Diari di viaggio

Nous allons à Lyon!

Dopo un lungo periodo di assenza, sono tornata a scrivere e soprattutto a fare qualche viaggio. Finalmente, direi!

E, anche se per poco tempo, abbiamo visitato un pezzetto di Francia. L’idea era questa: abbiamo solo tre giorni a disposizione, andiamo a visitare una città che sia abbastanza vicina a casa da poterla raggiungere in automobile. Perché non Lione? E approfittando di questo programma, ci siamo organizzati un piccolo tour dell’Alta Savoia.

I passi di questa zona del Piemonte, che collegano Italia e Francia, sono tutti detti “Col”. Rispetto al mio standard di colle, sono decisamente più alti, ma molto panoramici! Ce ne siamo concessi ben due sulla strada per Albertville: il Moncenesio e il Col d’Isere.

In passato, questi luoghi sono appartenuti al nostro Paese per alcuni anni. Quando, nel 1947, furono donati alla Francia rispettando i trattati post-bellici, persero la loro caratteristica di strade di confine e andarono a far parte completamente del territorio francese.

La salita è rilassate e, una volta in cima al Moncenisio, ci si trova davanti ad un grazioso lago azzurro formato dall’acqua intrappolata nella diga che è stata costruita qui nel 1968. Non siamo riusciti a capire se sia aperto durante l’estate o se lo stiano ancora allestendo, ma ci sono anche i cartelli che indicano la presenza di un piccolo museo sito proprio vicino alla chiesa a forma di piramide che domina il lago.

Moncenisio

Sulla cima del Col d’Isere, invece, a 2770 m s.l.m., ci sono gli impianti sciistici di risalita per raggiungere il ghiacciaio. Sul versante che si percorre scendendo verso la Val d’Isere tra seggiovie e funivie c’è da perdersi! Visto quanto il paesino in valle è attrezzato, il comprensorio sciistico invernale deve essere davvero grande!

Per raggiungere Albertville si attraversano diverse cittadine che ormai non hanno più nulla dei paesini di montagna, tra alberghi, ristoranti e negozi di attrezzature sportive. Anche se con la neve deve essere tutto più pittoresco, il paesaggio si apprezza appieno anche in autunno. I colori sono davvero spettacolari, tra il verde dei pini e il giallo-arancione degli aghi dei larici che si mischiano a formare un unico dipinto.
Ad Albertville è il centro medievale che vale assolutamente la pena visitare: in cima alla collina che domina la cittadine nuova, fatta di condomini e attraversata dal fiume, c’è il borgo. Racchiuso dalla cinta muraria, a cui si accede attraverso le porte medievali ad arco, è un insieme di viuzze pedonali fiancheggiate da botteghe artigiane di ogni genere contrassegnate da insegne che sono di per sé vere e proprie opere d’arte. Il vicolo principale è Rue Gabriel-Pérouse. Questa conduce alla Grande-Place, la pizza principale del borgo, con qualche ristorante e il Musée. A pochi metri di distanza si apre la Grande Roche: da qui la vista è spettacolare.

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Il passaggio coperto da viti e il colonnato che affaccia sul fiume, Albertville e lo Château Manuel de Locatel rendono il piccolo Jardin Public de la Tour Serrazine un luogo magico. Con la sua tranquillità, a me ha ricordato il bellissimo Giardino degli Aranci affacciato sul lungo Tevere, a Roma.
Arrivare ad Annecy, la piccola Venezia francese, è davvero questione di pochi minuti da Albertville. Se deciderete di raggiungere questa località e il suo famoso Lago, non ne rimarrete delusi!

Ad Annecy da vedere c’è molto. Non immaginatevela come un piccolo paesino sulle rive del lago omonimo: è una cittadina abbastanza grande e anche un po’ caotica, piena di negozi di scarpe e ristoranti e bar. Ma ciò non le fa perdere il suo fascino. Il centro storico riesce ad essere “silenzioso”, senza il rumore delle auto. I vicoli sono lastricati e, come a Lione, anche qui i passaggi sotto i portici e i vicoli larghi meno di due metri sono ovunque!
Il simbolo di Annecy è il Palais de l’Isle. Percorrendo la strada principale, sul lungolago, lo si trova subito. E dopo il tramonto lo si identifica ancora meglio, essendo illuminato a giorno!

Annecy      Lac d'Annecy

Quando Annecy la si visita con la luce del giorno, non perde certo il suo fascino. Probabilmente, anzi, avere le stradine lastricate tutte per sé alle 7 del mattino è ancor più bello!
I giardini che si affacciano sul lago fanno venir voglia di fare jogging, la nebbia che si alza piano piano dal lago e il sole che spunta alle sue spalle danno una sensazione di tranquillità assoluta. Non si sentono automobili passare, nonostante la strada sia a poca distanza. Si vedono qualche paperella mattiniera e qualche ciclista silenzioso che ascolta la sua musica senza disturbare nessuno tra coloro che lo circondano.

E’ dai giardini che si vedono la Prefettura, l’Hotel del Ville, il Pont des Amoures. Da qui si raggiunge facilmente l’Ile e ci si può perdere tra i già citati vicoli. Le chiese sono tantissime, anche se la più imponente è probabilmente Notre Dame. Al suo fianco il vecchio municipio è davvero grazioso: la facciata giallo zafferano e il pesce che campeggia sulla balaustra in ferro battuto della scalinata che porta all’ingresso sono pittoreschi.

Il castello, visto con la luce del giorno, non è speciale come pare dal basso. La sua facciata bianca sembra piatta, se si è abituati a vedere Château come quelli della Loira o anche solo edifici come la Prefettura della stessa Annecy.
Il Palais de l’Isle e le case color pastello che si affacciano sul Thiou, con i numerosi ponticelli e le chiuse ricoperte di vasi fioriti, rimangono sicuramente la vera attrattiva della città!

Se si è diretti a Lione, vale la pena fare un’ulteriore sosta lungo il proprio percorso ad Aix-les-Bains. Il centro non ha nulla da offrire se non si è in cerca di qualche negozio dove fare shopping, ma il lungolago merita una passeggiata. E’ molto esteso, dunque è bene farne solo una parte, se non si hanno a disposizione tanto tempo ed energie. Dal Grand Port al Petit Port e poi proseguendo in un tratto che pare un viale alberato, si impiega circa un’oretta (tra andata, ritorno e soste varie per le foto). Passando in macchina sul resto della sponda del lago, diretti a sud, abbiamo visto che il percorso continua: se avete a disposizione una bicicletta o un paio di pattini a rotelle, sono certa che valga la pena percorrerlo tutto!

E dopo questo lungo viaggio verso la meta (ma ricordiamoci sempre che il bello del viaggio non sta nel giungere a destinazione!), eccoci a parlare di Lione.
Terza città francese, si legge che è anche la sua capitale gastronomica. E bisogna ammettere che i ristoranti tipici, i cosiddetti Buchones, abbondano! Ma Lyon non è solo cibo: ci sono il centro storico, i quartieri più moderni e destinati allo shopping, la Croix-Rousse e la collina di Fourvière. Qui il Rhône e la Saône si uniscono, confluendo l’una nell’altro. Le chiese sono ancora una volta numerose e il labirinto della Vieux Lyon è davvero lunghissimo: si dice che i famosi passaggi coperti, le traboules, raggiungano i 50 km di lunghezza complessivamente!

Appena fuori dal centro, raggiungibile in meno di 20 minuti di metropolitana, si trova il Musée Lumière. Qui è dove è stato girato il primo film della storia del cinema, qui è dove i fratelli Lumière, e in particolare Louis, hanno inventato il cinematografo. Brevettato nel 1895 e nato da una “sfida” lanciata dal padre Antoine ai due figli, ha rivoluzionato la storia della fotografia. La villa è davvero bellissima, soprattutto vista dall’esterno.

Lumiére

Il giardino d’inverno, che si nota subito entrando nel parco dell’Institute Lumière, sulla sinistra, ha vetrate colorate e stipiti verdi che danno un forte senso di armonia. Il museo, ospitato nella villa, è decisamente interessante: le mie conoscenze di storia del cinema erano pari a zero, mentre ora sono decisamente più colta a riguardo e soprattutto ancora più curiosa di leggere qualcosa in proposito!
Le etichette destinate a spiegare che cosa siano i manufatti esposti e la loro storia sono solo in francese, ma è possibile noleggiare un’audioguida nelle altre lingue alla biglietteria.

Mentre l’ingresso alla Basilica di Fourvière non vale la salita al colle, la splendida vista sull’intera Lione obbliga il visitatore a raggiungere il parco circostante la basilica stessa. Il viaggio con la funicolare dura circa 5 minuti e la discesa attraverso il Giardino delle Rose e quello delle Ortensie (che noi in realtà non abbiamo visto, dato che era buio) è molto pittoresco. Si arriva direttamente tra le viuzze della Vieux Lyon e con altri 5 minuti di camminata ci si trova proprio nella piazza della Cattedrale (vicino a cui si ha anche la fermata della metropolitana).

I ponti che attraversano la Saône e il Rhône sono tantissimi e vale la pena muoversi a piedi per la città anche per apprezzare i diversi scorci che si aprono da qui e da altri suoi angoli molto suggestivi. Con la Lyon Card diventa tutto più semplice e conveniente. La si può acquistare su internet e ritirare direttamente all’ufficio turistico (ad esempio in Place Bellecour). Vi sono compresi tutti i trasporti pubblici della città, l’entrata ai diversi musei, un giro in battello e le visite guidate attreverso Vieux Lyon e la Croix-Rousse organizzate proprio dall’Ufficio Turistico. Dato che sono tenute solo in inglese e francese e poche volte al giorno, si può anche noleggiare un’audioguida che vi porterà a spasso per la città con itinerari per la Vecchia Lione e la collina di Croix-Rousse di un paio d’ore in tutto.

I mercati della mattina lungo le rive della Saône sono bellissimi. Si susseguono l’un l’altro, prima su una sponda del fiume, poi sull’altra. Dove si conclude quello ortofrutticolo e alimentare in genere si attraversa il ponte pedonale e si raggiunge quello dell’artigianato. Dove quest’ultimo finisce, si ritorna sull’altra sponda e si cammina tra bancarelle piene di libri.

Mercati di Lione DSC_0919

E’ in Place de Terreaux che si trova il museo più famoso della città: quello di Belle Arti. Questo Musèe des Beaux-Arts espone manufatti provenienti dall’Antico Egitto, da Roma e dalla Grecia nella sua sezione di arte antica; le collezioni di dipinti non comprendono solo pittori francesi, ma anche italiani, fiamminghi e spagnoli. Tra i quadri degli impressionisti troviamo Monet e Renoir, tra i contemporanei Picasso e Matisse. Le audioguide qui sono comprese nel prezzo del biglietto di ingresso, quindi tenete conto che, se siete degli appassionati e già normalmente impieghereste un paio d’ore per visitarlo, è il caso di riservargliene almeno il doppio!

Sulla stessa piazza si affaccia l’Hôtel de Ville e, a poca distanza, l’Opéra de Lyon. Il percorso indicato dall’audioguida dell’ufficio turistico per quanto riguarda la visita di Croix-Rousse comincia sulla cima del colle. Se non la si vuole raggiungere a piedi, con la metropolitana si impiegano pochi minuti. Scendendo si attraversano alcune traboules, parchi e piazze fino a raggiungere il Fresque des Lyonnais. Qui sono rappresentati una serie di personaggi di spicco nati o vissuti a Lione, dal Piccolo Principe all’inventore Joseph-Marie Jacquard alla marionetta Guignol. Nella Vieux Lyon sono descritti la Cattedrale, il Palazzo di Giustizia e palazzi di spicco che si trovano lungo le vie principali insieme a negozietti di souvenir e bouchones.

Lyon

Per il giro in battello sono necessarie da un’ora ad un’ora e mezza, in dipendenza dall’itinerario che si sceglie di percorrere. Il primo è più storico, sale lungo la Saône e raggiunge la zona sottostante Croix-Rousse, costeggiando quindi l’intera Vieux Lyon. Il secondo, invece, vi porterà fino alla Confluence, dove la Saône si getta nel Rhône. Si risale quindi per un tratto il Rodano e si torna poi sui propri passi, costeggiando la zona più moderna di Lione, con i palazzi della radio e della televisione colorati, i grandi centri commerciali e l’acquario.

C’è molto da vedere e da fare, da queste parti. Ma con una buona organizzazione un paio di giorni sono sufficienti per visitarla con calma! Se non avete molto tempo e volete una città “vicina” a casa, Lione è la scelta da fare!