Italia · Lago di Como

Villa Carlotta e i suoi giardini

Il lago di Como è noto per le ville d’epoca che ne ornano le rive. Dalla famosa Villa Balbianello di Lenno, dove sono state girate scene di Star Wars II e Casino Royal, ai Giadini di Villa Monastero a Varenna, non c’è paesino che non abbia la sua villa. Non tutte possono essere visitate, ma tra le più note e frequentate c’è sicuramente Villa Carlotta, a Tremezzo. I suoi giardini sono immensi e andrebbero visti nel periodo primaverile per goderne appieno, ma anche l’estate è una buona stagione per passeggiare tra gli alberi e visitarne il museo.

Due sono i percorsi che è possibile seguire per visitare il giardino botanico: l’itinerario completo, che dovrebbe durare circa 90 minuti, o quello breve, da 45 minuti. A questo tempo, va aggiunto quello necessario per la visita del museo, all’interno della villa.

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L’edificio venne fatto costruire per volere del marchese Giorgio II Clerici intorno al 1690 con funzioni di rappresentanza e di svago e in origine venne denominata proprio Villa Clerici. La villa divenne nota in tutta Europa grazie al suo successivo proprietario, Gian Battista Sommariva, che la acquistò nel 1801 e la arricchì di opere d’arte provenienti dalla sua collezione personale rendendola un celebre museo. Il nome odierno deriva dalla principessa Carlotta, figlia della principessa Marianna di  Prussia, che gliela donò nel 1847, in occasione delle sue nozze. La casata tedesca si occupò principalmente del giardino, piantando azalee, camelie, rododendri e sequoie. L’Ente Morale di Villa Carlotta, che ancora oggi nel gestisce la villa e i giardini, divenne il proprietario dopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1927.

L’ingresso è magnifico, con la fontana, la scalinata che sale verso l’entrata del museo e i fiori. Gli interni raccontano la storia della villa ed espongono opere di artisti del calibro di Antonio Canova e Francesco Hayez. Di quest’ultimo, è L’ultimo bacio dato a Giulietta da Romeo il dipinto più noto e fotografato: ispirato alla tragedia shakespeariana, esposto a Brera nel 1823 e ripreso, dal punto di vista tematico, in altri tre dipinti successivi dello stesso autore. Nelle numerose sale si susseguono affreschi, arazzi, sculture e arredi di eccellente fattura, insieme agli splendidi soffitti decorati.

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Lo studio del duca e Il bacio di Hayez

Dal bosco dei rododendri al pergolato d’agrumi, passando per i diversi punti panoramici con vista lago, il percorso completo consente di trascorrere un paio d’ore di tranquillità. L’uliveto è una delle aree più rilassanti del giardino botanico insieme al giardino dei bambù: tra gli ulivi la vista sul lago è spettacolare e le canne di bambù insieme al ruscello e ai ponticelli, mi hanno ricordato una Arashiyama in miniatura, la foresta di bambù che si trova a poca distanza dal centro di Kyoto.

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Informazioni pratiche:

  • Luogo: Tremezzina, località Tremezzo.
  • Orari di apertura: dal 22 marzo al 29 settembre, dalle 9 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30; il museo chiude alle 19).
  • Biglietti:
    • Interi: 10 €;
    • Over 65: 8 €;
    • Studenti: 5 €;
    • Famiglia (due adulti + figli): 20 €.
  • Per ulteriori informazioni, il sito internet ufficiale: www.villacarlotta.it
Italia · Lago di Como

Sotto il sole d’autunno…

Dove il Lago di Como finisce, a nord, c’era una grande palude e la malaria aveva la meglio su coloro che cercavano di colonizzarla. Gli Austriaci ne iniziarono la bonifica a metà dell’Ottocento con il progetto di rettificare l’Adda, il fiume che alimenta il lago più profondo d’Italia. È il Pian di Spagna, oggi una riserva naturale.

La strada che passava a fianco della piana è stata per secoli un luogo strategico: un confine sensibile già per i Romani, collegamento tra i territori germanici, oltre le Alpi, e la penisola.

È nel Seicento che per volere dell’allora governatore di Milano, il Conte di Fuentes, fu costruito il primo forte. Dalla storia travagliata, oggi è in rovina, ricoperto da rampicanti verdi e decorato da foglie dai colori autunnali.

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Il Conte di Fuentes doveva impedire l’espansione della Repubblica delle Tre Leghe Grigie, l’attuale Canton Grigioni. I soldati ospitati erano 300 e ogni mese ne erano necessari di nuovi, almeno una trentina. Il 10% della guarnigione rimaneva inevitabilmente vittima della palude e andava incontro alla morte o era tanto debilitato da non riuscire più a combattere. Il governatore volle l’edificazione di una chiesa, baluardo di una cristianità che si opponeva anche spiritualmente ai protestanti.

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C’erano un mulino, la ghiacciaia e una grande cisterna, sulla cima della collina, che doveva essere riempita trasportando l’acqua a dorso di mulo. Avrebbero garantito la sussistenza delle truppe in caso di assedio. Data la pessima salubrità dell’area, però, il governatore non alloggiò mai nel palazzo che si era fatto costruire all’interno del forte.

Conteso nel corso di tutta la propria storia, fu conquistato dai franco-piemontesi nel 1736 e distrutto alla fine del Settecento dalle truppe napoleoniche.

La strada che si percorre oggi per raggiungerlo è stata creata per trasportare l’artiglieria pesante nel corso della Prima Guerra Mondiale.
Lo storico ingresso era la grandiosa porta ad arco di cui si vedono oggi i resti: rivolta a sud, sembra quella di un fastoso palazzo medievale. L’angolo più suggestivo del forte, in grado di richiamare alla mente i grandi poemi cavallereschi del Cinquecento.

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In questa direzione, a poca distanza, fu costruito il Forte Montecchio Nord.

Tra il 1912 e il 1914 si temeva un’avanzata da nord delle truppe austro-ungariche, ma non avvenne mai.

Oggi, in perfetto stato di conservazione, se ne visitano la polveriera, gli alloggi di soldati e ufficiali, la sala di comando. Si raggiungono i quattro cannoni di medio calibro in grado di ruotare a 360° e raggiungere una gittata massima di 13,6 km. Dall’interno se ne può osservare il perfetto sistema di comando, dall’esterno si vedono da vicino le cupole, che proteggevano armi e personale. Si tratta delle postazioni originali meglio conservate di tutto il continente!

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Oltre ai forti, tra le “6 stelle del Lario” secondo la Provincia di Lecco c’è anche l’Abbazia di Piona.

Stella non molto, a mio parere. Per quanto possa avere grande importanza dal punto di vista storico e, per alcuni, spirituale, non è riuscita colpirmi. Nell’ordinato silenzio, non mi ha suscitato emozioni forti, al contrario delle ville, i borghi, le passeggiate che ho fatto lungo il lago negli ultimi anni.

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Il complesso fu priorato per lungo tempo, nascosto da una collina e  affacciato sul lago. Di colore grigio chiaro, circondato dal verde. Con un giardino degli ulivi e una breve discesa che porta fino all’acqua, il suo chiostro è grazioso, piccolo e un po’ cupo. Si vedono resti di affreschi e scene della vita quotidiana dei monaci scolpite sui capitelli delle colonne che lo circondano.

Pare che qui esistesse già una comunità di eremiti nel VII secolo, mentre è nell’XI che vi si trasferirono monaci riformati provenienti da Cluny. In stile romanico lombardo, il silenzio mistico in cui è immerso non fu mai interrotto, neanche dagli eserciti che passavano lungo la strategica via controllata dai forti.

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I forti sono aperti da Pasqua ad inizio novembre, solo durante il weekend e nei giorni festivi. Si possono visitare acquistando un biglietto cumulativo valido per l’intera stagione.

L’abbazia, invece, è ad ingresso gratuito ed è utile cercare la storia su internet prima di visitarla, perché priva di cartelli esplicativi. Gli orari sono più ampi: è aperta tutti i giorni, dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 18.

www.piandispagna.it
http://fortedifuentes.it
www.fortemontecchionord.it
www.abbaziadipiona.it

La scelta è ampia, ci sono luoghi per tutti i gusti lungo le rive del lago. Dunque… Enjoy!

Italia · Lago di Como

Nesso

Un breve post per uno scorcio da favola.

Nesso è un piccolo comune che si incontra lungo la strada che collega Como a Bellagio. Passandovi distrattamente, non ci si immagina ciò che si può trovare quasi 400 gradini più in basso.

La gola naturale dove è inserito il borgo è chiamata Orrido e la bella cascata che si vede è formata dall’incontro di due corsi d’acqua. Il ponte che scavalca il torrente che si tuffa nel lago è bellissimo. Stretto, a schiena d’asino, vi si sale dopo aver camminato sotto un breve porticato.
Lungo i pochi metri di Nesso che si affacciano liberamente sul lago, c’è una piazzetta che degrada nell’acqua e da cui si possono scattare bellissime fotografie. Attraversato il ponte, risalendo le scale e camminando in uno stretto sentiero nel bosco, si torna nuovamente al lago costeggiando una bella casa ricoperta d’edera. La vista incorniciata dal ponte è da cartolina!

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A sovrastare Nesso ci sono le rovine di un castello del XIV secolo che non si possono visitare, ma lo scorcio sul lago è davvero il luogo perfetto. Poche sono le persone che lo raggiungono anche la domenica pomeriggio  e, nonostante sia in miniatura, è davvero un angolo prezioso e rilassante!

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Italia · Lago di Como

Varenna

“Quel ramo del Lago di Como, che volge a mezzogiorno” non è solo quello dove Alessandro Manzoni ha ambientato i suoi “Promessi Sposi”, ma anche la riva dove si trova il borgo più bello del Lario: Varenna.

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La maggior parte delle guide turistiche sostiene che Bellagio sia la vera perla del Lago, ma Varenna ha qualcosa di più. Meno turisti, vicoli stretti e pedonali, il lungolago dove in macchina o in moto non si arriva neppure volendo. Bisogna parcheggiare all’autosilo e scendere a piedi fino al lago, scegliendo una delle numerose scalinate che partono nei pressi della chiesa. Il battello attracca poco lontano e per raggiungere il centro del paesino si cammina lungo una stretta passerella sospesa sull’acqua.

Questo comunque con meno di 800 abitanti e risalente all’XI secolo regala scorci spettacolari. Le case colorate che circondano la piazzetta antistante al lago ricordano le Cinque Terre o Portofino.  Ci sono gelaterie, piccoli ristoranti e qualche negozio.

Si possono visitare Villa Cipressi e Villa Monastero, con i giardini botanici che costeggiano il lago e sono visitabili solo nei mesi che vanno da marzo a novembre. La Chiesa di San Giorgio, risalente al XIII secolo, è aperta tutti i giorni, ma più bella dall’esterno. La minuscola Chiesa di San Giovanni Battista, decorata con alcuni affreschi, è visitabile solo su richiesta.

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Ma è la piazzetta affacciata sul lago ad essere il centro del paese. Ideale per scattare belle fotografie e rilassarsi, chiacchierando o leggendo un libro, sul ciglio dell’acqua.

Io ci sono stata per la prima volta questa estate e me ne sono innamorata! Se dovete scegliere cosa vedere del Lago di Como, inserite senza dubbi Varenna nella vostra lista!

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http://www.varennaturismo.com/

 

Italia · Lago di Como

Sul set di Star Wars II: Villa Balbianello

Tra i tanti paesini che si trovano partendo da Como e risalendo il lago verso nord c’è anche Lenno. Questo borgo del ramo occidentale ha poco meno di 2000 abitanti e non è famoso solo per il suo stupendo lungolago: la sua attrattiva principale è Villa Balbianello, dove si incontrano turisti provenienti da tutto il mondo.

E quale momento migliore per parlare di Villa Balbianello, se non pochi mesi dopo l’uscita del nuovo episodio di Star Wars?
E’ qui che è stata girata una delle scene più romantiche della saga: il matrimonio tra Padmé Amidala e Anakin Skywalker.

Sono i colori di villa Balbianello a renderla un luogo magico. E sono sempre i suoi colori che riescono a rendere questa zona del lago ancor più suggestiva. Corrispondono a quelli che ho sempre immaginato per una villa elegante, da fiaba. Le basse siepi verdi, le statue bianchissime che osservano i visitatori che ne percorrono i vialetti, un elegante color crema che decora le pareti esterne degli edifici.

Entrando dal cancello superiore sembra di varcare le soglie di un castello da favola. E vedendola è facile capire perché sia stata scelta come location per diversi film, in questi ultimi anni. La loggia in cui sono ancora oggi conservate la biblioteca e la sala in cui Monzino, l’ultimo proprietario della villa, organizzava le proprie spedizioni è il primo edificio in cui ci si imbatte scendendo lungo il sentiero. Per visitare gli interni della villa è necessario assistere ad una visita guidata. Ma vale assolutamente la pena seguirla!

Guido Monzino, un grande viaggiatore e alpinista degli anni Cinquanta del secolo scorso, ha raccolto oggetti provenienti da tutto il mondo nel corso della sua vita. E ha usato gli ultimi due piani di Villa Balbianello per esporre la propria collezione. Nei piani inferiori invece ha vissuto, nei periodi in cui soggiornava sul lago, dal 1974. La guida vi porterà a visitare l’interno della loggia, il museo di Monzino e le sue stanze private. La Villa fu fatta costruire alla fine del Settecento dal Cardinale Angelo Maria Durini su un preesistente monastero francescano. La cucina, da cui la vista sul lago rimane sempre magnifica, ha sede proprio nella vecchia chiesa del monastero!

Il promontorio che ospita Villa Balbianello si insinua tra le acque del Lario, ne è completamente circondato. E per raggiungerla è necessario imbarcarsi a Lenno e navigare per una decina di minuti. Mentre nei giorni infrasettimanali questa è l’unica via per arrivarvi, nel weekend e il martedì è aperta anche una strada tra i boschi, che si può percorrere a piedi in circa 20 minuti. La passeggiata è molto piacevole, ma raggiungerla via lago è ancor più suggestivo!

Villa Balbianello, Lago di Como

Italia · Lago di Como

Il lago di Como e i suoi gioielli

Per me è casa, ma i suoi paesini dalle vie acciottolate e dai colori vivaci sanno farmi sentire in vacanza. Una buona colazione seduti su una panchina a pochi passi dall’acqua mi dà sempre energia e calma allo stesso tempo.
I turisti sono molti, soprattutto durante l’estate. E passeggiando per Bellagio o Varenna in questi periodi si sente raramente parlare italiano. In alcuni periodi dell’anno ci sono paesini come Cernobbio dove non si riesce a muoversi per il numero di persone che visita le fiere e gli eventi organizzati soprattutto nelle ville.

Si definiscono spesso “perle” i paesini del Lago di Como. La città da cui il lago prende anche il suo nome ha una storia antica, è circondata dalle mura e costruendo un autosilo sono state recentemente scoperte delle antiche terme romane. Prendendo un battello che parte proprio da qui, si possono raggiungere praticamente tutti i borghi che si affacciano sull’acqua. Andando in macchina, invece, bisogna quasi sempre camminare per raggiungere il lago e gli scorci sono rari ed impagabili.

Il lago più profondo d’Italia ha la forma di una Y rovesciata. Ci sono ville che si affacciano da ogni riva, amate da registi e attori che non solo ci hanno girato famosi film, ma vi hanno anche abitato. I grandi hotel si vedono insieme alle piazze e alle passeggiate sul lungolago quando ci si sposta con il battello.

Gli angoli più nascosti e sconosciuti sono i più belli da visitare. Piccoli e quieti. Capita di essere avvolti dal silenzio. Ci sono ponti pedonali circondati da abitazioni colorate, scale e vicoli vuoti. Ma pure stradine piene di negozi e persone, gelaterie sublimi e pasticcerie dove mangeresti tutto ciò che vedi.

Se con curiosità lo si cerca, c’è tutto quello che si può desiderare!

Essendo a pochi minuti da casa, sto imparando a conoscerlo. Basta un pomeriggio libero per sentirsi fortunati, circondati da una bellezza indescrivibile.
Ed ecco qui qualche idee per una vacanza un po’ diversa nel nord del Bel Paese!

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Nesso

Italia · Lago di Como

Pigra: il Lago dall’alto

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Se volete godervi lo spettacolo di una vista mozzafiato del lago di Como dall’alto non dovete fare altro che andare a Pigra.

Questo minuscolo paesino può essere raggiunto in tre modi diversi: in macchina, a piedi o – e secondo noi è la scelta migliore – con la funivia. Siamo partiti una domenica mattina e abbiamo raggiunto Pigra per le 11 circa, armati di panini e acqua per il pranzo. Abbiamo passeggiato per il borgo per quasi un’ora e mezza, praticamente da soli, e ci siamo rilassati tantissimo!

Ci vogliono circa 5 minuti in funivia per raggiungere Pigra da Argegno. Dopo pochi secondi dalla partenza, si vedono subito il lago e le montagne che lo circondano. Mano a mano che ci si avvicina alla cima, poi, lo spettacolo diventa sempre più bello: nelle giornate più soleggiate lo sguardo spazia da Bellagio a Como alle colline verdi che circondano il Lario. E, dopo il viaggio in funivia, noi ci siamo fermati ad assaporare ancora un po’ il paesaggio seduti su una panchina rivolta proprio verso il lago. Come prima, eravamo circondati dalle colline verdi e vedevamo da un lato le Alpi, dall’altro il lago di Como.

Seguendo i cartelli di legno con le indicazioni, abbiamo visitato il paesino. Prima di tutto ci siamo concessi una passeggiata nel bosco fino al “belvedere”, con l’idea che avremmo potuto dominare il lago a qui sopra. Ma, sfortunatamente, quella che doveva essere la nostra terrazza panoramica sul lago è più simile ad una groviglio di fili: i cavi dell’alta tensione offuscano la vista, perciò non vale la pena venire fino a qui per il paesaggio. La camminata è piacevole, ma non merita una visita secondo noi. In ogni caso, non disperate: rimane tutto il villaggio da visitare!
Qui, tra le vie acciottolate e le case in pietra, prendete tempo e godetevi l’atmosfera che aleggia sul villaggio. Cercate le storiche chiese di Santa Margherita e San Rocco. Raggiungete Piazza Fontana – la piazzetta antistante San Rocco –, Vicolo Erto e via XXV Aprile, alcune delle più pittoresche vie del paese. Non abbiate fretta! A noi è sembrato proprio di tornare indietro nel tempo, passeggiando per queste vie!
Alla fine, siamo tornati ad Argegno a piedi, seguendo la vecchia mulattiera che costeggia la collina. Ci vuole più di un’ora per tornare indietro ed è abbastanza faticosa come strada a nostro parere. Comincia vicino alla chiesa di Santa Margherita e finisce a Muronico, un paesino confinante con Argegno. La mulattiera è veramente in pendenza, ma la vista che si gode camminando è stupenda! Le nostre gambe, però, erano un po’ meno contente di noi! E ci hanno fatto male come non mai nei giorni successivi alla scarpinata!

Comunque, dopo la nostra lunga passeggiata, abbiamo avuto la forza di visitare anche Argegno. Abbiamo camminato una mezz’oretta per i suoi vicoli acciottolati e sul lungolago, abbiamo visitato la chiesa principale e ci siamo mangiati un super gelato nella piazzetta centrale.

Il nostro mini-tour del Lago ci è piaciuto un davvero tanto! Perciò, se anche a voi piace passeggiare, rilassarvi e scattare bellissime fotografie, andate a Pigra e gironzolate per il borgo senza meta per qualche ora. Ne sarete sicuramente soddisfatti!

http://www.comune.pigra.co.it/