Italia · Liguria

San Fruttuoso

La riviera ligure è un luogo affascinante. Le Cinque Terre, Portofino, Camogli. E tesori nascosti come San Fruttuoso. Più difficili da raggiungere, ma stupendi!

All’abbazia di San Fruttuoso si arriva solo a piedi o in battello. Camminando da Portofino e Camogli si attraversa il Parco di Portofino e si scende verso il mare.

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Secondo la tradizione più accreditata, l’edificio fu costruito nell’VIII secolo per conservare le reliquie di San Fruttuoso, che si dice protegga i naviganti. Ricostruito e ampliato, è merito di un’alluvione del 1915 se adesso ha anche una spiaggetta che la separa dal mare.

Durante l’estate ci sono folle di turisti che la visitano e, date le ridotte dimensioni della spiaggia, ne bastano pochi per riempirla.
Il mare però è uno specchio azzurro e, per unire sport, relax e cultura, è il posto migliore da visitare!

Arrivando al borgo, si passa vicino alla Torre dei Doria e dietro l’abbazia. Beni del FAI, si possono visitare entrambe. All’interno dell’abbazia si vedono i chiostri e le tombe dei Doria, mentre il museo espone ceramiche e documenti riguardanti la storia dell’edificio. Nella torre, invece, sono proiettati dei filmati.

La spiaggia, i quattro ristoranti e il molo di attracco per i battelli sono tutto ciò che c’è.
Se volete pranzare al ristorante è meglio prenotare in mattinata o appena arrivate sulla spiaggia. Essendo minuscoli, si riempiono subito!

Parlando di informazioni pratiche, i principali sentieri che si possono seguire per raggiungere San Fruttuoso partendo da Camogli sono due: uno passa da San Rocco e Pietre Strette, l’altro dalle Batterie.

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Parco di Portofino

Il primo è tutto nel bosco. Ci vogliono circa 3 ore per giungere alla meta. Da Camogli, si sale fino a San Rocco, lungo una scalinata circondata da muri a secco e alberi. Una volta raggiunte Pietre Strette, si comincia la ripida discesa verso San Fruttuoso.
Il secondo non l’ho mai fatto, ma conto di sperimentarlo presto. Ci è stato detto che non è complicato, ma seguendo la costa ed essendo sempre esposto al sole è meglio farlo presto al mattino o in giornate non particolarmente calde.
Sono necessari scarpe da trekking e acqua, magari uno snack da mangiare a metà della passeggiata. A San Rocco volendo c’è una fontanella in cui riempire le borracce, ma da lì in poi bisogna aspettare San Fruttuoso se non si ha nulla con sé.

Inoltre, da San Fruttuoso si può raggiungere a piedi o in battello anche Portofino, ma qui il parcheggio è molto più costoso ed è quindi più conveniente lasciare la macchina a Camogli o, in alternativa, a Portofino Vetta, dove la sosta è gratuita per i visitatori del Parco.

Per una bella escursione che non richiede più di una giornata, San Fruttuoso è davvero un’ottima idea!

Piccola, talvolta affollata, ma sempre davvero stupenda! Non ne rimarrete delusi!

www.sanfruttuoso.eu
www.fondoambiente.it
www.portofinotrek.com/trek

Italia · Lago di Como

Varenna

“Quel ramo del Lago di Como, che volge a mezzogiorno” non è solo quello dove Alessandro Manzoni ha ambientato i suoi “Promessi Sposi”, ma anche la riva dove si trova il borgo più bello del Lario: Varenna.

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La maggior parte delle guide turistiche sostiene che Bellagio sia la vera perla del Lago, ma Varenna ha qualcosa di più. Meno turisti, vicoli stretti e pedonali, il lungolago dove in macchina o in moto non si arriva neppure volendo. Bisogna parcheggiare all’autosilo e scendere a piedi fino al lago, scegliendo una delle numerose scalinate che partono nei pressi della chiesa. Il battello attracca poco lontano e per raggiungere il centro del paesino si cammina lungo una stretta passerella sospesa sull’acqua.

Questo comunque con meno di 800 abitanti e risalente all’XI secolo regala scorci spettacolari. Le case colorate che circondano la piazzetta antistante al lago ricordano le Cinque Terre o Portofino.  Ci sono gelaterie, piccoli ristoranti e qualche negozio.

Si possono visitare Villa Cipressi e Villa Monastero, con i giardini botanici che costeggiano il lago e sono visitabili solo nei mesi che vanno da marzo a novembre. La Chiesa di San Giorgio, risalente al XIII secolo, è aperta tutti i giorni, ma più bella dall’esterno. La minuscola Chiesa di San Giovanni Battista, decorata con alcuni affreschi, è visitabile solo su richiesta.

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Ma è la piazzetta affacciata sul lago ad essere il centro del paese. Ideale per scattare belle fotografie e rilassarsi, chiacchierando o leggendo un libro, sul ciglio dell’acqua.

Io ci sono stata per la prima volta questa estate e me ne sono innamorata! Se dovete scegliere cosa vedere del Lago di Como, inserite senza dubbi Varenna nella vostra lista!

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http://www.varennaturismo.com/

 

Italia · Lago di Como

Sul set di Star Wars II: Villa Balbianello

Tra i tanti paesini che si trovano partendo da Como e risalendo il lago verso nord c’è anche Lenno. Questo borgo del ramo occidentale ha poco meno di 2000 abitanti e non è famoso solo per il suo stupendo lungolago: la sua attrattiva principale è Villa Balbianello, dove si incontrano turisti provenienti da tutto il mondo.

E quale momento migliore per parlare di Villa Balbianello, se non pochi mesi dopo l’uscita del nuovo episodio di Star Wars?
E’ qui che è stata girata una delle scene più romantiche della saga: il matrimonio tra Padmé Amidala e Anakin Skywalker.

Sono i colori di villa Balbianello a renderla un luogo magico. E sono sempre i suoi colori che riescono a rendere questa zona del lago ancor più suggestiva. Corrispondono a quelli che ho sempre immaginato per una villa elegante, da fiaba. Le basse siepi verdi, le statue bianchissime che osservano i visitatori che ne percorrono i vialetti, un elegante color crema che decora le pareti esterne degli edifici.

Entrando dal cancello superiore sembra di varcare le soglie di un castello da favola. E vedendola è facile capire perché sia stata scelta come location per diversi film, in questi ultimi anni. La loggia in cui sono ancora oggi conservate la biblioteca e la sala in cui Monzino, l’ultimo proprietario della villa, organizzava le proprie spedizioni è il primo edificio in cui ci si imbatte scendendo lungo il sentiero. Per visitare gli interni della villa è necessario assistere ad una visita guidata. Ma vale assolutamente la pena seguirla!

Guido Monzino, un grande viaggiatore e alpinista degli anni Cinquanta del secolo scorso, ha raccolto oggetti provenienti da tutto il mondo nel corso della sua vita. E ha usato gli ultimi due piani di Villa Balbianello per esporre la propria collezione. Nei piani inferiori invece ha vissuto, nei periodi in cui soggiornava sul lago, dal 1974. La guida vi porterà a visitare l’interno della loggia, il museo di Monzino e le sue stanze private. La Villa fu fatta costruire alla fine del Settecento dal Cardinale Angelo Maria Durini su un preesistente monastero francescano. La cucina, da cui la vista sul lago rimane sempre magnifica, ha sede proprio nella vecchia chiesa del monastero!

Il promontorio che ospita Villa Balbianello si insinua tra le acque del Lario, ne è completamente circondato. E per raggiungerla è necessario imbarcarsi a Lenno e navigare per una decina di minuti. Mentre nei giorni infrasettimanali questa è l’unica via per arrivarvi, nel weekend e il martedì è aperta anche una strada tra i boschi, che si può percorrere a piedi in circa 20 minuti. La passeggiata è molto piacevole, ma raggiungerla via lago è ancor più suggestivo!

Villa Balbianello, Lago di Como

Italia · Lago di Como

Il lago di Como e i suoi gioielli

Per me è casa, ma i suoi paesini dalle vie acciottolate e dai colori vivaci sanno farmi sentire in vacanza. Una buona colazione seduti su una panchina a pochi passi dall’acqua mi dà sempre energia e calma allo stesso tempo.
I turisti sono molti, soprattutto durante l’estate. E passeggiando per Bellagio o Varenna in questi periodi si sente raramente parlare italiano. In alcuni periodi dell’anno ci sono paesini come Cernobbio dove non si riesce a muoversi per il numero di persone che visita le fiere e gli eventi organizzati soprattutto nelle ville.

Si definiscono spesso “perle” i paesini del Lago di Como. La città da cui il lago prende anche il suo nome ha una storia antica, è circondata dalle mura e costruendo un autosilo sono state recentemente scoperte delle antiche terme romane. Prendendo un battello che parte proprio da qui, si possono raggiungere praticamente tutti i borghi che si affacciano sull’acqua. Andando in macchina, invece, bisogna quasi sempre camminare per raggiungere il lago e gli scorci sono rari ed impagabili.

Il lago più profondo d’Italia ha la forma di una Y rovesciata. Ci sono ville che si affacciano da ogni riva, amate da registi e attori che non solo ci hanno girato famosi film, ma vi hanno anche abitato. I grandi hotel si vedono insieme alle piazze e alle passeggiate sul lungolago quando ci si sposta con il battello.

Gli angoli più nascosti e sconosciuti sono i più belli da visitare. Piccoli e quieti. Capita di essere avvolti dal silenzio. Ci sono ponti pedonali circondati da abitazioni colorate, scale e vicoli vuoti. Ma pure stradine piene di negozi e persone, gelaterie sublimi e pasticcerie dove mangeresti tutto ciò che vedi.

Se con curiosità lo si cerca, c’è tutto quello che si può desiderare!

Essendo a pochi minuti da casa, sto imparando a conoscerlo. Basta un pomeriggio libero per sentirsi fortunati, circondati da una bellezza indescrivibile.
Ed ecco qui qualche idee per una vacanza un po’ diversa nel nord del Bel Paese!

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Nesso

Diari di viaggio

2150 metri di Emozioni

Uno dei luoghi simbolo della Turchia meno conosciuta è questo monte, sulla cui sommità pare di essere sulla cima del mondo. Nel I secolo d.C. Antioco I di Commagene pare si sia fatto tumulare proprio qui. E che abbia fatto costruire il santuario dotato di due terrazze, una rivolta ad ovest e l’altra ad est, con statue monumentali di divinità a sorvegliarlo. Il terremoto le ha fatte a pezzi, ma le teste gigantesche e alcuni corpi seduti che dominano le valli sono ancora interi.

Se chiudo gli occhi, sento il sole caldo sulla pelle che si fa sopportabile solo grazie alla leggera brezza che c’è sulla cima. Vedo davanti ai miei occhi l’infinito. L’emozione è così forte che rimango non solo senza parole, ma con un nodo alla gola che mi fa anche salire lacrime di gioia agli occhi. Sembra di poter vedere, immaginare, fare tutto. Come se il mondo fosse a mia disposizione, per costruire ciò che più mi piace e desidero.

L’Eufrate da un lato, la Mesopotamia che lo circonda. La culla della civiltà sta ai nostri piedi. La pianura arida dove in fondo noi siamo nati. A perdita d’occhio ci sono i luoghi da cui abbiamo avuto origine. L’aria calda che si respira, quel senso di potere e contemporaneamente di solitudine. Non che normalmente sia un luogo affollato, ma essendo mattino siamo soli sulla terrazza che si rivolge verso est. Guardiamo a Oriente. E alle nostre spalle ci sono i giganti seduti che ci sorvegliano. Le teste di dimensioni divine che guardano all’orizzonte in nostra compagnia. Come ci abbracciassero e controllassero i nostri movimenti. Tutto insieme.

Ho scattato un numero non ben definito di foto. Ma la più bella credo sia quella che è stata scattata a me e papà, di spalle. Mentre lui mi abbraccia io indico verso l’infinito. Come indicassi tutta la strada che abbiamo ancora da percorrere insieme, le colline, le montagne, le pianure aride, il fiume e il verde, tutto ciò che di più bello posso immaginare.

Credo che il Nemrut non possa dare altro che emozioni forti, durature.
La salita è dura, soprattutto in una bella giornata di sole. Lunga e faticosa, nonostante stessero costruendo dei nuovi gradini lungo il sentiero proprio mentre siamo passati noi. Ma lo spettacolo che attende chiunque voglia raggiungerlo è indimenticabile: Non si limita a ripagare della fatica vissuta, ma fa davvero sentire in pace con il mondo. L’infinito in un respiro, che quando ci ripenso mi trasmette calma e felicità, delle più pure e dolci.

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Diari di viaggio

Back to Turkey

Ritrovare il proprio blog dopo tanto tempo è strano. E’ troppo tempo che non viaggio per lunghi periodi e non ho voglia solo di partire, ma anche di scrivere.

Ripensavo alla Turchia. Di questi tempi, tornare alle settimane vissute viaggiando in lungo e in largo per questo magico Paese dà una strana sensazione.
La superficie della Turchia è più del doppio di quella dell’Italia e, statene certi, il numero di luoghi che valgono la pena di essere visitati è immenso!

Nel 2013, quando ci siamo stati noi, il clima teso aveva già cominciato a farsi sentire. Poco prima della nostra partenza, le proteste ad Istanbul erano feroci ed Erdoğan aveva fatto disperdere con la forza la folla che manifestava a piazza Taksim. Le persone a noi più vicine ci dicevano che forse “non era il caso di andare, almeno non in questo momento”. Ma ogni giorno che passa, in cui la guerra ormai ci circonda sempre di più, sono ancor più contenta di aver deciso di partire tre anni fa.

Abbiamo visitato luoghi del sud est dove per molti anni non si riuscirà a tornare come turisti, visto confini a cui non è più il caso di avvicinarsi. E, tutto sommato, abbiamo viaggiato tranquilli e liberi dalla Bulgaria all’Iran e alla Siria. Nonostante non lo si potesse attraversare, abbiamo visto dall’altro lato del fiume il suolo armeno. Abbiamo attraversato i Balcani per giungere in Turchia senza dover passare ore ed ore in attesa per attraversare un solo confine.

E il fatto che in questi anni moltissime persone debbano fare il nostro stesso viaggio in direzione opposta e con motivazioni molto più serie, come quella di sfuggire alla morte, mi fa pensare a quanto siamo stati fortunati a mettere in pratica immediatamente questo progetto.

Non ho scritto un vero e proprio diario di viaggio, mesi fa, ma solo qualche spunto. La lista dei luoghi che abbiamo visitato in cinque settimane è molto lunga. Dato che di siti famosi si legge spesso, ho parlato di qualche posto meno conosciuto dai più, soprattutto nell’est del Paese, dove senza un mezzo proprio è complicato arrivare. Ho scritto di Ani, del Monte Ararat e delle Valli Georgiane. Dato che mi sono accorta di aver dimenticato il Nemrut Daği, approfitterò per rimediare presto al mio errore.

In ogni caso, se la situazione si calmasse abbastanza per poterci tornare, io lo farei immediatamente! Appena vi capiterà l’occasione, correte a visitarla!

Mappa Turchia

A grandi linee, è stata questa la nostra Turchia.