Mente vagabonda

Travelling is my therapy

Dopo ben un anno di blog, mostre, viaggi fatti e solo organizzati, la mia voglia di partire è sempre maggiore. Nei momenti di crisi, quando ci si sente tristi, in un certo modo, o comunque incompleti, se si è amanti del viaggio si desidera lasciare tutto e andare in capo al mondo. La destinazione non è importante. Dopotutto, è il viaggio in sé ciò che conta! Raggiungere i luoghi che si amano di più, dove ci si sente a casa. In fondo “casa” non è dove si è nati. E’ dove si percepisce di essere parte del luogo in cui ci si trova, parte integrante. Ci si sente abbracciati dall’atmosfera magica della città, della campagna, del mare. Non è necessario andarci in un periodo speciale dell’anno, come può essere Natale. Basta andarci. Si respira a pieni polmoni, finalmente.

E questo è ciò che anche io vorrei avere il coraggio di fare ora: lasciare tutto per un po’, prendermi una vera e propria vacanza “dalla mia vita”. Sono convinta che per essere FELICI si debba fare tutto ciò che ci piace, ciò che amiamo. E che se amiamo qualcosa sia assolutamente possibile raggiungerlo. Chi dice che è impossibile realizzare un sogno, per quanto pazzo sia, a mio parere non ha un vero sogno. La voglia di cambiamento è ciò che spesso ci prende. Ed è quella che spinge molti a scoprire il viaggio. Anche se capire (o meglio, ammettere) che cosa si vuole cambiare e soprattutto come lo si vuole modificare non è sempre semplice. La forza d’animo e il coraggio stanno soprattutto in questo: riconoscere un problema e prendere in mano la situazione.

Non sono le conseguenze che dovrebbero spaventarci, e questo lo dico soprattutto a me stessa. Non sono le opinioni degli altri a doverci far paura. A me terrorizzano i miei pensieri, i miei sogni anche. E il viaggio è la terapia: non mi sento italiana, non mi sento comasca, mi sento a casa a casa mia, vicino al mio caminetto, seduta sul mio divano, di fianco al mio gatto o in compagnia dei miei genitori. Per il resto mi sento una cittadina del mondo, se vogliamo dirla in maniera elegante. In modo più brutale, senza una dimora fissa in cui voler ad ogni costo ritornare. A “casa”, in fondo, sono sempre tornata per le persone a cui voglio bene. Se loro venissero con me o mi raggiungessero per salutarmi, ogni tanto, non avrei bisogno di tornare da queste parti.

Vorrei girare il mondo senza pensare, vorrei vivere il mondo da vicino, raccontarlo con le parole e le immagini. Vorrei lasciarmi accarezzare del mondo nel profondo del cuore, come hanno sempre fatto tutti i luoghi che ho visitato e in cui ho vissuto in questi anni. E’ un coinvolgimento forte quello che il viaggio ci consente di raggiungere, profondo, dolce. E’ come se non ci fossero limiti quando si decide di partire, quando si prende il coraggio a quattro mani e si va. Perché di limiti non ce ne sono, in realtà, se non quelli che imponiamo a noi stessi: volendo, tutto, ogni luogo, si può raggiungere.

Dunque, come recita una massima del Dalai Lama:

“Once a year, go some place you’ve never been before.”

Ne vale sempre la pena!

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