Diari di viaggio · Sudafrica

Turisti a Cape Town, part 1: musei e storia

Cape Town è una città tutta da scoprire. Difficile descriverla, difficile scegliere cosa sia meglio visitare. Anzi, difficile raccogliere in un post tutto ciò che può offrire. Perciò, vedrò di trovare le parole giuste poco alla volta e scriverne più di uno.

Parlare di una città di cui si è innamorati, di un’esperienza che si reputa la più bella della propria vita è ancor più difficile. Perché Cape Town per me è un po’ come Venezia: niente aggettivi, già il suo nome è poesia. Cape Town è Cape Town. Non ci si può perdere liberamente come tra le calle e i campi o tra i vicoli delle medine marocchine. È più ampia.
Ma ci sono infinite cose da fare, vedere, assaggiare, visitare.
Storia, cultura e natura si fondono a formare questa metropoli.

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Town Hall, Grand Parade

Iniziamo con il parlare di storia. Di musei che la raccontano ce ne sono molti, da quelli che parlano della storia degli abitanti della Mother City sudafricana a quelli che si occupano della sua evoluzione geologica e naturale.
La National Gallery espone opere d’arte moderna e racconta i sentimenti degli artisti, la rabbia, l’amarezza e l’ingiustizia subita da una grande parte della popolazione nel corso dell’Apartheid. Ma anche la gioia di vivere. Sì, perché Cape Town è una città da Vivere, ancor più di altre. Passeggiando si passa da un mercato colorato all’altro, ai Company’s Gardens si viene accerchiati dagli scoiattoli e sulle Table Mountains ci si gode la vista dell’oceano insieme ai piccoli Iraci del Capo.
Il District Six Museum è più di un semplice museo: la storia dell’Apartheid viene raccontata con gli oggetti, i cartelli, le leggi che hanno afflitto i neri sudafricani per oltre 40 anni. Il Sesto Distretto di Cape Town è stato un quartiere cosmopolita e all’avanguardia fino alla metà degli anni Sessanta, quando si è disposto che ci potessero vivere solo i bianchi. La maggior parte della sua popolazione fu deportata nelle zone deserte circostanti e le loro abitazioni rase al suolo.

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District Six Museum

La città è sede del Parlamento Sudafricano. Il Municipio è un bellissimo palazzo in Grand Parade Square e il Castello di Buona Speranza, il primo edificio costruito dai coloni alla fondazione della città, si trova poco lontano. All’Iziko Slave Lodge Museum è poi illustrata la tratta degli schiavi a partire dal Sudafrica.

Dopo un tuffo nella buia storia sudafricana, più consapevoli di dove ci si trova, se si vuole riacquistare velocemente un po’ di buonumore, basta andare a Bo-Kaap. Il quartiere malese di Cape Town è un tripudio di colori, profumi e suoni. Qui si sentono i Muezzin richiamare i fedeli alla preghiera cinque volte al giorno e i bimbi che giocano per le vie nelle giornate serene.

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Bo-Kaap

Nonostante possa non sembrare Africa ad un primo sguardo, Cape Town è una città complicata, ricca di contrasti. Come tutto questo affascinante continente. A poca distanza si trovano quartieri di lusso e townships. Religioni apparentemente diverse si mischiano nel raggio di pochi isolati: da Bo-Kaap alla Cattedrale Anglicana più importante del Paese si cammina per una decina di minuti.
I bianchi vanno in giro in auto in parte spaventati dal camminare per le strade, i neri passeggiano più liberamente, quasi i ruoli si siano invertiti. Le leggi oggi tutelano la maggior parte della popolazione, sia bianca che nera, anche se il fantasma dell’Apartheid continua ad aleggiare nell’aria.
Sono probabilmente i cosiddetti coloured a non aver ancora trovato il proprio posto fuori da Bo-Kaap. Come fossero nel limbo, come non avessero una definizione precisa per il colore della loro pelle che si trova nel mezzo, non venivano “classificati” precisamente durante l’Apartheid e non lo sono ancora oggi. O almeno questa è la sensazione di alcuni.

Ma Cape Town, in ogni caso, con chiunque si parli, è una città VIVA, in continuo cambiamento. E non ci sono solo i musei da visitare. Bisogna fare shopping, passare le notti a divertirsi, andare in spiaggia e camminare sui monti circostanti. Anche se la si visita per poco tempo, bisogna Vivere tutte le sue sfaccettature.
E non sarà facile non innamorarsene!

 

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