Diari di viaggio · Portogallo

Giorno 11 e 12: dalla vigna alla bottiglia

Un’escursione nei dintorni di Porto, lungo il fiume Douro, per vedere i vigneti da cui il famoso vino ha origine è d’obbligo. Farla in una giornata soleggiata sarebbe meglio, ma anche con la nebbia vale la pena.

Partendo da Porto, abbiamo raggiunto Vila Real e il vicino maniero di Mateus percorrendo la riva destra del fiume all’andata e quella sinistra al ritorno. La Rota do Vinho do Porto sale e scende, stretta tra alberi e vigneti, seguendo il corso del Douro. A causa della nebbia, siamo riusciti a vedere il fiume solo tornando, nel pomeriggio.

Vila Real è una cittadina piccola e che ha poco da offrire ai turisti, ma il Palácio de Mateus a 3,5 km di distanza è visitabile e i suoi giardini sono davvero belli! La tenuta, con il palazzo barocco circondato da vigneti e frutteti, merita di essere visitata ed è possibile farlo senza unirsi ad un tour guidato come è richiesto per gli interni.

1320 - Maniero di Mateus

Nel nostro ultimo giorno in Portogallo non potevamo dimenticarci di partecipare ad una visita guidata alla cantina Ferreira, a Vila Nova de Gaia, dall’altro lato del fiume rispetto alla città di Porto. Durante il tour abbiamo scoperto che il vino “Porto” è un vino da dessert, dolce e molto alcolico. La sua fermentazione viene fermata dopo soli tre giorni aggiungendovi del Brandy a 99° e il suo sapore è diverso e specifico per ogni casa vinicola poiché ottenuto mischiando accuratamente vini rossi o bianchi di annate differenti. Dunque il nostro palato è ingannato: il vino pare sempre uguale, ma in realtà è una composizione sempre diversa. La visita si conclude con l’assaggio di una bottiglia di rosso ed una di bianco, davvero squisiti a mio parere.

1361 - Valle del Douro  1372 - Caves do Porto Ferreira, Porto

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Giorno 10: una giornata in monastero

Da Nazarè e i suoi pesciolini messi al sole ad essiccare, ci siamo diretti a nord per dedicare la giornata alla visita di tre monasteri: Alcobaça, Batalha e Tomar.

Tutti immensi e decisamente suggestivi, con le loro guglie e i loro chiostri sono molto interessanti. Anche per questi esiste un biglietto cumulativo che permette di di fare la fila per pagare una sola volta.

Alcobaça è davvero enorme e la sua cappella più famosa è la cosiddetta “Sala dei re” in cui, sugli azulejos, sono raffigurati il monastero, la sua storia e i re portoghesi.
A Batalha, invece, tra guglie e pinnacoli è la “Cappella del fondatore” ad avere qualcosa di magico: le tombe sovrastate da finestre colorate fanno sì che al visitatore paia di essere in un luogo ancor più sacro, come si trovasse fuori dalla basilica, in una cappella solitaria in mezzo alla campagna.

Ma il convento più spettacolare è quello dell’Ordine di Cristo di Tomar. Sembra di essere all’interno di una fortezza dai mille chiostri, tutti diversi l’uno dall’altro, alcuni ricoperti di azulejos, altri spogli, altri ancora con le decorazioni scolpite nella pietra. Questo luogo è un vero e proprio labirinto, dove è facile perdersi e complicato trovare l’uscita.
La famosa “Rotonda dei templari” è una zona della chiesa principale interamente ricoperta da affreschi rappresentanti scene della Bibbia e simboli templari.

1263 - Chiostro principale, Convento de Cristo, Tomar

Convento dell’Ordine di Cristo, Tomar

Concluso il tour dei conventi, siamo arrivati fino a Porto per la notte, con l’idea di fare un tour lungo il fiume Douro il giorno successivo.

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Giorno 9: Cabo de Roca, Mafra e Óbidos

Essendo tornati a Sintra prima delle 9 del mattino, siamo riusciti ad entrare tra i primi visitatori al Palácio da Pena. Per raggiungerlo la passeggiata in salita nel parco è faticosa e romantica. Una volta giunti all’ingresso, sembra di essere all’interno di un quadro dai colori sgargianti: torri gialle e rosa, pareti blu, azulejos di cavalieri o foglie d’uva colorate, il tutto circondato dal parco alberato della Serra de Sintra. Anche l’interno è interessante, ma è l’esterno la parte in assoluto più suggestiva.

Per visitare i monumenti di Sintra si può comprare un unico biglietto dalla validità di due giorni, molto utile anche perché consente di evitare le code all’ingresso dei palazzi.

955 - Palacio da Pena, Sintra

Palácio da Pena

Dopo la visita di Sintra, abbiamo continuato a dirigerci verso ovest fino a raggiungere il Cabo de Roca, il punto più occidentale dell’intero continente europeo. Questa scogliera ricoperta di fiorellini gialli che cola a picco nell’Oceano Atlantico è molto bella, nonostante il numero spropositato di turisti. È davvero il punto dell’Europa “dove finisce la terra e comincia il mare”, come scrisse Camões.

1056 - Cabo de Roca

Risalendo verso nord, ci siamo nuovamente immersi nella storia portoghese. Il palazzo e convento di Mafra, dalla facciata bianca, lavorata e simmetrica, ha due torri poste alle estremità che sono collegate da un corridoio lungo 232 metri. Qui abbiamo visitato l’infermeria e la farmacia del convento, gli appartamenti reali e l’immensa biblioteca dei monaci, davvero da sogno. La distesa di libri è davvero a perdita d’occhio! Anche la basilica, in posizione centrale rispetto alla facciata, è bella, ma non degna di nota quanto il resto del complesso.

Tornando sulla costa, abbiamo fatto una sosta nella graziosa Óbidos, un piccolo borgo di circa 3000 abitanti circondato dalle mura medievali e con le viette su cui si affacciano case bianche, blu e gialle. Qui si passeggia per i gli stretti vicoli lastricati e si può camminare sulle mura seguendo il cammino di ronda, purché non si soffra di vertigini. Si visitano la Praça Santa Maria e la chiesetta che vi si affaccia, poi qualche negozietto.

1125 - Porta rossa, Obidos

Per concludere la giornata, siamo andati a dormire nel borgo costiero di Nazarè, dove passeggiare sul lungomare nelle serate invernali può essere davvero piacevole.

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Giorno 8: ritorno verso ovest

Nei dintorni di Évora c’è un interessante itinerario tra siti megalitici da seguire. Se ne visitano liberamente quattro, seguendo stradine strette e a volte sterrate, a cui si aggiungono le pitture rupestri del quinto visibili solo su prenotazione.

Il primo è cerchio megalitico nel mezzo di una radura circondata dal bosco. Ci si può divertire cercando le diverse incisioni che si trovano sparse sulle pietre e scattando belle fotografie.
Il secondo invece è un menhir, davvero gigantesco. Essendo una singola pietra non è così speciale, ma il sentiero che bisogna percorrere per raggiungerlo è piacevole. La tomba a tumulo successiva, circondata dal silenzio della campagna, è molto suggestiva, nonostante la sporcizia.
Ma è la minuscola chiesetta bianca e blu che ha come ingresso un antico dolmen il monumento più pittoresco: la quiete, i campi e il lago sullo sfondo rendono l’atmosfera estremamente rilassata.

827 - Igreja, Evora

Dopo questa escursione, siamo tornati verso ovest e abbiamo raggiunto la città di Sintra, a soli 20 km da Lisbona. Bellissima e amata da artisti e scrittori, è ricca di palazzi e parchi imperdibili.

Qui abbiamo visitato la Quinta da Rigaleira, uno dei luoghi più suggestivi del Portogallo intero. Si tratta di un’immensa tenuta fatta costruire da António Augusto Carvalho Monteiro all’inizio del XX secolo su una superficie di 4 he. In ogni costruzione si trovano simboli esoterici e massonici. Dalle decorazioni del palazzo principale al famoso pozzo iniziatico e alle gallerie sotterranee, tutto ha più di un significato. Perdersi per l’immenso parco, tra le piccole costruzioni che spuntano in ogni dove, è magico!

838 - Quinta da Rigaleira, Sintra  898 - Pozzo per l'iniziazione, Quinta da Regaleira, Sintra

Da qui, siamo tornati con gli occhi pieni di meraviglia nel centro storico, dove abbiamo visitato gli interni del Palácio Nacional, il palazzo reale eretto nel XVI secolo. I soffitti dipinti, le pareti ricoperte di azulejos, i cortili e la vista che si gode dalle sue finestre sono i veri motivi per cui non è possibile non visitarlo.

Trovare un albergo economico a Sintra senza aver prenotato può essere molto complicato. Noi abbiamo girato la città, siamo arrivati fino ad Estoril e Cascais e alla fine ci siamo ritrovati a dormire in un brutto hotel attaccato all’autodromo per non spendere un’esagerazione. Ma diciamo che per Sintra vale la pena fare questo ed altro!

Italia

Rome, Italy

Le città le fanno le persone. Quelle del passato, che le fondano e gettando le basi per quello che saranno; quelle del presente, che le modificano e le vivono ogni giorno; quelle del futuro, che le cambieranno e le vivranno, magari anche in modo completamente diverso da ora. Ma sono quelle del presente, soprattutto, che determinano l’opinione che il viaggiatore si costruisce di un certo luogo. In pochi giorni non si può conoscere davvero la città che si visita. Ma l’impressione con cui si torna a casa è quella che ci spinge a volerci tornare di nuovo oppure no. 

Roma è la “Città eterna”. Ad ogni passo ti porta indietro di migliaia di anni e allo stesso tempo non ti permette di staccarti dalla realtà del presente che ti circonda. Io non posso dire di conoscerla. Posso dire che è stupenda, davvero. Ma devo ammettere che è solo il mio amore per Roma antica a farmi pensare che sia bellissima.

E’ l’arte che la permea a renderla tale ai miei occhi. Le persone che hanno partecipato alla formazione della mia opinione di Roma certamente non l’avrebbero resa tale. Come non ci sarebbero riusciti il caos, la sua sporcizia e la sua trascuratezza. Forse è davvero lo “specchio dell’Italia”, quella dello spreco, della crisi e delle bellezze non tenute in considerazione come si dovrebbe. Quando penso agli infiniti turisti stranieri che abbiamo incontrato in soli quattro giorni, mi chiedo che cosa pensino di questa città. E dell’Italia in generale. Spero che non abbiano la mia stessa opinione, altrimenti non torneranno più a Roma se non per il tempo necessario a visitare i luoghi che gli interessano. Come farei io, dopotutto. E poi mi viene in mente quello che mi ha detto una mia amica del Lussemburgo. Lei è sempre stata innamorata dell’Italia, ha sempre avuto un’immagine idilliaca del nostro Paese. Ma dopo il suo primo viaggio a Roma ne è rimasta profondamente delusa: nel posto dei suoi sogni è riuscita a vedere bellissimi monumenti, sì, ma ha incontrato quasi solo persone che hanno provato ad imbrogliarla o comunque molto maleducate. E questo è davvero triste. Un turista non è stupido solo perché è un turista. E men che meno perché non capisce tutto quello che gli viene detto in una lingua che non è la propria. Lei ci è tornata in Italia, forse però un po’ più disincantata. Come sarò anche io quando deciderò di tornare a Roma.

Le bellezze di Roma rimangono comunque luoghi da vedere almeno una volta nella vita. E, come è valido per il resto del mondo, visitarle più volte è anche meglio! Le si apprezza di più – anche se manca il cosiddetto “effetto sorpresa” – e i dettagli che si colgono sono sempre differenti!

I suoi maggiori luoghi di interesse sono relativamente vicini tra loro e, in ogni caso, nei tratti di strada che li separano ci sono sempre siti meno conosciuti da visitare. Gli itinerari che ci si può costruire sono numerosissimi e dipendono essenzialmente dai propri interessi. Elementi di Roma antica, piazze, fontane, chiese e palazzi del potere sono ovunque a stretto contatto l’uno con l’altro! Ed è questo ciò che rende Roma speciale e meravigliosa: la Roma dell’arte e dell’antichità, è Lei che non può far altro che affascinare il viaggiatore.

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Giorno 7: Belém ed Évora

Visitare Lisbona vuol dire non perdersi Belém. La fortuna del quartiere è strettamente legata all’epoca delle grandi scoperte e per visitare con calma la famosa Torre e il Monastero dos Jerónimos bisogna arrivare presto al mattino.

La prima si trova proprio sulla foce del Tago e aveva una funzione difensiva. Fu costruita nei primi anni del XVI secolo e la vista che si ha dai suoi balconcini è molto suggestiva, ma se non fosse per questo l’interno ha poco da insegnare.
Poco lontano si trova il Monumento alle Scoperte, che celebra i grandi esploratori portoghesi: una grande caravella che si dirige verso il mare con a bordo gli eroi e, alle sue spalle, una rosa dei venti di 50 metri di diametro con al centro le rotte scoperte dai navigatori. Originariamente costruita nel 1940 per l’Esposizione Universale, venne abbattuta 1958 e ricostruita in pietra bianca.

Il secondo merita anche la fila per fare il biglietto, da tanto è spettacolare. Il chiostro e la chiesa è difficile smettere di fotografarli: sono così elaborati e allo stesso tempo perfetti da lasciare ogni visitatore incantato e senza fiato.
Fu fatto costruire nella prima metà del Cinquecento dal re Manuele I per celebrare il ritorno di Vasco de Gama dopo la scoperta della nuova rotta per l’India e al suo interno si trovano le tombe di Vasco de Gama, del poeta e navigatore Luís de Camões e del celebre scrittore Fernando Pessoa.

657 - Chiostro, Monasteiro dos Jeronimos, Belem, Lisboa

Poco dopo pranzo, abbiamo lasciato Lisbona alla volta di Évora, una città dell’entroterra portoghese a poco più di 100 km dalla capitale. Qui, nel pomeriggio, siamo riusciti a visitare la chiesa e il Palácio Cadaval, la cattedrale con il suo chiostro e l’università.

La prima chiesa in cui siamo entrati è minuscola e completamente ricoperta di azulejos, le classiche piastrelle portoghesi dipinte di blu. Anche se la loro quantità la rendevano un po’ pesante, vale comunque la pena entrare a dare un’occhiata.
Il Palazzo invece è un museo in cui sono custoditi gli arredamenti, i quadri e le armi originariamente appartenuti al conte suo proprietario.

Nella piazza principale antistante al palazzo, si trovano le rovine ben conservate di un tempio romano.

695 - Tempio romano, Evora

La cattedrale, anch’essa ben tenuta, all’esterno è dotata di due torri come quella di Lisbona, mentre all’interno è decorata con gli stessi mattoncini rossi di cui è fatta. Il chiostro è spoglio come il resto della chiesa, ma nella sua semplicità grazioso: nel giardino centrale ci sono un pozzo e un albero di arance, il corridoio circostante è coperto da una serie di volte in cui si alternano mattoncini arancioni e grigi.

Il cortile, i corridoi e le aule visitabili dell’università sono decorati con azulejos rappresentanti le materie insegnate nelle singole aule. Noi abbiamo visitato quella di geografia, con mappe e mappamondi.

Nonostante una giornata sia sufficiente per visitare la città, sarebbe meglio dedicargli almeno due giorni per esplorare anche i suoi dintorni.
Se avete tempo per una deviazione, questa è decisamente una buona idea!

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Giorno 6: passeggiando per Lisbona

Il primo giorno dell’anno a Lisbona non è andato esattamente secondo i nostri piani.

Siamo riusciti ad alzarci presto, nell’intento di visitare il museo della Farmacia e la chiesa di São Roque, ma ci siamo ritrovati a passeggiare per la città senza poterli visitare perché erano chiusi.

Abbiamo camminato in lungo e in largo attraverso il Bairro Alto, lo Chiado e la Baixa. Prima di tutto ci siamo goduti la vista dal Miradouro del museo e poco lontano abbiamo visto e fotografato l’Elevador de Bica, una sorta di funicolare gialla molto suggestiva. Proseguendo verso São Roque, abbiamo fatto una sosta al Miradouro accanto all’Elevador da Gloria, da cui si vedono il Rossio e Praça do Comercio, fino all’oceano e al castello. Una volta scesi a piedi lungo le sue rotaie, abbiamo attraversato Praça do Restauradores, il Rossio e una parte dei Baixa, fino a a Praça do Comercio.

Per tornare al punto di partenza della nostra passeggiata, siamo passati dal lungomare: seguendo questa via si vedono il Municipio e il Mercato coperto.

Dopo aver visitato la Igreja do los Italianos, siamo riusciti a trovare un buonissimo ristorante per la cena e la nostra giornata, alla fine, si è rivelata molto piacevole!

526 - Lisboa