Diari di viaggio · Slovenia

Giorno 10: sulla via del ritorno

Nel Parco Nazionale del Triglav si può andare a vedere il lago Bohinj, con le rive ancora coperte di neve. Meno turistico e poco più grande del lago di Bled, è davvero stupendo! L’acqua è di un verde brillante, i moli sono di legno scuro, e la neve lo rende ancor più pittoresco. Si possono raggiungere i borghi di Ukanc, a sud, e Studor, verso est. Questo piccolo villaggio ha un numero spropositato di fienili a rastrelliera, coperti come il resto da uno spesso manto di neve.

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Lasciata la valle del Bohinj, noi ci siamo diretti a Caporetto. Seguendo il corso del fiume Soca, l’Isonzo, si raggiunge Kobarid, dove si può visitare il Museo della Prima Guerra Mondiale e l’Ossario italiano. Volendo si può seguire un itinerario storico di circa 5 km, che noi non abbiamo fatto per il freddo e la stanchezza. Il museo, che racconta della famosa disfatta, espone equipaggiamenti e armi dei diversi eserciti. La mostra sulle retrovie è davvero bella e si tratta per lo più di un’esposizione fotografica.

Oltrepassando il Tagliamento si ritorna in Italia e così abbiamo concluso la nostra vacanza, dopo aver percorso 2688 km.

 

 

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Giorno 9: ferro battuto, api e isole

Anche Kranj ha un centro storico perfetto per una passeggiata: le chiese, la torre di difesa, le case colorate e le vie acciottolate, il castello.

Ma nei dintorni ci sono due musei interessanti da visitare: il Museo della Fucina a Kropa e quello dell’Apicoltura a Radovljica.
Il primo descrive lo sviluppo della produzione di oggetti in ferro battuto e chiodi nel borgo di Kropa. Un pezzo interessante della collezione, pur non essendo in ferro battuto, è un Jukebox a manovella dell’Ottocento. All’interno si vedono i tasti del pianoforte che si muovono, il triangolo, i tamburi e il piatto, mentre uno speciale marchingegno legge le note sull’apposito rotolo. Siamo rimasti tutti a bocca aperta!
Passando vicino alla fucina, sulla via principale, si sentono i fabbri battere il ferro e l’acqua del fiume scorrere lì accanto.

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A Radovljica, dove il museo si trova a Palazzo Thorn, sulla piazza principale, è spiegato come si è raccolto il miele nel corso della storia. Si vedono le porticine dipinte delle arnie, belle come quadri!
Poco lontano, sempre affacciato sulla piazza, si può visitare il Museo del Pan di Zenzero, il cui ingrediente principale è proprio il miele. Peccato non si potesse assaggiare! Oggi, i biscottini di ogni forma, rigorosamente rossi, si possono acquistare solo come souvenir.

Il tragitto che separa questi borghi dalla più famosa Bled è breve. Il paesino si affaccia sull’omonimo lago, in cui si trova l’unica isola dell’intera Slovenia. Dopo un giro in macchina lungo la sponda sud ed ovest, abbiamo preso le tipiche barchette a remi colorate per raggiungerla. È davvero piccolissima: per costeggiarne il perimetro sono sufficienti 10 minuti! Qui si può visitare la chiesetta.

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Oltre l’isola, a Bled si possono vedere il castello e il Museo Civico. Questo, ospitato nella torre, è interessante, ma la vista è la parte migliore del grad. Nonostante la nebbia, siamo riusciti a vedere il Monte Triglav, la cima più alta del Paese.

Una passeggiata sul lungolago che unisce il centro città con la rocca del castello è piacevole. Di hotel e ristoranti ce ne sono molti e, con un po’ di fortuna, si mangia davvero bene!

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Giorno 8: mercurio, merletti e partigiani

Quando si nomina Idrija, vi si associano sempre i termini mercurio e merletti.

La città è famosa per la sua vecchia miniera di mercurio, oggi visitabile con un tour guidato della durata di circa un’ora. L’Antonijev Rov, il Pozzo di Antonio, è la galleria aperta nel 1500 attraverso cui si può entrare nella miniera. Durante l’escursione si scende, vestiti da minatori, fino a circa 120 metri di profondità, dopo aver visto un filmato che fa da introduzione alla visita. La passeggiata tra i cunicoli è emozionante e le guide sono di solito pronte a rispondere ad ogni genere di domanda.

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“Buona fortuna!”

È invece al Museo Civico, che ha sede nel castello, dove si parla di merletti.
Dopo una sezione dedicata alla storia di Idrija, si giunge a quella in cui un breve video-documentario spiega come vengono prodotti i merletti. Qui si ha anche la possibilità di provare ad intrecciare un merletto, con fili, rocchetti e spilli.

Dalla città del mercurio noi ci siamo diretti a nord est per visitare Cerkno, sede dell’ospedale partigiano Franja. Difficile da raggiungere attraverso una stretta gola, con il sentiero che costeggia il fiume e sale a zig-zag lungo la cascata, non è mai stato conquistato dai tedeschi nel corso del conflitto ed è risultato di vitale importanza tra il 1944 e il 1945, gli anni in cui è stato attivo. Oggi se ne può vedere solo la ricostruzione, poiché gli edifici originali sono stati quasi tutti distrutti da un’alluvione nel 2007. Ma la posizione in cui si trova e le spiegazioni di com’era organizzato continuano a fare il loro effetto: stanze per i feriti, una sala operativa, le cucine, i dormitori, la lavanderia. Raccontati dalle pagine di diario di coloro che vi hanno vissuto, lasciano un segno indelebile nella memoria del visitatore.

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Il borgo di Skofja Loka, con Mestni Trg circondata da case Cinquecentesche, il municipio e le insegne in ferro battuto dei negozi, è bellissimo.

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Giorno 7: musei e zlitrofi ai funghi

Per visitare Lubiana sono sufficienti un paio di giorni.

Noi abbiamo ricominciato la visita attraversando il Ponte dei Draghi: i due draghi posti alle estremità, in ferro battuto, sono il simbolo della capitale. Secondo la leggenda, agiterebbero la coda ogni volta che il ponte viene attraversato da una fanciulla vergine.
Poco lontano da qui si trova la piazza del mercato centrale, dove si può entrare a curiosare tra le bancarelle del mercato coperto prima di prendere la funicolare per salire al castello. La passeggiata fino alla cima della collina su cui sorge deve essere molto piacevole. Dall’alto la vista sulla città è molto bella, ma per quanto riguarda la fortezza in sé si visitano solo la piazza d’armi e le torri, del tutto nuove ormai. Queste ospitano ristoranti e negozi di souvenir per cui basterebbe limitarsi ad osservare il forte dal basso. Da questo punto di vista è molto più suggestivo!

Tra i musei della città ci sono il Museo Nazionale Sloveno e la Galleria Nazionale.
Il primo espone reperti archeologici e il pezzo più interessante della collezione, insieme ad una statua bronzea romana, è lo scheletro di una donna slava vecchio di secoli.
La Galleria Nazionale, invece, espone dipinti: la sua sala migliore è quella impressionista.

Poco lontano si trova Kongresni Trg, su cui si affacciano l’Università di Ljubljana e la Filarmonica, insieme alla Chiesa Orsolina della Santa Trinità, costruita nel 1726 in stile barocco. Qui si trova anche qualche negozio di souvenir in cui fare acquisti.

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Kongresni Trg

Questa piazza è davvero bella, al contrario di Trg Republike, dove si affaccia il Parlamento sloveno. Costruito tra il 1954 e il 1959, ha un gigantesco portone adorno di sculture bronzee a dir poco inquietanti.
La biblioteca universitaria e il cimitero di Zale, entrambi opera dell’architetto sloveno Plecnik, sono dei veri capolavori. La prima è tutta rivestita di marmo nero all’interno, fino all’entrata della sala di lettura; il secondo, invece, è monumentale e completamente bianco.

Lasciata la capitale, ci siamo diretti verso Idrija, la città degli zlitrofi, i tipici ravioli.
E gli zlitrofi ai funghi per cena erano davvero sublimi!

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Giorno 6: la capitale

Tornando verso ovest, si incontra la cittadina di Celje. Cercando qualcosa per la nostra colazione di pasquetta, abbiamo passeggiato per il centro storico, ancora una volta molto pittoresco. Il castello, i palazzi, le vie pedonali lastricate, il fiume. La statua di un uomo in bici armato di macchina fotografica e occhiali alla Harry Potter in Celjskih Knezov è davvero carina!

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Proseguendo in direzione di Lubiana, si può visitare la necropoli romana di Sempeter. Vederla sotto la neve crea un effetto particolare. Passeggiando tra tombe e mausolei racchiusi nel piccolo giardinetto noi abbiamo trascorso quasi 45 minuti!

Si può fare un’altra piacevole sosta a Kamnik prima di raggiungere la capitale. Le case medievali e neoclassiche di Sutna, la strada principale del paese, sono graziose. Il castello ha una cappella romanica a due piani proprio nel centro del cortile.

Da qui, in poco più di mezz’ora, si arriva a Ljubljana.
Attraversata dal fiume Ljubljanica, è piccola e visitabile facilmente a piedi. Seguendo il lungofiume si vedono il Ponte dei Calzolai, Stari Trg e Mestni Trg.
Il primo, che segnava l’entrata in città, era il luogo in cui si pagavano i dazi e dove abitavano i calzolai in passato. Risiedendo all’esterno dei confini cittadini evitavano di pagare le tasse per entrare in città e approfittavano del gran numero di persone che passavano da quelle parti per fare i proprio affari. A ricordarli ci sono tante paia di scarpe appese sui fili della luce qui vicino.

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A Stari Trg ci sono casette colorate e negozi ottocenteschi con le facciate in legno: è come fare un tuffo nel passato. Nel cortile del municipio a Mestni Trg abbiamo visto una bellissima mostra fotografica sul nostro mondo d’oggi: immagini della primavera araba, della regina Elisabetta e Kofi Annan, di Gaza, della Siria, di persone malnutrite in varie parti del mondo, della Grecia, tutte scattate nel 2012. Con la cattedrale e Presernov Trg siamo tornati alla nostra vacanza e alle bancarelle tipiche dei mercati cittadini sloveni. Qui si può attraversare il fiume scegliendo tra ben tre ponti che collegano le due sponde nel giro di pochi metri!

Dopo il tramonto, con le luci natalizie e i lampioni, la città si fa ancora più romantica e silenziosa, perfetta per una passeggiata dopo cena!

L’hotel in cui abbiamo soggiornato a Lubiana è da consigliare caldamente: una stazione di posta di fine Ottocento, ristrutturata e riconvertita in albergo e ristorante a poca distanza dal centro. Se andrete a Lubiana, prendetelo in considerazione!

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Giorno 5: pioggia nel nord-est

Nella regione più nord orientale della Slovenia, abbiamo trascorso una giornata di Pasqua all’insegna della pioggia e della neve. Dato che tutti i musei erano chiusi per le feste, abbiamo visitato due cittadine che possono essere considerate veri e propri musei a cielo aperto: Ptuj e Maribor.

Della prima abbiamo visitato il centro storico: Mestni Trg, con il bel municipio bianco; Minoritski Trg, con le facciate del monastero e della grande chiesa; Slovenski trg, con la torre civica, il teatro che pare un candido tempio greco, il monumento ad Orfeo che era coperto per lavori di restauro e l’ufficio turistico. La chiesa di San Giorgio, Presernova Ulica con le case più antiche della città, il monastero domenicano con la sua chiesa dalla facciata rosa. Tutto questo rende Ptuj davvero bella e visitarne il centro storico, così raccolto e ricco di edifici interessanti, vale la deviazione verso l’est della Slovenia.

Nonostante le condizioni climatiche fossero poco favorevoli, abbiamo proseguito il viaggio verso il villaggio di Izakovci, sulle rive del fiume Mura. Normalmente, qui si può vedere l’ultimo vero mulino galleggiante del Paese.
Sul fiume Mura, in passato, i mulini galleggianti erano molti. Potevano essere spostati via acqua nelle zone in cui la corrente faceva girare le ruote dei mulini nel modo migliore e consentivano così una lavorazione più efficace.
Sfortunatamente la loro peculiarità è stato anche il motivo per cui noi non siamo riusciti a vederli da vicino e visitarli: il fiume aveva allagato il sentiero e scorreva impetuoso, impedendoci di superare quei 30 metri che ci dividevano dal mulino. Siamo riusciti a scorgere la ruota in lontananza, che girava frenetica.
Poco più a nord, nel villaggio di Verzej, esiste un’altra versione dei tradizionali mulini ad acqua del Mura. In questo caso siamo riusciti ad avvicinarci abbastanza da intuirne il funzionamento: al contrario di quello di Izakovci, sulla sorta di zattera utilizzata per spostare il mulino si trovano solo le ruote, non anche la macina. Quindi, per utilizzarlo bisognava collegarlo ad una struttura provvista di macina.

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Attraversando la campagna in direzione di Maribor si incontrano cerbiatti e gru. La città, il principale centro delle regione nord orientali della Slovenia, è attraversata dal fiume Drava.

Se Ljubljana è detta la “piccola Praga”, Maribor può essere definita come una sorta di piccola Ljubljana. Nonostante la pioggia, la camminata per le vie e le piazze del centro è piacevole. Il municipio e il castello dalla facciata bianca e le case colorate che li circondano ricordano davvero le due capitali!

 

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Giorno 4: itinerari lungo i fiumi

Se volete visitare l’abbazia di Sticna, ricordatevi di arrivare in anticipo rispetto all’orario di inizio della visita guidata o non troverete nessuno ad attendervi. È possibile visitare da soli la chiesetta, che si trova alle spalle del monastero, raggiungendola dopo aver varcato una porta ad arco dal soffitto affrescato.

Per raggiungere la cittadina di Novo Mesto si può seguire un itinerario che costeggia il fiume Krka. In ogni cittadina si vedono bancarelle in legno, simili a piccoli chalet senza pareti dove i commercianti possono esporre la propria merce da vendere. Lungo la strada ci siamo imbattuti in un paesino con un interessante mercato di prodotti locali, dal formaggio ai funghi secchi ai dolci tipici sloveni, come la Potica, un tipo di torta alle nocciole, miele e panna.
Costeggiando il Krka, tra campagna e minuscoli villaggi, si possono visitare chiesette e fortezze, come quella di Muljava o il castello di Zuzemberk. La prima, che dovrebbe custodire begli affreschi, era chiusa. E anche suonando al custode, come suggeriva la nostra guida, non siamo riusciti a visitarla. Ma il paesaggio si è rivelato bellissimo: le colline verdi, il fiume, i fienili e i piccoli agglomerati di case costituiscono vere immagini da cartolina.

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A Novo Mesto si possono visitare la chiesa e il museo archeologico, oltre a vedere piazza principale. Il museo è molto interessante e anche abbastanza grande: le sale dedicate alla Grande Guerra approfondiscono la storia del primo Novecento non solo attraverso le spiegazioni, ma esponendo oggetti di vita quotidiana come borracce e macchine fotografiche.

Non molto lontano da qui, si trova la più piccola cittadina della Slovenia, costruita su un’isoletta nel mezzo del fiume Krki. Kostanjevika na Krki ha solo due strade, una per ogni senso di marcia, che ne collegano le estremità. Una chiesa, alcune vecchie pompe per l’acqua e molte casette la rendono suggestiva e tranquilla.
Sulla terraferma si trova il monastero, con la sua chiesetta antica e due piani di galleria d’arte in cui sono esposti dipinti di pittori sloveni del Novecento, alcuni davvero belli. Lungo il Krki si può vedere il principesco castello di Otočec, che oggi è diventato un albergo di lusso, ma non ha perso il suo fascino.

Facendo su e giù per monti e colline, seguendo il confine con la Croazia, noi siamo arrivati fino a Ptuj, nel nord est del Paese.

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Giorno 3: primi passi verso l’entroterra

Dopo una leggera colazione in pasticceria, abbiamo lasciato Koper per dirigerci verso l’entroterra.

Hrastovlje, tra la nebbia, è un piccolo paesino che ricorda Hogwarts e i film di Harry Potter!
Al centro si trova la chiesetta romanica circondata dalle mura difensive. Nei periodi di minor afflusso turistico, chiamate il numero di telefono appeso fuori dal cancello per visitarla. Attendere un paio di minuti vale assolutamente la pena: ci si trova di fronte ad un vero capolavoro. L’interno della cappella è interamente decorato da affreschi del XV secolo attraverso cui è illustrata la Bibbia. Uno dei più famosi è quello che rappresenta la Danza macabra, in cui scheletri che simboleggiano la morte accompagnano diversi tipi umani, dal papa al medico al povero contadino, verso le proprie tombe.

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Dopo questo spettacolo creato dall’uomo, ci siamo spostati verso uno spettacolo della natura: le grotte di Skocjan, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO del 1986.
Tra le colline piovose e nebbiose queste grotte lunghissime sono veramente spettacolari. Le loro “stanze” hanno altissimi soffitti, sono ampie e ricche di stalattiti e stalagmiti, immense in alcuni casi. Quando si arriva al fiume sotterraneo lo spettacolo è impagabile: una grande gola nella grotta, scavata dal fiume Reka. Lo si attraversa su un ponte sospeso alto circa 45 metri!
La passeggiata attraverso le grotte è abbastanza lunga e fresca, dura circa due ore e mezza e nella stagione invernale bisogna essere accompagnati da una guida, che di solito parla sloveno, italiano, inglese e tedesco.

Non molto lontano si trova il castello di Predjama, nei pressi di Postojna. La posizione di questo grad è così particolare che siamo andati a vederlo nonostante sapessimo che era già chiuso! È attaccato alla parete rocciosa, come sospeso sul fiume, e circondato dal verde e della nebbia.

Sulla strada per Ljubljana e poi per Sticna, poco più a sud della capitale, si incontra Cerknica. Nei periodi di pioggia vi si forma un grande lago, davvero pittoresco, mentre nei mesi di secca il lago scompare nel nulla. La zona è definita polje, ossia ha un tipo di terreno tale per cui l’acqua è assorbita fino a che, quando ormai risulta saturo, si forma il lago. Data la pioggia degli ultimi tempi, il Cerknisko Jezero (Lago di Cerknica) era decisamente ampio e l’abbiamo attraversato su una stretta stradina sterrata che affiora letteralmente dalle acque e lo taglia a metà.

Seguendo poi l’autostrada che si dirige verso la capitale, si attraversa un tratto di campagna molto pittoresco, tra kozolec, i tipici fienili a rastrelliera, e cappelle.

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Giorno 2: la costa slovena in quattro tappe

Finalmente inizia davvero la nostra vacanza!
Il programma della giornata è quello di esplorare il tratto di costa adriatica slovena, l’unico sbocco al mare del Paese lungo solo 46,6 km. Qui si susseguono quattro località principali, che corrisponderanno alle nostre tappe: Koper (Capodistria), Izola (Isola), Piran (Pirano) e Secovlje (Sicciole). Per vedere tutto e tornare poi alla base abbiamo percorso 81 km.

Koper: una piacevole sorpresa. Affacciata sul mare, con la passeggiata vicino al porto fiancheggiata da bar, ristoranti, palmette e un mercato all’aperto di frutta e verdura, è stata l’unica a regalarci un po’ di sole nel corso di questa vacanza. Fresca con il suo venticello, pulita.
In Carpaciov Trg la Taverna, ossia il vecchio mercato del sale, rende la piazza pittoresca, mentre palazzo Totto, poco più avanti se si cammina in direzione della piazza principale, è rovinato dalla facciata scrostata e dalle scritte sui muri.
Titov Trg, la piazza centrale, è stupenda: la loggia e il municipio fanno pensare subito a Venezia, mentre il campanile della cattedrale, con i suoi 204 scalini, ci ha ricordato la nostra faticosa salita alla torre campanaria di Notre-Dame a Parigi. Dalla cima si domina per qualche minuto l’intera città e si scorge in lontananza anche l’Italia.
Abbiamo visitato un’antica farmacia, le sale dei matrimoni e del consiglio al Palazzo Comunale e l’interno della cattedrale.
Chiedendo all’ufficio turistico si possono visitare gli interni della chiesa e del palazzo accompagnati da guide molto disponibili. Inoltre, passando dal Tourist Office, approfittatene per fare incetta di opuscoli e cartine di tutto il Paese. Vi saranno molto utili nel corso del viaggio!

Seconda tappa: Izola. Dato che in questo borgo non c’è molto da vedere, ci siamo limitati a passeggiare sul lungomare e attraverso il centro, alla ricerca degli edifici storici più significativi. I più interessanti sono Palazzo Besenghi degli Ughi e la chiesa di San Mauro, la cui facciata è stata dipinta a righe orizzontali, di due tonalità di color salmone.
L’atmosfera del posto è davvero rilassante, ma se dovete scegliere, gli altri borghi costieri sono senza alcun dubbio più belli.

Lungo la strada che collega Izola a Piran si vedono le saline abbandonate di Strunjan e le mura che un tempo proteggevano Pirano dagli attacchi esterni.
L’automobile deve essere parcheggiata all’esterno del centro storico, che si raggiunge con una breve passeggiata sul lungomare. In pochi minuti si raggiunge Tartinijev Trg, l’ampia piazza principale.

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Piran

Passeggiando per gli stretti vicoli acciottolati, che ricordano quelli di Bellagio, sul Lago di Como, siamo arrivati alla cattedrale di San Giorgio, in stile barocco rinascimentale. Fu fondata nel 1344 e ricostruita nel suo stile attuale nel 1637, mentre al suo fianco si trovano il campanile del 1609 e il battistero ottagonale del 1650. Da qui si domina la città: si vedono le mura e il porto, l’intera penisola con il suo lungomare.
Sulla punta della penisola, poi, si trova la chiesa di San Clemente, con un campanile più simile ad una torretta di avvistamento circolare e, a nostro parere, più bella se vista da lontano.
Trg 1 Maya, che fu il centro della città nel corso del Medioevo, non è molto bella, ma la deviazione che è necessario fare per raggiungerla, attraverso le minuscole viette del centro storico, è davvero piacevole.

Attraversata Portoroz, che potrebbe essere definita la “Rimini slovena” per i suoi innumerevoli bar, ristoranti, hotel e discoteche, si arriva nel luogo più bello della costa: le saline di Secovlje. A ridosso del confine con la Croazia, sono davvero suggestive. La strada che le attraversa, da percorrere a piedi, è circondata un paesaggio stupendo. Dirigendosi verso il centro multimediale, si incontra un negozietto che vende i prodotti della salina, dal semplice sale al cioccolato fatto con esso. Al museo sono esposti i diversi tipi di sale che vengono prodotti qui ed è spiegato esattamente il processo di lavorazione che si compie per ottenerli.

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Saline di Sicciole

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Sulle strade della Slovenia, giorno 1

Dopo settimane di letture frenetiche per capire cosa veramente valesse la pena di essere visto in questo minuscolo (si fa per dire) Paese che confina anche con l’Italia, siamo riusciti a partire.

Tra infinita pioggia e neve, abbiamo visitato luoghi splendidi e fiabeschi, che facevano pensare più a un set cinematografico in cui girare qualche tragedia di Shakespeare piuttosto che all’ambientazione adatta ad una vacanza di aprile. Siamo partiti con l’obiettivo di rimanere ancora una volta piacevolmente sorpresi dal nostro amato modo di viaggiare: automobile, qualche spuntino per il viaggio e cartina e guida alla mano.

Slovenia

DAY 1

Siamo partiti da casa nel primo pomeriggio, quindi abbiamo varcato il confine con la Slovenia verso sera, dopo essere passati attraverso Trieste.

A Koper, Capodistria in italiano, siamo andati subito alla ricerca del nostro albergo (l’unico prenotato della vacanza, sapendo che saremmo arrivati a destinazione con il buio) e poi a cena. Su consiglio della proprietaria, abbiamo mangiato in un ristorantino poco lontano.
La polenta, detta anche žganci in sloveno, è uno dei piatti tipici del Paese e, bisogna ammetterlo, vale davvero la pena assaggiarla! Le fette di polenta sono condite in diversi modi, dai funghi ai frutti di mare, e verrebbe voglia di assaggiarle tutte!