Roma

La cupola più bella: il Pantheon

L’Italia per me è sempre stata la casa in cui mi sentivo poco a casa. Ho sempre avuto la smania di muovermi, di spostarmi lontano, di scoprire il mondo e farlo anche velocemente, probabilmente alla ricerca del “mio” posto. Poi, esattamente da un mese a questa parte, sono stata costretta a fermarmi per colpa di un virus, uno di quei microscopici esserini che, nel corso dei miei studi, mi hanno sempre affascinata tanto per le loro capacità di adattamento e mutazione. E questo particolare Coronavirus mi ha obbligata e mi costringerà a rimanere a casa e non volare dall’altro lato del mondo ancora per un bel po’.

Avevo iniziato ad apprezzare il Paese in cui sono nata quando sono riuscita ad allontanarmi per un periodo abbastanza lungo da sentirne la mancanza, o meglio da parlarne con orgoglio e voglia di mostrarlo al mondo. Si è acceso in me il desiderio di parlare a tutti delle sue infinite bellezze spesso trascurate, della sua storia millenaria, delle radici e degli ideali su cui l’Italia si fonda, della perfezione della lingua che parliamo e della letteratura che i nostri predecessori hanno prodotto. Un sentimento che non avrei mai immaginato di poter sviluppare, un’emozione a cui ho ripensato tanto in queste settimane di lock-down.

E, dopo aver visto le immagini della Città eterna deserta come neanche durante la notte la si può vedere, ho deciso che era giunto il momento di parlare di uno dei miei luoghi del cuore, dove l’immensità della storia antica e contemporanea, della cultura e dell’arte fanno sì che l’unica reazione possibile sia il silenzio. E’ questo il luogo che, per me, meglio riassume Roma, come Città Eterna, che si reinventa e rinasce dopo qualsiasi difficoltà: il Pantheon.

Pantheon, Roma

La prima volta che sono stata a Roma avevo 14 anni, era luglio e il caldo era soffocante. Le rovine romane e le opere d’arte le ho amate subito, la città invece ci ho messo molto più tempo ad apprezzarla: per riuscire a innamorarmene, ho avuto bisogno di visitarla da sola e in compagnia, scoprirne angoli reconditi e musei poco frequentati, andare a teatro e passeggiare per i parchi, vederla nelle diverse stagioni, ma soprattutto diventare più grande. Oggi torno a Roma a ogni occasione disponibile, che sia un biglietto del treno a poco prezzo o un’amica straniera che va a visitarla proprio mentre io ho dei giorni liberi.

Tuttavia, il luogo che preferisco della città eterna rimane sempre il Pantheon. La sua cupola è la più bella che abbia mai visto e l’unica che proprio non mi dimentico. Che si voglia o meno visitare, se si è in giro con me non lo si può evitare! Quest’edificio possente ricorda più una fortezza che un tempio romano o una chiesa e, quando si entra, trasmette un senso di immensità e leggerezza, con la luce che penetra attraverso l’oculo e riempie lo spazio. I raggi del sole cadono morbidi sulle pareti e sul pavimento, soffici come la neve quando si posa sull’erba, ne accarezzano gli interni. E questo mi fa rimanere ogni volta in silenzio, con la bocca spalancata e gli occhi rivolti in alto, in ammirazione!

La cupola del Pantheon è stata modello per le successive chiese cristiane e moschee musulmane d’Europa e del Mediterraneo. Dal peso di 5.000 tonnellate, tra le cupole in calcestruzzo rimane tutt’oggi la più grande del mondo per dimensioni: 43,44 metri di diametro, una semisfera che si inserirebbe perfettamente all’interno dell’edificio se venisse rivoltata.

Cupola del Pantheon, Roma, luglio 2019

Il Pantheon venne fondato nel 27 a.C. dal genero di Augusto Marco Vipsanio Agrippa, come ricorda l’iscrizione sulla facciata. Il nome dell’edificio è la traslitterazione del termine greco  πάνϑεον e ne spiega la funzione: si tratta di un tempio dedicato a tutti (παν-) gli déi (ϑεός), passati, presenti e futuri. A seguito di alcuni incendi, fu fatto ricostruire dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d.C. Si tratta di uno dei pochi edifici di epoca classica a sopravvivere quasi integro grazie alla sua conversione nella basilica cristiana di Santa Maria ad Martyres nel VII secolo.

Oggi è la chiesa che ospita le spoglie dei primi due re d’Italia, Vittorio Emanuele II e suo figlio Umberto I accompagnato dalla consorte, la regina Margherita. Insieme a loro, ci sono le tombe di artisti illustri, tra cui Raffaello Sanzio.

Pantheon

La facciata con il colonnato, l’edificio circolare e soprattutto la grande cupola rimangono simboli indiscussi della capitale. Proprio dalla forma del Pantheon prende il nome la piazza antistante, Piazza delle Rotonda. Colorata e vivace, di norma brulica di persone a qualsiasi ora del giorno, 365 giorni l’anno, affollata dai tavolini dei caffè da cui si può osservare il via vai di turisti che passeggiano e scattano infinite fotografie.

DSC_0035

Piazza della Rotonda

«Il più bel resto dell’antichità romana è senza dubbio il Pantheon. Questo tempio ha così poco sofferto, che ci appare come dovettero vederlo alla loro epoca i Romani»

Stendhal, Promenades dans Rome, 1829

E voi, siete mai stati a Roma? Ma, soprattutto, avete visitato il Pantheon?
Vi parlo della Città eterna in altri articoli pubblicati negli anni sul blog, dove potrete trovare suggerimenti e racconti delle mie peregrinazioni per le vie della capitale. Andate a leggerli!

Informazioni pratiche:

  • Ingresso gratuito.
  • Orari:
    • Da lunedì a sabato 8.30-19.30 (ultimo ingresso alle 19.15);
    • Domenica 9.00-18.00.
  • In metro, la fermata più vicina è Barberini (linea A).
  • In autobus, la fermata più vicina è Largo di Torre Argentina.
  • Per ulteriori informazioni, il sito internet ufficiale.
Italia · Roma

Arrivederci Roma!

DAY 5

Il nostro ultimo giorno.

Passeggiamo di nuovo per Trastevere, andando verso il colle del Gianicolo. Entriamo nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, da cui siamo passate ormai innumerevoli volte a qualsiasi ora del giorno. Secondo la tradizione fu fondata da papa Callisto I nel III secolo d.C. L’edificio che vediamo però fu costruito nella prima metà del 1100 utilizzando materiale proveniente anche dalle spettacolari Terme di Caracalla, poco lontane dal Colosseo.

roma-597

Basilica di Santa Maria in Trastevere

Famosa per i suoi immensi mosaici color oro, non riusciamo a goderceli per il buio in cui siamo immerse. Risalgono al XII e XIII secolo e sono presenti anche sulla facciata esterna.

Saliamo al Colle del Gianicolo. La vista da qui è davvero bella, anche se gli alberi la limitano un po’. Il Tempietto del Bramante è un altro luogo di Roma in cui non ero mai stata. Posto in uno dei cortili del Convento di San Pietro in Montorio, è grazioso e originale, davvero un classico tempio circolare in miniatura!

roma-612

Tempietto del Bramante

Tipico esempio di architettura rinascimentale, lo si può vedere anche dall’esterno, qualora si capitasse da queste parti proprio nei giorni di chiusura (come è successo a noi…). Una parte degli edifici e il tempietto stesso oggi sono gestiti dall’Accademia di Spagna: fu proprio il re di Spagna che all’inizio del ‘500 ne commissionò la costruzione.

roma-582

Trastevere

Passiamo di fianco al monumento ai caduti e raggiungiamo l’antica porta romana, ricostruita e trasformata in una fontana. Prima di recuperare i bagagli, facciamo una capatina all’Isola Tiberina. Pranziamo con carciofi alla romana dalla zia e, indecise se andare a visitare il Parco della Musica o fare shopping, optiamo per gli acquisti lungo via Nazionale.

Prima di entrare alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, mangiamo un gelato sublime al gusto Persiano – cardamomo, rosa e granella di pistacchio – che è davvero perfetto!

roma-588

Anche questa basilica è troppo buia per godersela, ma la sua storia è interessante. Costruita sulle terme di Diocleziano, il progetto iniziale fu di Michelangelo. Oggi non lo conosciamo con esattezza, dati i diversi rimaneggiamenti che ha subito nel corso della storia. Se ne può tracciare un profilo leggendo documenti dell’epoca: pare che le terme, lontane dal centro della Roma medievale, fossero ben conservate al tempo di Michelangelo, che suggerì così di riutilizzarle.

Nel ‘600 venne aggiunta la doppia meridiana: uno gnomone segna il mezzogiorno, la data e l’inclinazione dei raggi solari in quel giorno, l’altro i moti della stella polare. La luce entra attraverso dei fori posti sul soffitto. È davvero immensa!

Torniamo a prendere i bagagli, beviamo un tè e corriamo alla stazione. È il momento degli abbracci e dei “Ci vediamo presto, ok?”.

Ciao Roma!

roma-630

 

Gelateria Verde Pistacchio
Via Nazionale, 239
Roma
www.verdepistacchiolab.it
ask@verdepistacchiolab.it