, tra scuola e vita quotidiana, sono valsi due esami DELF ben fatti e soprattutto la capacità di fare discorsi complessi, parlare al telefono, vedere film e leggere libri in francese.

  8. Partire con Medici Senza Frontiere, Emergency o altre organizzazioni di questo tipo.
  9. Continuare a conoscere tante persone in giro per il mondo ✅: un work in progress che non finirà mai.
  10. Avere un letto rotondo.
  11. Essere meno timida.
  12. Guidare un vecchio maggiolino Volkswagen.
  13. Fare una giornata di shopping folle a New York.
  14. Frequentare, almeno per un periodo, una prestigiosa università americana.
  15. Andare a vivere all’estero ✅

    Non per sempre, ma negli ultimi due anni ho vissuto più tempo all’estero che in
    Italia, tra Spagna e Francia, in entrambi i casi per motivi di studio.

  16. Abitare in una grande metropoli.
  17. Studiare una lingua straniera come il cinese o l’arabo.
  18. Imparare a cucinare ✅

    Non sono uno chef stellato e detesto cucinare quando qualcuno è in cucina con me, ma sono notevolmente migliorata, non solo nel seguire le ricette: l’aver vissuto da sola per un anno a Santiago de Compostela e dovermi nutrire quotidianamente, oltre al piacere di prendere una pausa “obbligata” dallo studio per cucinare, mi hanno resa una (molto) discreta cuoca.

  19. Assaggiare gli insetti.
  20. Tuffarmi da una scogliera.
  21. Andare a camminare in Patagonia.
  22. Imparare a fare la maglia ✅

    postIl mio porta Kindle, cucito ad hoc prima della partenza per Cuba.

  23. Vedere l’Angkor Wat in Cambogia, Petra in Giordania, le piramidi in Egitto e le piramidi Maya in Messico.
  24. Fare un viaggio da sola in India.
  25. Camminare sulla Grande Muraglia cinese.
  26. Viaggiare lungo tutta la Transiberiana.
  27. Mangiare sushi a Tokyo ✅

    Sushi, zuppa di miso e mochi.

  28. Imparare a ballare la salsa a Cuba ✅

    Ci sono anche dei video che lo dimostrano.

  29. Fare un viaggio on the road da una costa all’altra degli Stati Uniti.
  30. Scrivere un libro.
  31. Partecipare a un matrimonio indiano.
  32. Vedere l’aurora boreale.
  33. Visitare i luoghi di Harry Potter in Inghilterra ✅


    Non ho visitato realmente tutti i luoghi in cui è ambientata la saga, ma gli Harry Potter Studios e King’s Cross sì.

  34. Fare un viaggio via terra seguendo l’antica Via della Seta.
  35. Ritornare in Sudafrica e fare trekking sul Drakensberg.
  36. Rivedere la mia famiglia sudafricana e Janeth il più presto possibile ✅



    Janeth, all’altro lato dell’Oceano Atlantico, non l’ho ancora rivista, ma a novembre del 2018, dopo otto anni e durante il nostro viaggio attraverso la Namibia e il Western Cape, ho incontrato di nuovo la mia host family di Cape Town. Una delle emozioni più forti di questo viaggio.

  37. Fare yoga in un ashram indiano.
  38. Fare trekking sull’Himalaya.
  39. Risalire il Rio delle Amazzoni in barca.
  40. Vedere i gorilla in Uganda.
  41. Visitare gli archivi della National Geographic Society a Washington.
  42. Visitare i Parchi Nazionali americani.
  43. Fare volontariato all’estero.
  44. Visitare il Museo della Croce Rossa di Ginevra.
Mente vagabonda

2016: Felicità

2016. Un anno è volato. Un altro anno da ricordare. Viaggi, cambiamenti e tanto Amore. Alti e bassi, lacrime di tristezza, di rabbia e soprattutto di felicità. Un po’ di nuova faccia tosta. Persone prima sconosciute e adesso amiche, persone che ritornano, persone che restano e altre che spariscono.

La mia prima volta in una domenica pomeriggio invernale a Portofino, quasi deserta. Quanto mi piacciono il freddo e il mare d’inverno. Carnevale a Venezia sotto la pioggia, poche maschere, ma Burano rimane uno dei posti che preferisco al mondo!

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Portofino

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Burano, Venezia

La Sagra del Pesce di Camogli con il sole, il caldo tropicale dei Caraibi e il freddo dell’aria condizionata nelle casas particulares di Cuba. Un mondo tanto diverso dalla nostra quotidianità, le comodità e la semplicità di avere praticamente tutto a portata di mano (o di click).

Habana Vieja, La Habana - Cuba

La Habana, Cuba

Un ritorno in grande stile a Vienna, tra i palazzi asburgici e l’alternativa proposta dal grande architetto Hundertwasser, di cui mi sono innamorata. Il sole, le passeggiate lungo il Danubio e il cibo vegano.
Roma, la città eterna, diversa rispetto a quanto ricordassi e sempre più bella.

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Vienna

Trastevere, Roma - Italia

Roma

Nei Paesi Baschi abbiamo bevuto litri di vino e mangiato una quantità incommensurabile di pinchos davvero sublimi. Non ho scritto ancora tutto di questo viaggio, ma riuscirò a farlo prima della prossima partenza! Un tratto dello storico Cammino di Santiago l’abbiamo fatto in automobile e abbiamo obbedito al comandamento “El Camin che Santiago se hace por etapas”, scritto su una facciata di Logroño. Mi piacerebbe percorrerlo a piedi, anche se in modo profano… Un viaggio lento, in cui pensare.

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Logroño

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Portando avanti la tradizione della visita ai Christmas Markets, quest’anno è stata la volta di Zagreb. Nuovi, cercano visitatori e meritano davvero di essere visti!

Zagreb - Croazia

Zagabria

Per concludere in bellezza, Budapest. La città in cui Buda e Pest si osservano, si affrontano nel gelo più rigido che abbia incontrato quest’anno, completandosi. Costituendo una città magica, sotto ogni punto di vista. I locali, le terme, le luci della sera che illuminano più che il sole coperto dalla nebbia durante la giornata. Ricca, di cultura e di vita.

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Budapest

Direi un anno intenso e che mi lascia soddisfatta delle mie scelte, davvero Felice di averlo vissuto proprio così.

Non ho fatto una lista per i miei travel dreams per il 2017 per il semplice motivo che credo che le cose succedano, una alla volta, in un ordine casuale che solo poco corrisponde ai nostri piani. Quindi, aspetto con pazienza e organizzerò i miei viaggi per il mondo uno dopo l’altro, con calma. Spero solo che siano tanti e in luoghi che non ho ancora esplorato!

Grazie, dunque, alle persone della mia vita. E a voi, lettori, perché questo blog è scritto con il cuore. E ogni volta che qualcuno lo legge, mi riempio di gioia ancor di più!

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Buon 2017, che sia ricco di sogni che si realizzano, Felicità e viaggi!

 

 

Mente vagabonda

Un nuovo inizio…

Scrivo dei Paesi Baschi a rilento, ma presto arriverà il diario del nostro viaggio stupendo! Ho un video sulla capitale cubana pronto e, nel frattempo, sono stata a Bergamo, in compagnia di un buon amico.

Escher, che è in mostra al Palazzo Reale di Milano fino a metà gennaio, è stata una sorpresa bellissima. Ne parlerò presto, davvero.

Milano

Al momento sono immersa nella mia nuova vita, ancora frenetica e ricca di piani, studio e sogni da provare a realizzare. Un equilibrio nuovo, necessario ed eccitante! Forse è vero che per cambiare ci vuole coraggio, ma per il momento posso solo affermare che ho fatto la scelta migliore!

Le corse, gli scioperi e i ritardi, ma anche l’alba dal treno, la storica università che ha sede nel vecchio Policlinico e una Milano quasi vuota nelle prime ore della giornata.

Welcome, new life!

Università degli Studi di Milano

Mente vagabonda

Waiting for the next travel

Ascoltare i cd acquistati a Cuba ogni volta che mi metto alla guida è un ritorno al viaggio. Che, a ripensarci, sembra ancor più bello. I problemi incontrati si cancellano e tante cose che ho scritto nel diario sembrano addirittura surreali.

Il viaggio continua quotidianamente. Non solo mentre si è via: comincia nel momento in cui si decide di partire e continua quando si raccontano le proprie esperienze, si legge la cronaca in cui si parla del Paese in cui si è stati, si vedono foto e filmati. Continua fino al prossimo viaggio e si sovrappone al successivo. Continua nella testa e nel cuore, nei ricordi tangibili e non. Il potere del viaggio è incommensurabile.

Potere sulla felicità, sul relax che i pensieri danno; gli oggetti ricordano che è stato tutto vero anche se pare lontano anni luce. Le foto se ci sei stato non ricordano solo i colori, la luce e i sorrisi, ma anche gli odori e i sapori. Avete presente Marcel Proust e la sua “Ricerca del tempo perduto”? Tutto inizia con il sapore delle madeleines. Le descrizioni dei pensieri e delle emozioni nei diari sono importanti perché anche dopo anni ti riportano a momenti che apparentemente erano stati cancellati dalla memoria. Scrivere non è solo bello e rilassante, è necessario per ricordare. Tutto. Le foto sono un’arte che tutti possono apprezzare, ma le parole sono solo tue. Soggette all’interpretazione degli altri, sì, ma ancor più personali di uno scatto per me. Per quanto io ami fotografare, credo che anche senza parole le foto parlino, ma sempre meno rispetto ad una pagina di racconti priva di immagini.

Anche per questo, mentre aspetto di partire per il prossimo viaggio amo scrivere!

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Lago d’Orta

Listening to the CDs I’ve bought in Cuba while I’m driving takes me back to our travel. Everything seems more beautiful, forgetting about problems we had overthere. Reading my travel diary sounds weird, sometimes.

Travels continue everyday. They start before the departure and, actually, lasts forever. You can’t stop traveling because you’re back home. Your mind flies back and forward, to past travels and future ones. You talk about your travels, hear about the countries you’ve been to in the news, watch pictures and videos you’ve taken overthere. Travels last, in your mind and soul. Their power is endless!

Traveling makes me feel Happy and relaxed at home too. Things I’ve bought around the world remember me that I’ve been there, although it seems so far away in space and time. Photographs mean much more if you’re the photographer: these are not only colorful landscapes or people, but feelings, tastes, perfumes.

Do you remember Marcel Proust, “In search of lost time”? Everything starts tasting madeleines. Reading your memories takes you back, in beautiful places. Writing is relaxing. But, more important, it lets you remember everything whenever you want. Photographs are art, they can speak. But they need words to tell stories. Words, instead, don’t need pictures to do it. Every reader can imagine how the writer feels and let himself go. There’s a strong connection between the two, although words are subjected to personal interpretation.

I love taking pictures, but I love writing too. And words are more powerful, for me. That’s why I love writing while waiting for the next travel!

Mente vagabonda

Feeling lucky!

Quando penso ai  miei viaggi mi rendo davvero conto di quanto sono fortunata.
C’è chi a 22 anni ha viaggiato molto più di me, per motivi diversi, ma anche chi a 70 anni ha visto il mare della Liguria in estate e le montagne del Trentino Alto Adige in inverno.
E mi fa pensare come tanta gente che vorrebbe viaggiare non ne ha la possibilità e quanti potrebbero, invece, non hanno voglia o coraggio di partire.

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Un assaggio di deserto, di foresta pluviale, di gelo artico e di famosi siti patrimonio dell’UNESCO l’ho avuto. A piedi o in auto ho attraversato l’Equatore, il Circolo Polare Artico e il Tropico del Cancro. Quello del Capricorno solo in aereo.

Sono stata in Sud America, negli Stati Uniti e ho pure passato una notte in Canada visto che la tormenta di neve del 2010 ha paralizzato la costa nord ovest degli U.S.A. e ci ha bloccati a Toronto. Sono stata in Africa, vivo in Europa e ho toccato l’Asia mentre attraversavo la Turchia. Non è molto forse, se si pensa a quanto è grande il nostro pianeta. Ma mi fa sentire privilegiata. Soprattutto perché questo io l’ho potuto fare per piacere, per scelta. Ho scelto di raggiungete il capo più meridionale del continente africano e quello più settentrionale dell’Europa continentale.

Capo Nord, estate 2009

Nordkapp, Svezia – 2009

Ho scelto di salire a bordo di un piccolo motoscafo (anche se non proprio consciamente…) per solcare le onde dell’Oceano Pacifico tra le isole dell’Arcipelago delle Galápagos e di prendere una canoa per navigare su un tratto di uno dei tanti affluenti del Rio delle Amazzoni nella zona di El Puyo, in Ecuador. Ho preso il treno che scende lungo la Nariz del Diablo, un bus per andare dal Perù alla Bolivia e un altro che mi portasse dal Toronto a New York sotto la neve. Le Linee di Nazca le abbiamo viste dall’alto, a bordo di un bimotore, e per le balene mi sono imbarcata una mattina ad Hermanus. Ho attraversato il confine tra Europa e Asia superando il Bosforo e ho quasi pianto lacrime di gioia dall’emozione alla vista del cartello Welcome to Asia.

Delle sette meraviglie del mondo moderno ne ho viste due e pensare di aver camminato tra le rovine di Machu Picchu come gli antichi Inca o attraversato i propilei sull’Acropoli di Atene come fecero i grandi filosofi antichi mi ha emozionata in quel momento e lo fa ancora solo al pensiero.

Machu Picchu, Perù, 2011

Machu Picchu, Perù – 2011

Quando ho visto l’Eufrate e il Tigri mi stava scoppiando il cuore dalla gioia , a ripensare alla famosa culla della civiltà, dove siamo nati e grazie alle cui acque siamo ciò  che siamo. Anche se πάντα ῥεῖ, “tutto scorre”, e non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume ciò non vuol dire che il significato simbolico non venga conservato. E nella mia mente e nel mio cuore questo è la Mesopotamia: culla e casa di un po’ tutto il genere umano.

Fiume Tigri, Turchia, 2013

Fiume Tigri, Turchia – 2013

La Grecia è poesia, Roma diritto, New York modernità, Londra Harry Potter e Venezia e Parigi sono amore. La Costa Azzurra è Renoir e Tahiti Gauguin, Cuba Hemingway e il Mississipi Twain. Non vedo l’ora della Cina, dell’India, della Russia, della Cambogia.

E in tutta questa mia fortuna una parte importante la giocano e l’hanno sempre giocata mamma e papà. Non solo i soldi, che per quanto pochi o tanti che siano servono sempre per viaggiare come per far qualsiasi altra cosa. Ma soprattutto per la libertà e le radici che hanno saputo darmi. Libertà di decidere, di andare e tornare. Radici che, anche se starei sempre in giro, mi convincono a tornare a casa da chi amo ogni volta.

Casa la sento veramente casa per questo, che si trovasse in Italia, Svizzera, Francia o Spagna avrebbe poca importanza. Casa per me non sono Como o Uggiate, ma solo l’interno delle mie case, i mobili, i libri, i ricordi, l’atmosfera che abbraccia e rilassa.
E devo ringraziare per la passione smodata che mi ha trasmesso il mio papà. Probabilmente se non avessi visto quanto a lui piaceva andare in giro, andare nel deserto, in Africa, non avrei cominciato a organizzare viaggi e a tenere diari di viaggio all’età di 9 anni (iniziati e mai finiti, ma questa volta è il pensiero che conta…).

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Cape of Good Hope, South Africa – 2010

Forse la mia passione è ancora più forte e consapevole, è avventura e organizzazione, studio e amore per le altre culture da scoprire. Ma tutto, comunque, è partito da loro!

Mente vagabonda

My bucket list

La mia lista delle cose che vorrei fare prima di morire generalmente si allunga, piuttosto che accorciarsi. O, spesso, rimane costante: ne spunto una e subito me ne viene in mente un’altra da aggiungere.

Direi che questo post è destinato a subire molte modifiche nel tempo…

  1. Viaggiare e scrivere.
  2. Andare in Tibet.
  3. Laurearmi.
  4. Lanciarmi con il paracadute.
  5. Fare qualche lezione di surf.
  6. Fare snorkelling nella Grande Barriera Corallina australiana.
  7. Imparare bene il francese.
  8. Partire con Medici Senza Frontiere, Emergency o altre organizzazioni di questo tipo.
  9. Conoscere tante persone in giro per il mondo.
  10. Avere un letto rotondo.
  11. Essere meno timida.
  12. Guidare un vecchio maggiolino Volkswagen.
  13. Fare una giornata di shopping folle a New York.
  14. Frequentare, almeno per un periodo, una prestigiosa università americana.
  15. Andare a vivere all’estero.
  16. Abitare in una grande metropoli.
  17. Studiare una lingua straniera come il cinese o l’arabo.
  18. Imparare a cucinare.
  19. Assaggiare gli insetti.
  20. Tuffarmi da una scogliera.
  21. Andare a camminare in Patagonia.
  22. Imparare a fare la maglia.
  23. Vedere l’Angkor Wat in Cambogia, Petra in Giordania, le piramidi in Egitto e le piramidi Maya in Messico.
  24. Fare un viaggio da sola in India.
  25. Camminare sulla Grande Muraglia cinese.
  26. Viaggiare lungo tutta la Transiberiana.
  27. Mangiare sushi a Tokyo.
  28. Imparare a ballare la salsa a Cuba.
  29. Fare un viaggio on the road da una costa all’altra degli Stati Uniti.
  30. Scrivere un libro.
  31. Partecipare ad un matrimonio indiano.
  32. Vedere l’aurora boreale.
  33. Visitare i luoghi di Harry Potter in Inghilterra.
  34. Fare un viaggio via terra seguendo l’antica Via della Seta.
  35. Ritornare in Sudafrica e fare trekking sul Drakensberg.
  36. Rivedere la mia famiglia sudafricana e Janeth il più presto possibile.
  37. Fare yoga in un ashram indiano.
  38. Fare trekking sull’Himalaya.
  39. Risalire il Rio delle Amazzoni in barca.
  40. Vedere i gorilla in Uganda.
  41. Visitare gli archivi della National Geographic Society a Washington.
  42. Visitare i Parchi Nazionali americani.
  43. Fare volontariato all’estero.
  44. Visitare il Museo della Croce Rossa di Ginevra.

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E la vostra di lista? È molto più variata della mia, quasi tutta legata ai viaggi?

Mente vagabonda

Vai Mente! Vai!

Eccoci qua con un nuovo articolo, nonostante qualche settimana di inattività.

Purtroppo i viaggi in questo periodo sono stati assenti, dato che ci sono stati molti impegni a cui “stare dietro”, però ho un segreto per voi. Leggete!
Non intendo solo di leggere questo articolo, ma soprattutto di leggere libri, riviste, pagine internet, qualsiasi cosa vi capiti tra le mani.

Spesso si sente dire che si sta perdendo la tradizione della lettura e l’abitudine di sfogliare un buon libro, favorendo gli “intrattenimenti tecnologici”, ma non credo sia veramente così. A moltissime persone, me compreso, piace leggere libri su libri, e confido che anche voi siate tra queste. I libri sono sempre stati una fonte di svago, di piacere, di cultura, di arricchimento personale ed è più che mai vero che ogni libro racchiude la persona che lo ha scritto e le emozioni che questa persona ha provato. Vivere un libro significa conoscere il suo autore, il tempo in cui è vissuto, il mondo in cui è cresciuto, la sua parte più intima.
Soprattutto, un buon libro può permettervi di viaggiare: un viaggio che non è possibile fare fisicamente, un viaggio nel tempo oltre che nello spazio. Allora perchè non approfittarne? Ci sono molti libri diversi, tutti bellissimi. Ci sono i libri che leggi tutto di un fiato appena hai un po’ di tempo libero. Ci sono i libri che invece impieghi settimane a finire, perchè vuoi gustarteli piano piano, perchè in essi vi sono così tante cose racchiuse da richiedere molto tempo. Ci sono i libri che ti fanno vivere avventure. I libri che ti fanno dire: “Vorrei essere lì anche io”. I libri che ti permettono di viaggiare verso mondi nuovi, con l’immaginazione e la fantasia. Ci sono anche quei libri che non ti fanno sentire solo, che ti fanno compagnia e ti migliorano le giornate. Altre centinaia di diverse caratteristiche sarebbe possibile elencare, tutte in grado di rendere affascinante questo mondo di carta e di lettere, scritte da uomini per altri uomini, come una tradizione da tramandare. Anche in questo è racchiusa la bellezza della lettura: segreti di vita trasmessi da generazione in generazione, squarci di storia, istantanee di momenti unici. Come se diventasse una memoria collettiva, al pari dei grandi sistemi di archiviazione dei dati della nostra tecnologia: solo più intimo, più autentico, più vivo.

Semplicemente i libri ti donano tanto, e soprattutto ti ascoltano in silenzio. Leggendo permetti alle tue emozioni di rivivere nelle pagine che stai sfogliando, di correre libere senza sentire il peso che molte giornate possono portare con sè. Non leggete solo quello che vi piace, fatevi stupire, esplorate, meravigliatevi e permettete anche ad un buon libro di plasmare una parte di voi stessi.
Vai Mente! Vai! Viaggia tra le lettere e le pagine, esplora i desideri di qualcun altro, nutriti di emozioni, amori e delusioni, ma non fermarti mai. “Solo chi sogna può volare”. E a questa famosa frase aggiungerei anche: solo chi legge può sognare.

Ah dimenticavo la domanda più importante: quali sono i vostri libri preferiti?
Buona lettura!

Mente vagabonda

Partire = Cambiare

La grandezza di un viaggio si nasconde dietro piccoli segni che ci liberano la mente e ci fanno vivere.

Spesso abbiamo bisogno di trovare solo un momento per noi stessi, un momento che le mura di casa o i quartieri della nostra città non possono darci. Quanti spazi di solitudine cerchiamo per fare chiarezza dentro di noi, ma il risultato è esattamente l’opposto? Si crea più confusione, più caos. La colpa non è da attribuire alla propria incapacità di cambiare, ma più verosimilmente la causa è il luogo in cui ci si trova. Attenzione però: viaggiare da soli non è sempre la soluzione migliore. Per quanto mi riguarda la serenità e la forza di resettare il timer e ripartire, la ritrovo viaggiando in compagnia, perchè in questo modo riesco a stabilire veramente gli spazi di cui ho nuovamente bisogno. Credo, infatti, che solo il confronto con un buon compagno di viaggio potrebbe permettermi di fare il salto necessario per cambiare me stesso.

Spesso ognuno di noi prova a cambiare per qualcun altro, poi ci prova per se stesso, ma ormai il passaggio tra questi due stadi è così sottile da risultare indistinguibile. Alla fine di una lunga strada si cambia davvero, ma manca sempre l’ultimo passo. A questo punto ci sono persone che devono farlo da sole questo step finale, per orgoglio o per carattere, e ci sono invece quelle che vogliono farlo con qualcun altro. Io credo di appartenere al secondo gruppo, perchè mi piace intrecciare la mia vita con quella di un’altra persona e raggiungere un obiettivo insieme mi trasmette un maggior senso di completezza.
Fondamentale rimane l’ambiente esterno. Una città completamente da scoprire è sicuramente uno stimolo al cambiamento, soprattutto se fatto con le persone giuste.

Leggere guide, prendersi il proprio tempo, studiare le cartine per trovare una nuova meta: sono tutte azioni che ti riempiono la giornata, ma contemporaneamente creano spazio nella tua mente. Ti danno respiro per procedere verso una svolta. Ti danno anche la forza necessaria per cambiare, poichè ti inserisci in un meccanismo che ti trascina con un senso di positività.

Se dovete fare un cambiamento importante, da soli o con qualcun altro, non aspettate che il tempo vi sormonti, ma prendete e viaggiate. Non importa se lontano o vicino, se per tanto o poco tempo: partite.

Mente vagabonda

Travelling is my therapy

Dopo ben un anno di blog, mostre, viaggi fatti e solo organizzati, la mia voglia di partire è sempre maggiore. Nei momenti di crisi, quando ci si sente tristi, in un certo modo, o comunque incompleti, se si è amanti del viaggio si desidera lasciare tutto e andare in capo al mondo. La destinazione non è importante. Dopotutto, è il viaggio in sé ciò che conta! Raggiungere i luoghi che si amano di più, dove ci si sente a casa. In fondo “casa” non è dove si è nati. E’ dove si percepisce di essere parte del luogo in cui ci si trova, parte integrante. Ci si sente abbracciati dall’atmosfera magica della città, della campagna, del mare. Non è necessario andarci in un periodo speciale dell’anno, come può essere Natale. Basta andarci. Si respira a pieni polmoni, finalmente.

E questo è ciò che anche io vorrei avere il coraggio di fare ora: lasciare tutto per un po’, prendermi una vera e propria vacanza “dalla mia vita”. Sono convinta che per essere FELICI si debba fare tutto ciò che ci piace, ciò che amiamo. E che se amiamo qualcosa sia assolutamente possibile raggiungerlo. Chi dice che è impossibile realizzare un sogno, per quanto pazzo sia, a mio parere non ha un vero sogno. La voglia di cambiamento è ciò che spesso ci prende. Ed è quella che spinge molti a scoprire il viaggio. Anche se capire (o meglio, ammettere) che cosa si vuole cambiare e soprattutto come lo si vuole modificare non è sempre semplice. La forza d’animo e il coraggio stanno soprattutto in questo: riconoscere un problema e prendere in mano la situazione.

Non sono le conseguenze che dovrebbero spaventarci, e questo lo dico soprattutto a me stessa. Non sono le opinioni degli altri a doverci far paura. A me terrorizzano i miei pensieri, i miei sogni anche. E il viaggio è la terapia: non mi sento italiana, non mi sento comasca, mi sento a casa a casa mia, vicino al mio caminetto, seduta sul mio divano, di fianco al mio gatto o in compagnia dei miei genitori. Per il resto mi sento una cittadina del mondo, se vogliamo dirla in maniera elegante. In modo più brutale, senza una dimora fissa in cui voler ad ogni costo ritornare. A “casa”, in fondo, sono sempre tornata per le persone a cui voglio bene. Se loro venissero con me o mi raggiungessero per salutarmi, ogni tanto, non avrei bisogno di tornare da queste parti.

Vorrei girare il mondo senza pensare, vorrei vivere il mondo da vicino, raccontarlo con le parole e le immagini. Vorrei lasciarmi accarezzare del mondo nel profondo del cuore, come hanno sempre fatto tutti i luoghi che ho visitato e in cui ho vissuto in questi anni. E’ un coinvolgimento forte quello che il viaggio ci consente di raggiungere, profondo, dolce. E’ come se non ci fossero limiti quando si decide di partire, quando si prende il coraggio a quattro mani e si va. Perché di limiti non ce ne sono, in realtà, se non quelli che imponiamo a noi stessi: volendo, tutto, ogni luogo, si può raggiungere.

Dunque, come recita una massima del Dalai Lama:

“Once a year, go some place you’ve never been before.”

Ne vale sempre la pena!

Mente vagabonda

Vacanze in arrivo?

Le vacanze di Natale si avvicinano, tutti avremo un po’ di tempo libero da dedicare alle nostre passioni e alle persone a noi care, o semplicemente a noi stessi. Allora viene naturale chiedersi “Dove potrei andare a fare un viaggio?”.

La mia intenzione non è di scrivere una guida sui luoghi più belli e magici da visitare in occasione di questa festività (ce ne sono già tantissime in internet che potranno soddisfare le vostre richieste), ma piuttosto di raccontarvi i miei progetti, che a dire il vero non sono ancora ben definiti.

In verità un progetto l’avevo messo a punto e avevo preparato tutto il necessario per partire, effettuato le prenotazioni del caso, comprato guide e cartine, ma purtroppo una serie di imprevisti mi ha costretto a rivalutare la mia destinazione. Il piano iniziale era, infatti, quello di recarmi alcune settimane a Tokyo, Giappone. Considero questa città come un mio sogno personale, da raggiungere (tra le altre infinite mete) insieme a tutto il Giappone. Un luogo magico dove modernità e tradizioni si mescolano come i colori su di una tela. Una grande metropoli dove il tempo scorre veloce, ma sembra anche fermarsi per farti respirare e analizzare quello che sta succedendo intorno a te: la frenesia delle persone che percorrono le strade, le luci abbaglianti delle insegne al neon, la tranquillità dei parchi, la sacralità e l’immobilità dei templi, il caos metropolitano e l’impressione che la vita non si fermi davvero mai. Come non rimanere affascinati solamente dall’idea di tutto questo?
Ho sognato molto questo viaggio ed essere ad un passo dal partire è stato elettrizzante. La rinuncia sarà solo temporanea, il Giappone è lì che mi attende e presto o tardi riuscirò a raggiungere il mio obiettivo.

Ora però mi trovo con una voglia pazzesca di andare via, quasi come una necessità, e nessuna idea in testa sulla mia possibile meta. Sicuramente dovrò decidere di andare più vicino a casa e per un tempo più breve, ma non voglio svalutare questa idea. L’Europa è altrettanto bella ed affascinante, con un carattere decisamente opposto e con un’atmosfera diversa, ma assolutamente magica, soprattutto durante questo periodo. Le strade iniziano ad affollarsi di persone alla ricerca dei regali di Natale: chi decide di portarsi avanti e organizzare in anticipo le proprie giornate per comprare ciò che desidera e chi invece si concederà lo shopping natalizio dell’ultimo minuto. Le piazze saranno invase dai mercatini di Natale, illuminate a festa, magari imbiancate da una spruzzata di neve candida. Il chiacchiericcio delle persone nelle strade farà da sottofondo musicale al lento passeggiare nelle vie della città. Il tempo non si fermerà nemmeno qui, solo trascorrerà più lentamente, come se fosse tutto ovattato e circondato da luci colorate.

Alla fine dipende tutto da come decidete di vedere le cose. E’ sempre questa la differenza: il punto di vista. Per molti, forse, non ci sarà questa atmosfera e vedranno semplicemente delle persone che fanno avanti e indietro per una strada, cercando di fare felice qualcuno con un regalo a cui forse non hanno pensato neanche troppo; le luci sembreranno pallide e la neve soltanto una seccatura.
Ma l’importante non è il Natale, non è il semplice regalo o la neve o le luci. La bellezza risiede nella decisione di dedicare un po’ di tempo a noi stessi o a qualcuno che amiamo, anche solo il fugace attimo di un pensiero, di un regalo. Quante volte durante l’anno prendete un momento per voi stessi e per gli altri? Intendo un momento che non sia durante la pausa pranzo o il viaggio di ritorno a casa dopo una giornata impegnativa o prima di addormentarvi. Intendo un momento che scegliete di prendere solo per il piacere di farlo e non per qualche “dovere” sociale o affettivo. Donate a voi stessi e agli altri il vostro tempo, perché è sicuramente il dono più grande di tutti, e soprattutto è qualcosa che non torna più indietro.

Mi sono sicuramente un po’ dilungato e non ho ancora deciso la meta del mio viaggio. Per ora faccio volare la mia mente, immaginando di essere con chi vorrei in un luogo che farò scegliere alla mia immaginazione. Deciderò sicuramente nei prossimi giorni, dato che non posso tenere troppo a freno questa voglia matta di partire.
Se state programmando i vostri viaggi fatecelo sapere assolutamente, condividete le vostre destinazioni e magari darete uno spunto anche a noi. Vi auguro di trovare molto tempo per essere felici e ovviamente per viaggiare, nei prossimi giorni.